Le Coeur ad A28: storie e canti per il nuovo centro di Torrespaccata

locali di A28

Sono le cinque e quaranta. Le Coeur, coro internazionale di sole donne, diretto da Daniela de Angelis, si riunisce per il riscaldamento vocale nell’Archivio di Intersos, in via Aniene. Tra poco inizierà infatti la serata organizzata dal comitato Intersos Roma per raccogliere fondi a favore di T28, nuovo centro a Torrespaccata.
Sarà simile ad A28, ma più grande ed oltre ad accogliere minori non accompagnati di notte, prevederà anche attività diurne” racconta Flavia Melillo, dell’ufficio raccolta fondi e coordinatrice dei comitati locali.
Gli attivisti si sono adoperati per creare un evento che facesse conoscere alla gente la realtà dell’accoglienza dei minori in transito e allo stesso tempo finanziasse il nuovo centro: per la visita ai locali, il concerto, le testimonianza, la cena e la riffa sono richiesti cinque euro.
La collaborazione con il coro nasce per iniziativa di Lucia, attivista di Intersos, e cantante del Coeur che ha pensato che ben si sposasse con lo spirito della serata.
La serata ha inizio con una visita ad A28 in piccoli gruppi guidati da Claudia e Alessandra che spiegano il funzionamento del centro e mostrano i locali.
Claudia di Millo, attivista, racconta che l’iniziativa è nata sulla falsariga della raccolta fondi dell’anno scorso, avvenuto con un open day “abbiamo riscontrato il fatto che la gente fosse molto curiosa e poco informata su quello che Intersos fa, per questo abbiamo pensato di riproporlo”.
“Lavoriamo in 15 paesi in contesti di emergenza ma è difficile far capire che agiamo anche sul territorio- aggiunge Flavia- allora c’è bisogno che le persone vengano, vedano e tocchino con mano e ascoltino le storie degli operatori. Ormai si parla di più di minori non accompagnati ma purtroppo spesso per brutte notizie, come morti, non si sa che esiste una realtà che li accoglie dal 2011”.
Intanto, magliette colorate e sotto neri, il coro rivede la scaletta: Il canto di oxum, brasiliano, Fatuio, africano, Peixinos do mar, brasiliano, Fimmine fimmine, salentino, Anninora, sardo.

Le Coeur, coro internazionale di sole donne diretto da Daniela de Angelis

Lo stare qui oggi per le ragazze è molto importante “Il poter partecipare ci fa sentire utili” dice Daniela “lo scopo del coro è creare socialità e solidarietà, quindi comunità, e cosa meglio di quest’evento?”.
Sono le sette. Con una puntualità impressionante ci si sposta nella sala adiacente e si entra nel vivo della rappresentazione con i primi due canti. Seguono due testimonianze lette da attori.
“Le storie mi sono state raccontate a Palermo dai ragazzi del centro, tra queste ne ho scelte tre”racconta Flavia.
Infatti Intersos, oltre ad operare sul territorio con una squadra mobile, che gira nella zona della stazione Tiburtina per le emergenze, ha cinque centri in Sicilia, dove collabora con l’Unicef. Svolge inoltre monitoraggi e assistenza sbarchi sulle navi della guardia costiera,.
Durate le letture il coro era girato di spalle “meno male” dice Alessandra, una delle cantanti “perché le parole erano strazianti, è stato difficile trattenere le emozioni”.
A seguire Pexinos e la testimonianza più pesante: quella di una donna che aveva perso una figlia in seguito a complicanze dovute all’infibulazione e che durante il viaggio ne ha persi altri due.
“E’ stata un’impresa trovare il cuore per le ultime due canzoni, che poi erano Anninora e Fimmine Fimmine, una ninna nanna sarda per bambini e una canzone salentina sulle donne”.
“Molto bello l’intreccio tra storie e canti” dice Daniela, soddisfatta dell’esibizione– “l’intervento del coro ha creato un bello stacco e ha mitigato le difficili testimonianze, aumentato le emozioni”.


Dopo il concerto si ritorna nelle sale di A28 per mangiare e bere: cous cous, farro, frittate, pasta preparati da Angela e Rosa, attiviste. I piatti sono contrassegnati da cartellini che indicano gli ingredienti, vino rosso, bianco, succhi, frutta. Una macchina organizzativa che collabora già dall’estate scorsa.
La partecipazione all’evento è stata buona “ci aspettavamo più gente ma comunque abbiamo notato un grande interesse”dice Flavia.
A conclusione la premiazione della riffa: prodotti biologici della Sabina e legumi da Amatrice. La gente se ne va a casa più consapevole, una bella sensazione aleggia nell’aria: è la potenza del canto unito alla vita, quella di chi la rischia e quella di chi vorrebbe accogliere, nonostante tutto.

Elena Fratini

(12/04/2017)

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