“Ero Straniero. L’umanità che fa bene”

Giorgio Gori, padre Camillo Ripamonti, Giulia Perin, Emma Bonino, don Virginio Colmegna, Filippo Miraglia, Antonio Russo, Luigi Manconi

Una legge di iniziativa popolare per superare la Bossi-Fini  dando voce, come ha sottolineato Filippo Miraglia, “alla parte buona del Paese” che vuole vincere la sfida dell’immigrazione attraverso l’accoglienza, il lavoro e l’inclusione.  “Lavorare sulla coesione sociale e la cittadinanza, considerando l’immigrazione non un problema ma una risorsa”, don Virginio Colmegna traccia la strada per un nuovo punto di vista radicato nell’integrazione e non nell’esclusione. “È importante per far questo promuovere un cambio culturale, capillare e con la gente”: all’indomani della presentazione del Rapporto Annuale 2017, padre Camillo Ripamonti torna a sottolineare quanto, la neo approvata legge Minniti-Orlando comporti uno “svalutamento del diritto d’asilo” che non tiene conto del cambio dei flussi migratori.

“Interessi e valori coincidono nella buona integrazione”, le parole di Emma Bonino racchiudono lo spirito della campagna “Ero Straniero. L’umanità che fa bene” lanciata mercoledì 12 aprile in Senato alla conferenza stampa presieduta insieme a Luigi Manconi, presidente A Buon Diritto, don Virginio Colmegna, presidente Fondazione Casa della carità, Giulia Perin, avvocato dell’ASGI, Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, Filippo Miraglia, vice presidente Arci nazionale,  Antonio Russo, responsabile Politiche sociali e welfare Acli, padre Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, Pap Khouma, scrittore e giornalista, Riccardo Magi, segretario Radicali Italiani, Patrizio Gonnella, presidente CILD, Stefano Trovato, responsabile Accoglienza migranti CNCA,  ed Enrico Rossi, presidente Regione Toscana.

Giulia Perin riassume i punti salienti della proposta di legge, dal titolo “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”:

  • Introduzione del permesso di soggiorno temporaneo, 12 mesi, per la ricerca di occupazione e attività d’intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari
  • Reintroduzione del sistema dello sponsor (sistema a chiamata diretta) agevolando in primo luogo quanti abbiano già avuto precedenti esperienze lavorative in Italia o abbiano frequentato corsi di lingua italiana o di formazione professionale.
  • Regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati” con un permesso di soggiorno per comprovata integrazione (sul modello della Spagna e della Germania)
  • Nuovi standard per riconoscere le qualifiche professionali
  • Misure per l’inclusione attraverso il lavoro dei richiedenti asilo. Rafforzare il legame territorio/accoglienza/inclusione attraverso l’apprendimento della lingua, la formazione professionale e l’accesso al lavoro
  • Godimento dei diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati. In caso di rientro definitivo nell’ambito di progetti di rimpatrio volontario assistito, si ha facoltà di richiedere la liquidazione dell’80% dei contributi versati.
  • Uguaglianza nelle prestazioni di sicurezza sociale eliminando il requisito di accesso del “ permesso di lungo periodo (di almeno 1 anno)”.
  • Garanzie per un reale diritto alla salute dei cittadini stranieri
  • Effettiva partecipazione alla vita democratica
  • Abolizione del reato di clandestinità

Pap Khouma

La necessità di coinvolgere sempre più immigrati in posizioni decisionali è l’esigenza evidenziata da Pap Khouma, scrittore autore di “Io, venditore di elefanti”, che porta ad esempio la sua esperienza come percorso a ostacoli in un sistema che ancora non considera equamente stranieri e italiani.

“Questa legge mette insieme le ragioni della solidarietà e della crescita”, Enrico Rossi, presidente Regione Toscana, interviene dando la sua adesione per primo con la sua regione unendosi alla corale degli oltre 60 sindaci, fra cui il presente Giorgio Gori, sindaco di Bergamo.

Domani, 13 Aprile, il testo della proposta sarà depositato presso la Corte di Cassazione dando il via alla procedura di iniziativa popolare: occorrono cinquantamila firme di cittadini italiani da raccogliere in sei mesi per sottoporre la legge all’attenzione del Parlamento.

È possibile seguire in tempo reale gli aggiornamenti e  avere adeguate informazioni su come organizzare le raccolte firme, sulla pagina Facebook dedicata alla campagna:  www.facebook.com/lumanitachefabene.

Silvia Costantini

(12 Aprile 2017)

Leggi anche: