Le cure per piazza Mancini

Degrado, schiamazzi, musica ad alto volume, clochard in permanenza nel parco e nel parcheggio, latrine a cielo aperto ed episodi di violenza. Sono questi i problemi che i residenti lamentano nella zona intorno piazza Mancini, accusata di essere il crocevia di comunità straniere moleste.

La risoluzione. Il consiglio del II municipio a fine aprile ha approvato all’unanimità la proposta di risoluzione che intende estendere a piazza Mancini il provvedimento anti-bivacco emanato dal comune di Roma per impedire la permanenza ed il consumo di cibi o bevande in zone di particolare pregio storico, artistico ed architettonico. Si priverebbe di conseguenza la comunità peruviana di uno spazio per incontrarsi.

Il consolato peruviano, nella persona del responsabile delle relazioni con il pubblico Guillermo Qwistgaard commenta che “di questo problema siamo a conoscenza già da diversi anni ma sono il comune e il municipio a dover gestire la questione. È da tempo che parliamo con la gente e con le autorità, anche con Madisson Godoy – membro della consulta cittadina per la rappresentanza delle comunità straniere a Roma – ma non è stato risolto nulla. Tutti si lamentano, sia i residenti che gli stessi frequentatori della piazza. Anche loro vengono danneggiati. Solo che mancano nella capitale dei luoghi di incontro per le comunità straniere, a differenza di altri paesi che sono meglio attrezzati. Così si riversano nelle piazze, non hanno alternative”.

Anti – bivacco. Il movimento cittadini Flaminio – Parioli – Villaggio olimpico ritiene di scarsa applicabilità la risoluzione anti bivacco. “Non risolve nulla – secondo De Salazar, presidente del movimento – perché il parere municipale non è vincolante. Bisogna fare un tavolo con polizia, carabinieri, polizia municipale, insomma con tutte le forze di polizia per raggiungere l’obiettivo sicurezza. Come impegno nell’ambito del volontariato sociale abbiamo infatti creato un osservatorio permanente che coinvolge Ama, ufficio giardini, questura di Roma e stazione carabinieri Roma-Flaminia. Un filo diretto istituzioni – cittadini che potranno segnalare criticità all’indirizzo roma2segnalazioni@gmail.com. Noi invieremo un elenco dettagliato delle questioni alle autorità competenti ed un resoconto trimestrale ai residenti”. Sulle proposte di dialogo con le comunità espresse dal consigliere Celani: “forse non abita a Piazza Mancini, le comunità sono state più volte interpellate e non è cambiato niente”. I controlli dei carabinieri al momento sono “eseguiti a campione, non legati ad accadimenti specifici”, spiega brevemente un rappresentante dei militari dell’arma, intento a pattugliare la zona verificando la regolarità dei documenti degli stranieri in piazza. Gian Paolo Giovannelli, segretario del circolo Pd Flaminio commenta che l’ordinanza “risolverebbe nella misura in cui venga fatta nell’ottica dell’integrazione. Sono d’accordo con la posizione d’accoglienza delle comunità straniere propugnata da Celani, sono anni che lo proponiamo. Quando eravamo in Giunta cinque anni fa preparammo uno spettacolo con la partecipazione delle comunità del quartiere. Una buona pratica a cui purtroppo non c’è stato seguito”.

Teatro dell’oppresso. ”Già con l’associazione Ananke, quella da cui si è originata l’associazione cittadini attivi flaminio di cui faccio parte – spiega Annamaria Bianchi - avevamo cercato di risolvere gli episodi di conflittualità con i peruviani che si incontrano intorno alla fontana. Abbiamo organizzato il teatro dell’oppresso, una tecnica per risolvere i conflitti sociali ed una festa collettiva per pensare soluzioni insieme. Come cittadini attivi flaminio il nostro approccio è di confronto costruttivo con le comunità straniere. Siamo lontani anni luce da metodi polizieschi. Le regole vanno rispettate da tutti perché di tutti sono gli spazi e noi siamo per l’accoglienza.

Recinzioni. Il 28 ottobre scorso il Movimento ha organizzato un sit-in per proporre la realizzazione della Villa Comunale Antonio Mancini come soluzione alla riqualificazione della zona. “Noi – continua De Salazar – riteniamo fondamentale la recinzione dell’area verde e la creazione di una villa e di un parco comunale che sia decoroso, come quello Nemorense o di Piazza Vittorio, con un controllo sugli orari di apertura e chiusura. Durante i raduni del giovedì, sabato e domenica c’è vendita illegale di bevande e cibo. Nei blitz della municipale sono state trovate persone con carte di credito rubate e libretti di assegni falsi. Sappiamo che c’è spaccio di droga e che alcuni appartamenti sono affittati a fini di prostituzione. Non abbiamo le prove, ma la situazione è pesante”. Il presidente del II municipio Sara de Angelis in passato ha escluso la recinzione del parco per motivi di sicurezza data la vicinanza con lo stadio olimpico. Il Movimento prevede la creazione nel parco di un corridoio adiacente al villaggio sportivo che, garantendo il passaggio, che scongiurerebbe qualsiasi pericolo. “Il Municipio a febbraio ha espresso un parere favorevole. Ora tutto dipende dalla Regione, che dovrebbe stanziare i fondi per creare questa villa”. “Non basta mettere una recinzione – commenta Gian Paolo Giovannelli - se non c’è una variazione delle infrastrutture. In ogni caso noi non sappiamo cosa prevede la proposta di conversione a villa Comunale perché nessuno ce ne ha mai parlato. Non basta mettere un cancello se poi la notte entra comunque chi vuole”.

Lo spostamento del capolinea è un’altra soluzione per rendere più vivibile piazza Mancini, ed è auspicata dal comitato cittadini attivi flaminio. “Giù l’associazione Ananke – spiega Annamaria Bianchi - chiedeva da anni di restituire a piazza Mancini la sua dimensione di piazza urbana per valorizzarla come spazio collettivo. Spostare il capolinea dall’altra parte del Tevere, una zona meno abitata, può attenuare la percezione, anche solo psicologica, di insicurezza che i grandi nodi di scambi creano”. “Non dimenticando la conseguente diminuzione dell’inquinamento acustico e dell’aria” aggiunge Gian Paolo Giovannelli, segretario del circolo Pd Flaminio.

La questione degli spazi pubblici resta comunque prioritaria. “Non vogliamo mandare via gli stranieri – precisa De Salazar – solo tenere curata l’area verde. Nessuno vuole privare le diverse comunità che si riuniscono di un luogo di incontro ma far sì che tutti possano passeggiarci. I residenti non si fidano a lasciare le macchine nel parcheggio”.
“Ricordiamo – spiega Annamaria Bianchi – che la zona del tridente via Pinturicchio, Reni, Vignola è sguarnita di spazi di aggregazione sociale tanto che il MaXXi supplisce a questa carenza, quando è aperto, accogliendo le famiglie. Questo è un bene ovviamente, ma bisogna intensificare l’offerta di spazi pubblici adeguati e non edificare strutture che portano altro traffico, rumore e persone in una zona già ad alta densità. E’ una zona in cui lavorano molti immigrati e, così come per i giovani, è importante che si creino spazi di aggregazione gratuiti, è una necessità più che umana”.

Relazioni con altri comitati di quartiere “Non abbiamo creato contatti con gli altri comitati di quartiere, abbiamo una visione diversa del territorio. Le nostre priorità sono la sicurezza, il decoro, la manutenzione dei marciapiedi, l’illuminazione. Non ci interessa parlare dei parcheggi – riferimento al Pup, Piano urbano parcheggi (ndr) – per creare un movimento di persone. Sono comitati di sinistra nati solo ora che c’è la giunta di destra”.

Scettica sulle opinioni di de Salazar Annamaria Bianchi del comitato cittadini attivi flaminio. “Sospetto che il movimento sia nato intorno obiettivi politici. Il 2008, anno in cui è cominciata l’attività del movimento, è l’anno in cui il suo fondatore si è candidato per il municipio, senza poi essere eletto. Continua a fare attività politica, come appendere manifesti per augurare buon Natale in occasione delle festività. In questo momento si soffia molto sul fuoco della sicurezza perché proverà a ricandidarsi alle elezioni”.  ”Non è necessario -continua – esercitare un approccio repressivo a piazza Mancini, si è generato un esagerato allarmismo. C’è un problema, ma non così estremo come in altre zone di Roma. Il clima del flaminio è rilassato e vivibile”.

Redazione Gabriele Santoro, Davide Bonaffini
interviste Sandra Fratticci, Davide Bonaffini, Maria Daniela Basile
11 Maggio 2012