“Mondo Migliore”, il Centro di Accoglienza Straordinaria special Relocation

“La struttura è nuova e di alta qualità, anche perché non nasce come centro di accoglienza, ed è molto buona rispetto alla media italiana: l’unico problema è che è isolata. Va bene come struttura temporanea ma non a lungo termine perché è difficile raggiungerla con i collegamenti. cosa che per uno SPRAR sarebbe complicato”

Così Tareke Brhane, mediatore culturale e presidente del Comitato 3 Ottobre, descrive il Centro di Accoglienza Straordinaria “Mondo Migliore” di Rocca di Papa.  Situata a sud di Roma sulla panoramica Via dei Laghi, la struttura del CAS era precedentemente un prestigioso centro congressi gestito dai padri oblati.

Il centro ha aperto il 26 Giugno 2016 come Hub e, con una proroga del dicembre 2016, è rimasto tale fino ad aprile 2017. Poi è diventato un CAS, Centro di Accoglienza Straordinaria, fino ai primi di ottobre in cui è diventato un CAS Special destinato alla Relocation”, spiega Domenico Alagia, direttore di “Mondo Migliore”.

Il centro è gestito dalla Cooperativa San Filippo Neri che è una costola della Cooperativa Auxilium a cui appartengono centri noti come Castelnuovo di Porto.

Il passaggio da Hub, a CAS, fino a CAS Special ha creato sia un cambiamento nella varietà degli ospiti sia nei tempi di permanenza: “Se prima si contavano fino a 18 nazionalità diverse, ora sono prevalentemente eritrei e siriani. A volte sono davvero solo di passaggio, da pochi giorni fino a un massimo di trenta, mentre nella prima fase la permanenza arrivava fino a 9-10 mesi”.   In media la presenza nel centro è di 400 persone, ma il continuo ricambio dovuto alla relocation fa segnare anche picchi oltre i 450, comunque sempre al di sotto della capienza massima di 600.

“Mondo Migliore” è stato anche il primo centro di accoglienza locale ad avviare il protocollo d’intesa tra il comune di Rocca di Papa e la Prefettura per il volontariato dei migranti nel quale sono rientrati 2 ragazzi del Ghana, tuttora ospiti. Essendo però il centro isolato, è necessario che siano accompagnati ogni volta da un pulmino della cooperativa. Salvo poche corse della COTRAL, che passano davanti al centro collegandolo a Marino o a Roma-Anagnina, l’unico modo per raggiungere i vicini comuni è essere accompagnati.

La giornata tipo nel CAS si articola fra lezioni di italiano a diversi livelli e attività laboratoriali.

Nel primo caso i brevi tempi di permanenza non permettono la possibilità di apprendere con continuità la lingua, mentre risultano efficaci le lezioni di geografia e educazione civica per orientarsi nei nuovi Paesi dove i migranti si recheranno.  Nella fase iniziale da Hub era possibile avviare percorsi formativi più completi con inserimento anche dei ragazzi nelle scuole dei comuni limitrofi. Nella versione di CAS Special Relocation gli ospiti trascorrono per lo più le loro giornate nei laboratori, nel prendersi cura dei loro spazi o passeggiando sulla Via dei Laghi. A qualsiasi ora del giorno è possibile incontrarne piccoli gruppi che camminano lungo il ciglio della strada o tranquillamente si intrattengono negli spazi panoramici della via.

L’ala più colorata e allegra del centro è sicuramente quella dedicata ai bambini, dove le operatrici li intrattengono con laboratori pensati su misura per loro. L’ampia struttura conta al suo interno una grande mensa con capienza fino a 200 persone, una chiesa, una moschea realizzata ad hoc e un auditorium. Non mancano gli spazi ricreativi per lo sport, la lavanderia e anche una piccola fattoria.  Il personale in servizio nel centro conta 83 unità, tutti assunti a tempo indeterminato, tra cui, a turni di 12 h, 4 medici e 5 infermieri garantiscono sempre la presenza di un medico e un infermiere.

“Appena arriva un ospite la prima figura che incontra è il mediatore culturale, che è il cuore del centro, e crea un collegamento immediato con i medici e gli operatori dell’ufficio socio psicologico”, spiega Maurizio Lopalco, medico direttore sanitario del centro.  Il CAS si raccorda ogni giorno con il Ministero dell’Interno e la Prefettura comunicando l’elenco aggiornato degli ospiti, tenuti a firmare mattina-pranzo e cena: è importante perché con tre giorni di assenza è previsto l’allontanamento dal centro.

Ma cosa implica la nuova versione “special Relocation” del CAS ?

Dati aggiornati al 3/11/2017. Fonte: Commissione Europea.

Il 26 settembre 2017 il programma Relocation si è chiuso: “è stato un fallimento, perché nessuno Stato europeo ha rispettato le quote che avrebbe dovuto. Così non si è arrivato al numero stabilito per i ricollocati dall’Italia di 34953 persone”, dichiara Tereke Brhane con una battuta sul tema.

I ricollocati al 27 settembre 2017 sono soltanto 9078, il 26%, pari poco più di un quarto del numero previsto.

Tutte le persone presenti in Italia alla data del 26 settembre e idonee alla Relocation ora aspettano di partire, da qui la necessità di centri come il nostro. Il piano prevede che tutti riescano a partire entro la fine di dicembre, ma sicuramente non sarà possibile e si slitterà a primavera 2018”, spiega Alagia.

“Inoltre la nuova destinazione del centro prevede che ci siano continue visite da parte dei delegati degli stati ospitanti, oltre quelle delle ONG con le quali ci raccordiamo come Medici Senza Frontiere, Unicef e altre”, condizione che garantisce che il CAS Mondo Migliore mantenga uno standard di prestazioni sempre adeguato.

Foto: Edoardo Russi

Silvia Costantini

(8 novembre 2017)

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