Il Parlamento italiano in prima linea di fronte all’emergenza umanitaria in Kurdistan

L'intervento italiano in Kurdistan al centro del convegno tenutosi il 30 settembre presso la sala Aldo Moro in Parlamento
L’intervento italiano in Kurdistan al centro del convegno tenutosi il 30 settembre presso la sala Aldo Moro in Parlamento

“Ci auguriamo un rapporto di collaborazione tra forze curde e forze italiane, alla luce della nostra impronta intellettuale democratica”: questo l’auspicio pronunciato a gran voce da Soran Ahmad, segretario dell’Istituto kurdo italiano e rappresentante italiano dell’UPK – il partito Unione Patriottica del Kurdistan – al convegno tenutosi il 30 settembre presso la sala Aldo Moro in parlamento. Tema dell’incontro è stato il genocidio di yezidi e cristiani, in corso dalla fine della guerra del golfo nel 1991.

Come ha sottolineato Lucia Annunziata, presente in qualità di moderatrice, nelle ultime settimane si è acceso il dibattito sull’impegno dell’Italia a sostegno dei curdi e dei peshmerga in funzione anti-Isis: la mozione approvata dalla Commissione affari esteri e difesa del parlamento lo scorso 20 agosto, infatti, ha promosso l’intervento militare e umanitario italiano in nome del diritto del popolo curdo all’autodifesa e per la tutela delle minoranze. Tuttavia, la fornitura di armi e gli aiuti umanitari prestati dai paesi occidentali a sfollati e profughi in fuga nel Kurdistan iracheno non possono bastare da soli a contrastare l’avanzata del califfato islamico. Mala Baxtiar, segretario esecutivo dell’UPK, sostiene la necessità di un supporto continuo e non fugace dell’occidente nell’area curda, secondo un più esteso progetto di pace e di democratizzazione. “I curdi vogliono il rispetto dei diritti umani”, un’istanza da rivendicare in tutta la zona mediorientale, dove si sta imponendo sempre più l’ideologia retrograda propria dei jihadisti islamici. Baxtiar ha ribadito come l’Europa debba riscattarsi dal suo operato in Nordafrica seguìto allo scoppio delle primavere arabe, e in Medioriente, e rivelatosi non risolutivo, nonché frutto di interessi soprattutto economici. Deve farsi massima garante dei principi di libertà e democrazia, quali basi per la creazione di istituzioni stabili per i popoli locali.

Il convegno è stato l’occasione per ribadire l’attivismo del governo italiano per la questione curda che, come ha precisato al termine dell’incontro la deputata PD Lia Quartapelle, si concretizza da un lato come azione di contrasto alla minaccia terroristica dell’Isis, dall’altro come azione di irrobustimento dei fondamenti democratici già vigenti nell’area, allo scopo di promuoverne un’ulteriore espansione.

Clara Agostini
(1 ottobre 2014)

Leggi anche: