Valeriya Saymova: essere straniera è un vantaggio

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Valeriya Saymova è partita dalla Russia seguendo il proprio sogno: studiare la storia dell’arte a Roma, dove l’arte si respira nell’aria e si trova in ogni angolo della città.

Valeriya non si scoraggia davanti alla vita in un paese straniero. Già dopo la scuola è partita dalla sua città natale per studiare all’università di Krasnoiarsk: tornava a trovare la sua famiglia ogni mese. Ma adesso che i suoi genitori si trovano a 10.000 chilometri di distanza, ne sente la mancanza: “qui mi sono accorta che non è possibile decidere un venerdì sera di tornare a casa, prendere un pullman il sabato mattina e rivedere i miei cari. È una cosa difficile” confida la ragazza.

E rimasta incantata dall’Italia quando è venuta a visitarla come turista e per imparare la lingua. Qui ha deciso di approfondire i suoi studi sull’arte, cominciati in Russia all’Università Federale della Siberia.
La prima impressione dell’Italia di Valeriya è che “è un paradiso” per le sue bellezze naturali e architettoniche, per le persone aperte e gentili.

lera1Adesso che vive in Italia da due anni, paragonando la società italiana con quella russa, trova che qui la mentalità delle persone sia più aperta. Le piacciono le tradizioni italiane, le feste religiose molto spirituali e l’importanza che in questo paese riveste l’istituzione della famiglia: “così si costruisce l’unione, le emozioni, cose che non si possono comprare. In Russia, dopo la caduta dell’Unione Sovietica la religione è entrata in crisi. Ora comincia a riprendere la sua importanza, ma in modo molto istituzionale” racconta.

Per Valeriya “L’Arte è la salvatrice del mondo” e consiste in tutto ciò che contiene bellezza. Anche la società è una forma di arte, in linea con lo sviluppo sociale. La sua esperienza universitaria più bella è stata al museo MAXXI, dove ha potuto osservare gli artisti nella creazione delle loro installazioni.

Vivere in Italia l’ha portata ad acquisire nuove abitudini e la consapevolezza che essere una straniera non è uno svantaggio, ma può aiutare in tante cose: imparare una nuova lingua o un nuovo stile di vita, acquisire le capacità di costruire nuove relazioni.

Valeriya vorrebbe lavorare in Italia, perché le piace il sistema culturale del paese e il suo modo di organizzare mostre ed eventi culturali. Per lei sono già cominciati i primi passi per applicare i suoi studi sull’arte nella vita reale: “se qualcuno mi dicesse di tornare in Russia ora, per me sarebbe un passo indietro”.

Marianna Soronevych

(19 ottobre 2016)

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