Kobane chiama, Roma risponde. Con ZeroCalcare al Nuovo Cinema Palazzo

Al Nuovo Cinema Palazzo di Roma serata in sostegno alla resistenza di Kobane con ZeroCalcare
Al Nuovo Cinema Palazzo di Roma serata in sostegno alla resistenza del popolo curdo con ZeroCalcare e Valerio Mastandrea

“Alcune persone hanno deciso di andare a Kobane per portare aiuti e imparare quello che i curdi stavano facendo. E dato che negli ultimi mesi ho fatto pace con il fatto che sono uno che fa fumetti – perché in genere tendo a vedermi come uno che dà ripetizioni di francese – ho sentito Internazionale…”. Lo racconta così ZeroCalcare Kobane Calling, il fumetto che racconta l’esperienza vissuta in Rojava insieme alla Staffetta romana per Kobane, per due settimane andato a ruba in tutte le edicole. “Ho cercato solo di raccontare quello che vedevo, nel modo meno ideologico possibile. Sono contento di poter dare un contributo con quello che so fare”.

Dopo il tutto esaurito il 22 gennaio al Casale Alba Due di Roma nessuno si è stupito nel vedere il Nuovo Cinema Palazzo scoppiare di gente venerdì 6 febbraio per una nuova iniziativa in sostegno della resistenza curda. Dal reading magistrale del fumetto all’asta delle tavole originali e dei disegni dei bambini di Kobane battuta da Valerio Mastandrea, dal dibattito, alla cena curda, al concerto dei Mübin Dünen è arrivato forte un messaggio: insieme si possono realizzare molte cose.

“Da sempre noi curdi siamo costretti ad abbandonare le nostre terre e abbiamo subito il massacro in tutti i paesi in cui è stato smembrato il Kurdistan: in Iran e Iraq, in Siria e Turchia”. Garip, attivista del centro culturale Ararat, è uno dei protagonisti di Kobane Calling: “Rifiutiamo qualunque forma di assimilazione, continueremo a resistere e lottare”. Si deve ai peshmerga curdi la recente liberazione di Kobane dai terroristi dell’ISIS dopo quattro mesi di combattimenti. Anche questa volta il prezzo è stato alto: dopo due mesi di offensiva l’Osservatorio siriano per i diritti umani parlava di oltre mille morti e più di 200.000 profughi fuggiti dalla Siria in Turchia. Per un popolo abituato a subire dure repressioni nel tentativo di vedere riconosciuta la propria identità non è purtroppo una novità: “Solo nelle metropoli turche vivono oltre sei milioni di curdi. Quello che chiediamo è un pezzo di terra in cui poter convivere in pace con gli altri popoli che abitano la Mesopotamia”.

“I curdi non lottano solo per sé” afferma Alessia della Rete Kurdistan Italia, sottolineando come in Rojava sia presente un modello di autonomia democratica – sviluppatosi a partire dal pensiero di Öcalan – che può funzionare anche altrove. Alla base i concetti di solidarietà e auto organizzazione che ZeroCalcare racconta nel suo fumetto. “Il governo turco non offre alcun tipo di sostegno e impedisce l’ingresso delle ONG nei campi” spiegano gli attivisti della Staffetta romana per Kobane: “Le centinaia di migliaia di profughi gestiscono ogni aspetto della vita quotidiana. Per assicurare assistenza sanitaria eleggono dei rappresentanti formati per individuare le patologie e a seconda dei casi offrire un primo intervento o rivolgersi ai medici, che a loro volta sono riuniti in un congresso per valutare insieme criticità e soluzioni”.

Devono confrontarsi però con bisogni enormi: “Il nostro obiettivo era individuare le esigenze per definire progetti di intervento. Nei campi manca tutto: dai farmaci alle attrezzature mediche più semplici”. Le serate come quella al Nuovo Cinema Palazzo hanno appunto lo scopo di raccogliere fondi per l’acquisto di medicinali e presidi mobili.
Nelle prossime settimane partirà una staffetta sanitaria composta da medici e infermieri, chi è interessato a partecipare può contattare la pagina facebook della Staffetta romana per Kobane. Per seguire le iniziative in sostegno della resistenza curda in tutta Italia è possibile fare riferimento al sito internet e alla pagina facebook della Rete Kurdistan Italia.

Sandra Fratticci
(11 febbraio 2015)

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