La scuola della Casa dei Diritti Sociali non chiude d’estate

Quella di FOCUS – Casa dei Diritti Sociali è una delle tante scuole della Rete Scuolemigranti che non chiude mai: presente sul territorio dal 1985, si occupa di alfabetizzazione agli stranieri adulti. È aperta tutto l’anno, dal lunedì al venerdì, e offre ogni settimana più di sessanta lezioni gratuite ai tanti migranti che trovano nei piccoli locali di via Giolitti, dietro la stazione Termini, un importante punto di riferimento: accanto alla scuola c’è uno sportello di orientamento, che si avvale della consulenza di operatori, di un legale e di un piccolo ambulatorio. Durante l’anno, le lezioni si svolgono la mattina, alle 10.30, il pomeriggio, alle 15.00 e alle 17.00, e di sera, alle 19.00, un orario comodo per i tanti stranieri che arrivano dopo il lavoro.

Per l’estate, l’orario è stato ridotto alla fascia mattutina e alle 17.00. Sono le 16.30 di venerdì e lo spazio antistante l’ingresso è già affollato. Mezz’ora prima dell’inizio della lezione viene compilata una lista di prenotazione alla lezione; in quel lasso di tempo, l’entrata della scuola si trasforma in uno spazio di incontro e socializzazione: tanti studenti fanno conoscenza, parlano tra loro e aspettano impazienti di entrare in classe. I locali sono piccoli, la struttura è fatiscente, ma l’atmosfera è vivace e le classi sono accoglienti e colorate: i volontari hanno affisso alle pareti cartelloni, cartine geografiche, fotografie e hanno dipinto fiori e alberi sui muri scrostati.

Gaetano e il murale col suo ritratto realizzato dall’artista Mauro Sgarbi

Gaetano, che a via Giolitti fa il venditore ambulante da quarant’anni, racconta con orgoglio che ha visto nascere quella scuola: “Mi sento un po’ il custode della scuola. Ho le chiavi, per qualsiasi problema i volontari e gli studenti possono chiedermi un aiuto o un’informazione. Sono contento di stare qui, ho conosciuto tante belle persone e se non ci fosse stata questa scuola, che avrei fatto tutto il giorno oltre a lavorare? Nei momenti di noia, avrei solo potuto guardare le macchine che passano. Senza questa scuola, nella mia vita sarebbe mancato qualcosa, anzi, più di qualcosa”.

“Ogni tanto la sera metto il mio banchetto nell’aula del piano terra. Pulisco il bagno e raccolgo qualche cartaccia, ma per me non è un peso, lo faccio volentieri”. La presenza di Gaetano, la sua collaborazione e dedizione, sono state premiate dall’artista Mauro Sgarbi con un prezioso omaggio: un suo ritratto sul muro di via Giolitti, che si è aggiunto alle altre opere murali, realizzate nel 2015, che l’artista ha regalato alla scuola, ovvero il profilo di Dante Alighieri e di una donna nera che si guardano, e un ritratto di Trilussa con le parole di una sua poesia. Turisti e passanti che si fermano a fare le foto alle opere di Sgarbi (e a Gaetano) rilevati in un’ora: quattro.

“In questa scuola ho conosciuto tante persone e ho imparato l’italiano quando sono arrivata a Roma. Per me è stata veramente importante. Ora mi esprimo bene, non mi sento più timida come ero i primi tempi, e a settembre inizierò un corso di cucina all’Italian Chef Academy”. Joan Ivy ha 20 anni e viene dal Kenya. Quando è arrivata a scuola, parlava poco, ma andava a scuola regolarmente e con il tempo ha fatto amicizia con tanti studenti e insegnanti. Via Giolitti è un po’ come la sua seconda casa. Porterà anche la sorella in questa scuola, “perché è appena arrivata e a settembre vuole iscriversi all’università per diventare infermiera”.

Joan Ivy

È una vera macchina dell’accoglienza ai migranti, la scuola di via Giolitti, messa in moto da un nutrito gruppo di volontari che ogni settimana garantisce lezioni di lingua italiana A1, suddivisa su tre livelli: base, intermedio e avanzato. L’offerta didattica è ricca e costantemente monitorata dal gruppo di alfabetizzazione con seminari di aggiornamento: ci sono le lezioni per sole donne il giovedì, quelle di prealfabetizzazione per i migranti totalmente analfabeti, quelle specifiche per gli apprendenti cinesi nel fine settimana e i corsi coordinati di italiano A2 per il rinnovo del permesso di soggiorno.

Pensionati, volontari, operatori di Servizio Civile e tirocinanti: durante tutto l’anno gli insegnanti, coordinati dal referente Augusto Venanzetti, si organizzano settimanalmente per completare l’orario delle lezioni, riuscendo a fornire ai tanti migranti, provenienti da Asia, Africa, America del sud e Europa dell’est, un programma di lezioni estremamente flessibile: la frequenza, ovviamente gratuita come in tutte le scuole della Rete Scuolemigranti, non è obbligatoria, né scandita da orari prefissati, non necessita documenti, solo una semplice iscrizione, una scheda conoscitiva. Che entri la mattina, il pomeriggio, o la sera, che frequenti una volta a settimana o una volta al mese, lo studente troverà sempre una lezione nuova e diversa.

Le attività organizzate dai volontari non si limitano però solo alle lezioni di italiano: la missione della scuola, ovvero l’integrazione sociale dei migranti, passa anche attraverso le passeggiate turistiche del sabato, il cineforum del lunedì pomeriggio, che proseguirà per tutta l’estate, la festa multiculturale che ogni dicembre si svolge nei locali della scuola Di Donato, il torneo di scacchi “La mossa del cavallo”, che ha raggiunto quest’anno la decima edizione, i gruppi di lavoro sui temi sensibili da trattare in classe, come la sessualità e la religione, e ultimo ma non ultimo, il laboratorio teatrale che ogni anno Magda Mercatali, attrice teatrale e insegnante, assieme a un gruppo di volontari, dirige, portando in scena gli studenti e le studentesse della scuola. Come per lo scorso spettacolo, anche la rappresentazione teatrale di quest’anno, “Gli dei dell’Olimpo” ha registrato il tutto esaurito al Teatro Belli di Trastevere.

Non importa che i locali di via Giolitti siano vecchi e malmessi: tantissimi sono gli stranieri che nella scuola di Casa dei Diritti Sociali hanno trovato un’atmosfera familiare, una seconda casa, che ha accolto e continua ad accogliere tanti migranti, coinvolgendoli in numerose attività, dando vita a un piccolo, ma grande, laboratorio di vera intercultura.

Elisabetta Rossi

(9 luglio 2017)