Randa

Abadir e Randa, nuova aria per il Mix & Match

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Il profumo di caffè, l’affettuoso “Ciao gioia!” di Abadir, la vitalità di Randa. Varcando la porta di via Savoia 6 si viene accolti da amici.

Amore a prima vista. “È una bella storia la nostra” Randa sorride mentre ricorda il giorno in cui ha incontrato Abadir “Eravamo in un santuario in Egitto, durante una festa. Mi ha fatto una battuta scherzosa e dopo un mese ci siamo sposati”. Era il 1999 e Abadir viveva in Italia da 10 anni. Quando chiede a Randa di seguirlo lei non ha esitazioni: “Posso venire subito con te? Anche dentro la tua valigia’”. Oggi hanno due bambini, Francesco di 13 anni e Andrea di 4: “Sono uno l’opposto dell’altro. Il grande ha un carattere calmissimo, mentre il piccolo è un vero terremoto”.

Egitto. “Siamo entrambi laureati in ingegneria elettronica.  Al Cairo abbiamo una bella casa e anche il lavoro non manca, ma noi cristiani siamo discriminati, per questo ho scelto di partire”. La meta di Abadir era la Francia “Però mio fratello viveva in Italia, quindi ho deciso di raggiungerlo”.
 “Ora la nostra vita è qui, in Egitto torniamo durante le vacanze per stare con i parenti”.

Italia. “La nostra laurea è riconosciuta, ma gli italiani non parlano inglese, quindi trovare un impiego come ingegnere non è stato possibile”. Abadir non si perde d’animo ed apre un bar ai Parioli, dopo qualche anno si sposta in via Liegi e da tre mesi gestisce il Mix & Match, in via Savoia.
Randa si trasferisce nel settembre del 1999: “Mi sono trovata subito bene. La vita qui è bellissima. L’Italia è un paese libero, nessuno ti dice cosa devi o non devi fare”.

Amici. “Abbiamo stretto amicizia con altri genitori che hanno bambini nella scuola di Francesco, ci conosciamo da 9 anni ormai. Usciamo insieme e ci riuniamo in occasione di compleanni e battesimi. Per l’inaugurazione del bar hanno organizzato una festa stupenda. Noi mamme scambiamo due chiacchiere al mattino e all’uscita di scuola e una volta al mese organizziamo una serata tra donne. Sono delle persone fantastiche”.
“La domenica frequentiamo la chiesa copta ortodossa di San Giorgio, in zona Tiburtina. I bambini seguono il catechismo e sono molto contenti perché hanno la possibilità di stare con i loro amici e di partecipare a gite ed eventi sportivi”.

Momenti difficili. “Quest’anno abbiamo avuto tre incidenti uno dopo l’altro e anche la gestione del bar non è semplice, i primi tempi sei in perdita. Quando mi occupo dei bambini mio marito deve mandare avanti tutto da  solo. Siamo stressati, abbiamo bisogno di una vacanza”. Abadir non si spaventa di fronte ai sacrifici, ma vorrebbe più meritocrazia: “Non c’è giustizia, né per gli stranieri né per gli italiani. Se non hai le conoscenze giuste non conta niente che tu sia bravo. E la burocrazia è davvero troppa, in un momento di crisi come questo sarebbe necessario un minimo di flessibilità”.  La delusione è forte: “Se tornassi indietro sinceramente non lascerei l’Egitto”.

Insieme. “Il pregio di Abadir? È tranquillo… Non è di quei mariti rompiscatole che ti fanno 50.000 richieste. A tavola quello che c’è da mangiare gli va bene, non si lamenta mai”. “Mi piace tutto di Randa, è davvero una brava persona, sotto ogni punto di vista”.
Il segreto del matrimonio, non arrendersi di fronte alle difficoltà: “Noi egiziani in questo siamo diversi dagli italiani. L’unione è per la vita. Non puoi far saltare tutto per un’inezia. Devi pensare anche ai tuoi figli, a come cresceranno”.

Sandra Fratticci
(9 febbraio 2012)