Contro il razzismo un segno di amicizia tra popoli di origini diverse(foto La fede quotidiana)

Gli italiani sono razzisti?

Contro il razzismo un segno di amicizia tra popoli di origini diverse(foto La fede quotidiana)

Contro il razzismo un segno di amicizia tra popoli di origini diverse(foto La fede quotidiana)

E’ la domanda che Manconi e Resta si pongono all’inizio del loro libro Non sono razzista, ma, pubblicato di recente da Feltrinelli, un interrogativo al quale non si può rispondere né con un sì né con un no, in quanto sarebbe sciocco dire che gli italiani siano ideologicamente razzisti e tuttavia è indubbio che comportamenti razzisti sono diffusi e tollerati. Dunque una domanda provocatoria che va dritta al cuore del problema, proprio per contrastare quell’atteggiamento di rimozione che minimizza la diffusione crescente di atti di razzismo nel nostro Paese.

L’Associazione Piuculture e il MedFilmFestival presentano Non sono razzista, ma … mercoledì 15 novembre 2017 alle 17 al Macro. Gli autori, Luigi Manconi e Federica Resta, ne discuteranno con la scrittrice Igiaba Scego e con il giornalista e scrittore Alessandro Leogrande, coordinati da Amalia Ghisani presidente di Piuculture.

La frase che sentiamo spesso: “non sono razzista, ma” nella sua prima asserzione conferma il razzismo come disvalore, per poi introdurre con quel “ma” un’eccezione, che rivela il reale atteggiamento di chi parla; è una frase che segnala una crisi culturale: l’indebolimento dell’interdizione morale nei confronti di parole e atti razzistici. L’intolleranza etnica ha trovato spazio nel discorso pubblico e nella sfera politica, come si legge nel capitolo dedicato a Roberto Calderoli, in cui si dimostra come una xenofobia strapaesana, fatta di parole dozzinali, umori istintivi e cliché, penetri nel senso comune grazie a una strategia comunicativa efficace e diventi perciò assai pericolosa.

Però l’abuso del termine ‘razzismo’ va evitato perché il suo uso maldestro rischia di banalizzarlo e svuotarlo del suo significato profondo. Meglio usare il linguaggio con precisione, per identificare il vero significato delle affermazioni aggressive verso lo straniero, che contengono diffidenza verso quanto oltrepassa i confini più angusti dell’interesse particolare − diffidenza mascherata spesso da anticonformismo − e in molti casi anche una richiesta d’aiuto dettata dai disagi causati dalla crisi socio-economica, che restringe le prestazioni di welfare e alimenta la tensione xenofoba.

Quanto poco fondate siano le paure dell’invasione e della perdita d’identità viene dimostrato dagli autori smontando il luogo comune che in Italia vi sia un tasso d’immigrazione intollerabile o che gli immigrati abbiano trattamenti privilegiati. In realtà è il nostro Paese, con la sua bassissima natalità, ad aver bisogno degli stranieri. Ciò che manca – sostengono gli autori – è una politica dell’immigrazione razionale che si affidi a economia e demografia.

Invece le scelte politiche dagli anni ’90 a oggi sono caratterizzate da un eccesso di norme sanzionatorie e di provvedimenti che limitano i diritti degli stranieri, configurando così una sorta di “giustizia minore”, di “diritto etnico”, segnato dall’attenuazione delle garanzie costituzionali. Se poi si considera il trattenimento degli stranieri nei Cie (oggi Centri per rimpatri), già oggetto di dubbi di legittimità costituzionale, la natura “speciale” del diritto riservato ai migranti risulta più evidente.

Il libro di Manconi e Resta è un grido d’allarme contro quel sotterraneo risentimento sociale che attraversa la collettività e comporta la perdita di vigore del principio della dignità umana, di tutti gli esseri umani, per cui le categorie democratiche di solidarietà e rispetto appaiono un lusso d’altri tempi. Ed è anche un monito a ritrovare quello spirito di fratellanza evocato dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che sintetizza il senso della qualità umana.

Non sono razzista, ma

Non sono razzista, ma

SCHEDA: Luigi Manconi, Federica Resta, Non sono razzista, ma. La xenofobia degli italiani e gli imprenditori politici della paura, Feltrinelli, 2017

Partendo dall’analisi di parole e comportamenti razzistici diffusi, il libro è un monito a ritrovare il senso dei principi democratici oggi indeboliti.

[1. Gli italiani sono razzisti?;

2. Non sono razzista, ma;

3. L’Homo Calderolis e il  razzismo;

4. Gabbie;

5. Il peccato dell’indifferenza.]

Luciana Scarcia
(4novembre2017)

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