Accoglienza: la speranza in numeri

Continuano con successo gli arrivi con i corridoi umanitari: ieri, 4 Luglio, sono atterrate all’aeroporto di Fiumicino altre 52 persone in prevalenza bambini di origine siriana. 850 persone in 17 mesi dal 4 febbraio 2016 a oggi, questi sono i numeri raggiunti dal progetto corridoi umanitari –  ideato da  Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche, Chiese valdesi e metodiste – che permette di accogliere, in sicurezza e regolarmente in Italia, profughi con particolari condizioni di vulnerabilità. 

Oggi, 5 luglio, il primo arrivo di 16 persone in Francia a Parigi, sigla il via ufficiale di couloirs humanitaires progetto-pilota francese che, sul modello italiano, prevede in 18 mesi di accogliere 500 persone.

“Una vittoria contro la vergogna, la morte e la fatalità!” la dichiarazione di Jean Fontanieu, segretario generale della Federazione di mutuo soccorso protestante, racchiude il successo di un modello che si contrappone a sistemi deficitari di accoglienza che a oggi non riescono a strutturarsi per rispondere, nel rispetto dei diritti umani, alle migrazioni, non più fenomeno emergenziale ma ordinario.

A dimostrarlo sono i dati e gli studi raccolti nel Rapporto Protezione Internazionale del Dicembre 2016 – realizzato da ANCI, CARITAS ITALIANA, CITTALIA, FONDAZIONE MIGRANTES, SERVIZIO CENTRALE DELLO SPRAR in collaborazione con UNHCR – che hanno mostrato criticità che, nonostante le dichiarate “buone intenzioni” di presa in considerazione del Ministro Minniti, nella legge del 12 Aprile 2017 non hanno trovato ancora risposte. Se da una parte la Legge Zampa è riuscita concretamente a riorganizzare e riconoscere l’accoglienza strutturata per i Minori Stranieri Non Accompagnati dando vita a un modello basato sull’inclusione sociale, la Legge Minniti ha incrementato la confusione in un sistema che già mancava di organicità.

I rapporti Medici Senza Frontiere (Fuori Campo), InCAStrati, Medici per i Diritti Umani e NAGA Commissione Parlamentare sul sistema di accoglienza, portati ad esempio nel sopracitato Rapporto Protezione Internazionale, rappresentano in modo esaustivo il quadro accoglienza sotto gli aspetti sanitari, normativi, sociali e logistici arrivando a tirare le somme nei punti critici:

  • Insufficienza della rete di accoglienza strutturata a fronte degli sbarchi
  • Presenza di numerosi Centri di Accoglienza Straordinaria, CAS, nati per sopperire alla mancanza di posti nelle strutture ordinarie (spiega)
  • Frequenti condizioni di accoglienza insufficienti
  • Mancanza di fondamento giuridico adeguato per l’approccio Hotspot
  • Bassissimo livello di ”relocation”
  • Presenza di altri circuiti di «carattere misto» (centri istituiti ai sensi degli Accordi tra il Ministero dell’interno e le aree metropolitane di Roma, Milano, Torino e Firenze, circuiti di accoglienza istituiti dagli enti locali)
  • Elevata dimensione dell’accoglienza Informale

Auspicano di contro una “definitiva implementazione di un sistema unico di accoglienza attraverso la fattiva collaborazione degli enti locali e con il prezioso contributo del terzo settore. In particolare con la raccomandazione della piena applicazione della direttiva del Ministro dell’Interno dell’11 ottobre 2016, “Regole per l’avvio di un sistema di ripartizione graduale e sostenibile dei richiedenti asilo e dei rifugiati sul territorio nazionale attraverso lo SPRAR”.  Fondamentali sono i dati sui quali sono state elaborate tali considerazioni e aventi come fonti il Cruscotto Statistico del Ministero dell’Interno. Dati che ad oggi risultano ancora “scomparsi”, ma che hanno permesso di quantificare i diversi tipi di accoglienza prendendo come date il quadro del 1 Luglio 2016, il 31 Dicembre 2016 e l’ultimo pubblicato del 12 Aprile 2017.

Fonte: Cruscotto Statistico del Ministero dell’Interno, “PAGINA 5” del rapporto del 1/07/2016, 31/12/2016 e 12/04/2017.

Il 12 Aprile 2017, lo stesso giorno del passaggio a Legge del decreto Minniti, segna la giornata dell’ultima pubblicazione dei dati inerenti l’accoglienza nel rapporto giornaliero del cruscotto statistico del Ministero dell’Interno.  Dal giorno seguente quelle 4 pagine non saranno più pubblicate ed eliminate retroattivamente dai precedenti rapporti.

Cercando spiegazioni ripetutamente presso il Dipartimento delle Libertà Civili e Immigrazioni, siamo stati reindirizzati all’ufficio stampa del Ministro dell’Interno per chiedere l’accesso ai dati e risposte.

“Al momento i dati non sono disponibili neanche tramite richiesta di accesso. Prevediamo la rimessa online intorno alla metà di Luglio”

Aspettiamo fiduciosi: appuntamento alla prossima puntata!

(2 continua )

Silvia Costantini

(5 Luglio 2017)

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