Sporting United: una via per incontrarsi

Sporting United: una via per incontrarsi

La partita. Sabato 14 aprile 2012 il campo dell’A.C Fonte Meravigliosa nei pressi di Laurentina è stato lo scenario dei quarti di finale del Campionato di Eccellenza. Si sono fronteggiate in campo le squadre degli Alkapad e degli Sporting United. Quest’ultima è  composta in gran parte da ragazzi rifugiati del centro ENEA di Roma, che  provengono dalla Costa D’Avorio, Togo, Somalia, Guinea, Afghanistan, Mali, Romania. Ci raccontano del progetto e dei giocatori l’educatore/preparatore atletico Rino Di Costanzo e l’allenatore Roberto Mercuri. Il torneo esiste da molto tempo, ma il centro ENEA ha iniziato a parteciparvi solo l’anno scorso: “eravamo la squadra cenerentola eppure siamo arrivati in finale contro la FAO”, ricorda Mercuri. Quest’anno il centro ENEA, a causa del taglio di fondi, non ha potuto finanziare la squadra che è diventata Sporting United. Il progetto è stato realizzato grazie agli organizzatori del torneo, tra i quali la Cooperativa Sociale Eureka I Onlus, che hanno fortemente voluto, e finanziato, la partecipazione degli Sporting United, prima nel Trofeo del Petrolio, e dopo, grazie alla loro qualificazione, nel Torneo di Eccellenza dell’AICS Roma Cup.

L’importanza dell’allenamento. Tra gli obiettivi del torneo, Rino di Costanzo colloca l’opportunità per i giocatori “di trovare fuori dal centro ENEA un’auspicabile normalità”. Il metodo e la disciplina non mancano “Spiego loro gli schemi di gioco” afferma orgoglioso il Mister “l’anno scorso li incontravo anche due volte durante la settimana, oltre la partita del sabato, potevo allenarli effettivamente, cosa che quest’anno non è più possibile.  Comunque, da quando tre anni fa ho preso in mano il gruppo, continuo a dargli regole e a farle rispettare. E funziona”.

Il capitano. Riusciamo a scambiare qualche parola con il capitano della squadra Mamadou Diakhaby “Ci sono ragazzi di tanti paesi che parlano lingue diverse, ma alla fine riusciamo tutti a capirci in quella che ci accomuna: l’italiano.” Divertimento e voglia di giocare sono le parole che riecheggiano nel discorso di Mamadou, “alcuni ragazzi non hanno mai giocato a calcio, altri si. Io ero un calciatore professionista in Guinea. Ora in Italia, ho preso la patente C per lavorare.”

I ragazzi. La partita prosegue sotto una pioggia incessante, eppure i ragazzi continuano a correre, ad inseguire il goal che riescono a conquistare al 22’ del 2 tempo. Ma abbassano la guardia e, poco dopo, c’è il pareggio. Si arriva così ai rigori e grande è la felicità quando si segna la rete decisiva del 5 a 4.  Nonostante siano pieni di pioggia dopo la vittoria,  rispondono volentieri a qualche domanda. Yuri, Ali ed Alas sono concordi nel dire che “è andata benissimo. Siamo contenti di esserci qualificati per la semifinale con Mediaset”. Relativamente alla squadra Yuri aggiunge che “proveniamo da culture diverse, ma non importano le differenze, conta non cercare il conflitto tra di noi, bensì l’incontro”. Importante anche il riconoscimento verso i formatori e gli educatori da parte di Ali, “giocavo già nel mio paese, l’Afghanistan, ma grazie a Rino sono cresciuto tantissimo”.

Sinergia ed affiatamento sono ciò che scaturisce da quest’incontro: “nel momento dell’euforia della vittoria, si è abbracciato un mondo”, dice Mercuri. Magari non un intero mondo, ma certo due continenti, per una partita all’insegna dell’EurAfrica.

 

                              Piera Francesca Mastantuono e  Zakaria Mohamed Ali

(19 aprile 2012)