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Il servizio è offerto da Caterina Boca, avvocato esperto in materia di immigrazione e protezione internazionale. Si occupa inoltre di formazione, rivolta a personale di PA, volontariato ed operatori di ONG.

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ULTIMI QUESITI PUBBLICATI

24 marzo 2015 – Contratto di lavoro per colf e badanti e residenza
Buongiorno, lavoro come colf e badante e avrei alcune domande da porvi. Sono moldava con carta di identita rumena e italiana, non ho una residenza. Da 7 mesi mi occupo di una signora colpita da ictus 24 ore su 24 ed anche se abbiamo concordato fin dall’inizio un contratto in regola dopo il periodo di prova, i datori di lavoro finora non hanno prestato fede agli impegni. Ora si sono decisi di farmi un contratto a 24 ore settimanali o mensili. Ma non vogliono darmi la residenza perché la signora teme di perdere dei benefici.
Le domande che mi pongo sono:
1. Legalmente possono darmi la residenza anche con contratto di 24 ore mensili?
2. Chè svantaggi può subire la signora qualora io avessi la residenza nella sua casa?
3. Quali sono le norme che regolano un contratto di lavoro?
4. Se nn ho un contratto ho diritto a ricevere il pagamento dei 26 giorni di ferie annuali?

Ringraziandola per la fiducia, le domande che ha posto sono indubbiamente molto importanti e serie. Innanzitutto la questione relativa alla rfesidenza. Non è necessario svolgere un numero determinato di ore lavorative presso l’abitazione del datore di lavoro per ottenere la residenza: quello che è importante è dimostrare che in quel luogo lei ci vive abitualmente, ed avere in ogni caso l’autorizzazione del proprietario. Maggiore è il numero di persone che vive in un’abitazione e maggiori saranno alcune tasse che il proprietario deve pagare, ma rimane il fatto che, spesso e purtroppo, il rifiuto di consentire l’iscrizione anagrafica nell’abitazione in cui si vive regolarmente è solo una presa di posizione, una scelta del proprietario.
Rispetto alla sua posizione lavorativa, le ricordo che nel 2013 è entrato in vigore il nuovo contratto nazionale di lavoro domestico (2013 – 2016) che può consultare su qualsiasi sito internet. In ogni caso, può rivolgersi presso un patronato o un sindacato per ricevere le informazioni relative ai suoi diritti e doveri, ricordandole che l’assenza di contratto non pregiudica la sua posizione di lavoratrice.

20 novembre 2014 – Viaggio con permesso di soggiorno per attesa occupazione
Salve,
sono una cittadina peruviana con permesso di soggiorno per motivi di attesa occupazione; volevo sapere se con questo tipo di permesso potevo partire per il mio paese, per quanto tempo potevo farlo?, si può viaggiare anche nei paesi dell’unione europea?

Gentile signora,
il permesso per attesa occupazione consente di spostarsi tanto negli altri Paesi dell’Unione Europea quanto di fare ritorno nel suo Paese. Nel primo caso, una volta raggiunto l’altro Paese UE, non si potrà trattenere per più di 3 mesi. Le ricordo che i Paesi dell’UE non richiedono il visto di ingresso, ad esclusione della Gran Bretagna e l’Irlanda. Nel caso in cui voglia fare ritorno nel suo Paese, dovrà rientrare in Italia prima che scada il permesso di soggiorno. Qualora per motivi diversi il permesso fosse già scaduto, dovrà richiedere il visto di reingresso presso la Rappresentanza consolare italiana che si trova nel suo Paese, fermo restando che il permesso per attesa occupazione può essere convertito in motivi di lavoro ma non può essere rinnovato ancora per attesa occupazione, tranne che per casi eccezionali “aventi carattere di straordinarietà”, come indicato nella Circolare del 6 maggio del 2009 dal Ministro dell’Interno.
In ogni caso, secondo la legislazione italiana, se il soggiorno nel proprio Paese si protrae per più di sei mesi continuativi, senza una valida ragione (malattie, motivi familiari, etc), la questura che ha emesso il permesso di soggiorno può avviare un procedimento per la revoca, laddove venisse a conoscenza della sua assenza dal territorio italiano.

30 ottobre 2014 – Chiedere la cittadinanza italiana se i genitori l’hanno già ottenuta
Salve, sono un cittadino marocchino residente in italia da 5 anni, i miei genitori hanno la cittadinanza italiana da 5 anni, posso presentare anch’io la domanda per ottenerla?

Buonasera,
Se lei è maggiorenne (come lascia supporre la sua domanda), potrà richiedere la cittadinanza per naturalizzazione, ovvero dopo 10 anni di soggiorno regolare e residenza continuativa, dimostrando i requisiti di reddito previsti dalla legge. Nel frattempo, la cittadinanza italiana dei suoi genitori le consentiranno di richiedere un permesso di soggiorno per familiare di cittadino UE della durata di 5 anni, dimostrando appunto la parentela e la convivenza.

Se invece fosse minorenne avrebbe già acquisito la cittadinanza “automaticamente”, nel momento del riconoscimento ai suoi genitori.