She Moves - Le sfide di un mondo in movimento: migrazione, uguaglianza di genere, ruolo della donna e sviluppo sostenibile

She moves: sono le donne migranti, un appello per il G7 di Taormina

She Moves - Le sfide di un mondo in movimento: migrazione, uguaglianza di genere, ruolo della donna e sviluppo sostenibile

She Moves – Le sfide di un mondo in movimento: migrazione, uguaglianza di genere, ruolo della donna e sviluppo sostenibile

“She moves – Le sfide di un mondo in movimento: migrazione, uguaglianza di genere, ruolo della donna e sviluppo sostenibile” è il titolo della Conferenza Internazionale dei Parlamentari che si è svolta a Roma il 4 e il 5 maggio. “L’intento della Conferenza è di sensibilizzare i Governi G7 e G20 e influenzare la loro agenda con impegni in favore della parità di genere, della salute, dei diritti sessuali e riproduttivi di donne e ragazze nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile” ha esordito Pia Locatelli coordinatrice del Gruppo Parlamentare”Salute globale e diritti delle donne” fra gli organizzatori dell’incontro.

L’impegno, alla fine dell’approfondito dibattito dei quasi 100 partecipanti,  è stato quello di stilare un appello, che è stato consegnato alla sottosegretario Maria Elena Boschi perché lo trasmetta alla direzione del G7 a Taormina il 26 e 27 maggio prossimi. Il documento volto a evidenziare  l’attenzione diversa da riservare alle donne migranti, un’attenzione di genere, nell’accoglienza e nello sviluppo delle politiche di integrazione, cogliendo nelle donne un elemento indispensabile e facilitatore delle politiche di integrazione sia nel paese di origine che in Europa.

Laura Boldrini, presidente della Camera, ha evidenziato come difronte ai massici spostamenti della popolazione verso l’Europa la politica si divida tra coloro che cavalcano l’angoscia disorientando i cittadini e chi cerca di dare risposte, difficili da trovare, ad un fenomeno che va governato e gestito in maniera umana. Il  movimento delle persone è inarrestabile spinto da diseguaglianza, povertà, conflitti. “Dal 2012, quando lavoravo per UNHCR i rifugiati sono raddoppiati e oggi sono 65milioni. Nello specifico del nostro paese “l’arrivo delle donne nigeriane è aumentato in maniera esponenziale, ricordo i loro visi quando sbarcavano, avevano sguardi spenti, viaggiavano con sedicenti parenti, e il 70%, per l’OIM, erano vittime di tratta. Dobbiamo contrastare e prevenire questo problema, l’Italia ha una buona legislazione in termini di tratta ma spesso mancano le risorse per attuarla”. Dati confermati da Carlotta Santarossa dell’OIM, un numero quello delle donne nigeriane in arrivo che si è incrementato in maniera esponenziale passando da 1500 a 11mila nel 2016. “La parte più sfidante del nostro impegno è far capire che sono vittime di un crimine, manipolate e spaventate. La prevenzione dovrebbe essere fatta non solo nel paese di origine, ma anche in quello di arrivo”. L’affermazione She moves, simbolo di questo incontro, dovrebbe includere: libere e consapevoli”  dal pubblico arriva un applauso scrosciante

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha sottolineato che “l’obiettivo a breve riguardo le migrazioni è ridurre i flussi irregolari per sostituirli con quelli regolari, togliendo ai trafficanti l’esclusiva degli accessi. Mentre nel lungo periodo l’alternativa è sostenere lo sviluppo e la crescita nei paesi d’origine così da ridurre i flussi migratori”. L’impegno per i diritti della donna è una priorità in politica estera: l’Italia con altri paesi nelle Nazioni Unite si è battuta contro le mutilazioni femminili, i matrimoni forzati, il tutto realizzando politiche di cooperazione allo sviluppo anche con l’intento di ridurre le diseguaglianze di genere, “l’obiettivo è mettere in campo una road map e condividerla, ne ho già parlato a Ottawa con il leader canadese, al quale passeremo il testimone della presidenza del G7 “ ha concluso Gentiloni.

Ospite d’eccezione il Premio Nobel per la Pace e attualmente Consigliere di Stato del Myanmar Aung San Suu Kyi che ha evidenziato come il suo paese, abbia una grande esperienza di migraziani originate da problemi di natura diversa: economici e legati a conflitti politici. “Il  Myanmar non è ricco e sta cominciando ad acquisire cognizione di sé dopo la dittatura. La riconciliazione nazionale è difficile: dobbiamo partire spiegando cosa significhi democrazia e come le persone insieme possano fare meglio di una persona da sola. Analogamente è importante far capire che la legge non serve a punire, ma per creare armonia e sicurezza nella società. L’educazione ha un ruolo cruciale, consente di evidenziare i problemi e avere l’abilità per risolverli. Molti sono stati costretti a migrare, 3 milioni nel nostro paese: nessuno lascia volentieri la propria casa, ma spesso non c’è scelta. Le soluzioni per i problemi di genere e per le migrazioni sono diverse da un paese all’altro, ma queste difficoltà si potrebbero ridurre se si istaurasse una collaborazione tra i paesi di partenza e quelli ospitanti”.

Le due giornate di lavoro sono state organizzate dal Gruppo di lavoro parlamentare “Salute Globale e Diritti delle Donne”, dal Forum Parlamentare Europeo su Popolazione e Sviluppo, e dall’AIDOS con il patrocinio della Camera dei Deputati e del Senato ed con collaborazione con la Presidenza Italiana del G7.

Rocco Ricciardelli
(10 maggio 2017)