Regole per il mercato della moschea

Venerdì 14 gennaio 2011

Sul viale che porta alla Grande Moschea di Roma, ai piedi di Forte Antenne, è sorto negli anni un mercato spontaneo, aperto ogni venerdì, nel mese del ramadan e nelle due feste solenni dell’islam. Fino a poco tempo fa c’erano una trentina di banchetti, oggi ne contiamo appena una decina. Gli acquirenti abituali, tra cui non pochi italiani, notano con rammarico che non c’è più la vivacità di un tempo.

La Jumu’ah, preghiera pubblica islamica del venerdì attrae fedeli provenienti da tutta la città. E’ un appuntamento spirituale e insieme occasione di incontro tra cittadini di varie nazionalità, che utilizzano l’arabo come lingua comune. Al mercato comprano libri di preghiera, copricapo rituali, scialli per le donne. Vassoi di kebab vengono riscaldati su fornelli a gas; le varianti di spezie e salse sono la firma della provenienza del cuoco. Qui si può bere un thè verde, comprare pistacchi, datteri e spezie; consumare numerose varietà di dolci cucinati a casa dai venditori ambulanti: la baklawa e la meno conosciuta nammura, torta di semola e miele.

Nell’aprile 2010 il Municipio 2 ha varato le normeper sanare una situazione irregolare che si protrae da 16 anni.

L’assessore al commercio Mario Mancini (PdL) riconosce al suo predecessore, Andrea Cortese (Verdi), di aver affrontato il problema fin dall’inizio, nel 1995 quando fu inaugurata la moschea. “Sto cercando di portare a buon fine questa lunga vicenda, dice l’assessore, è interesse di tutti che il mercato prosperi. Il municipio ha elaborato alcune regole semplici quanto  indispensabili, votate da tutto il Consiglio, maggioranza e opposizione”. Come per qualunque mercato di strada occorre pagare la tassa di occupazione del suolo pubblico, “ma per agevolare chi opera da tanto tempo – precisa l’assessore – abbiamo fissato un contributo una tantum: 500 euro, pagabili in cinque rate”.

Venerdì 14 gennaio 2011

Per ora è permesso vendere solo cibi pre-confezionati. L’assessore: “E’ fuori discussione l’uso di bombole a gas a cielo aperto; chi vuole cucinare sul posto deve dotarsi di un camioncino con forno elettrico”. Massimo Inches, consigliere di maggioranza preoccupato per la sicurezza, riscontrando fornelli e bombole a gas,  si è rivolto alla magistratura e ha attivato controlli da parte dei vigili e della ASL: sui commercianti irregolari piovono denunce. L’assessore Mancini garantisce che il Municipio sarà tollerante con chi vuole mettersi in regola: “Proprio come agiamo con altri mercati occasionali, gestiti da associazioni”.

Qui non è facile creare un’associazione tra i commercianti che hanno interessi divergenti: c’è chi commercia solo il venerdì, chi affitta il banco a lavoratori occasionali, avendo altrove l’attività principale.

Il consigliere Alessandro Ricci (PD) “ Nel mercato della moschea vedo una ricchezza per tutti, fedeli e non. E’ un luogo di intercultura. Per questo in commissione commercio mi sono impegnato a elaborare le norme. Ora però spetta al municipio fare tutte le cose promesse in delibera. In primis: allacci della luce e del gas”. Servizi indispensabili a chi vende cibi commestibili. Se pochi commercianti potranno permettersi un camioncino, basterà un forno a micro-onde, ma la corrente ci vuole. E Ricci poi si chiede: “Come mai un consigliere di maggioranza si rivolge alla magistratura e alle forze dell’ordine, proprio mentre stiamo lavorando per sanare la situazione?”

Hamid Sayawi, che vende libri di preghiera, sarebbe favorevole alle regole. Guardando i vassoi di pasticcini e le teglie di carne che lo circondano: “Non va bene lasciarli tutto il giorno al sole e allo smog – dice – la panna, il sugo si deteriorano… ma chi di loro può permettersi un camioncino per commerciare un giorno alla settimana? Le regole vanno inventate bene. Ci vuole equilibrio tra costi e ricavi: la crisi si fa sentirei fedeli arrivano sempre in tanti, ma quelli che comprano oggi sono sempre meno. Mangiano un panino e via”.

Sembra che si sia instaurato un circolo vizioso:  per mettersi in regole i commercianti attendono l’allaccio di luce e gas, il Municipio per fare gli allacci aspetta che un congruo numero di venditori abbia pagato il pregresso.… Se questo mercato perderà la sua vitalità, sarà una perdita per tutta la comunità.

M.D.B e P.P       (continua….)