Migranti e integrazione: ricerca scientifica e buone pratiche

Il rapporto: “Migrazioni e integrazione nell’Italia di oggidocumenta la realtà del fenomeno migratorio partendo dalla ricerca scientifica per poi narrare la realtà fatta di persone ed integrazione.
Il volume, a cura di Corrado Bonifazi, in collaborazione con l’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del CNR, Consiglio nazionale delle ricerche, è stato presentato il 12 dicembre presso il Centro Congressi Cavour a Roma.
A spiegare l’importanza della continua analisi e ricerca scientifica sul fenomeno migratorio è Bonifazi, direttore dell’istituto di ricerca sulle popolazioni e politiche sociali del CNR che ha spiegato che il volume è il frutto del lavoro ben di trenta ricercatori, un lavoro imponente e importante perchè “Le migrazioni ci pongono davanti a nuove sfide che dobbiamo accogliere e coltivare.”
Negli ultimi decenni la realtà sociale dell’Italia è molto cambiata a causa della crisi economica e delle ondate migratorie e “dagli anni 80 ad oggi i migranti in Italia sono aumentati di 4 volte in più rispetto al passato”, spiega Gian Carlo Blangiardo, responsabile settore statistica della fondazione Ismu- Iniziativa e studi sulla multietnicità, sottolineando come “Questo aumento della popolazione rappresenti un investimento per il futuro del nostro Paese con un beneficio soprattutto nel mondo del lavoro”.
Infatti i migranti con il loro lavoro sono indispensabili per il welfare e contribuiscono a pagare le pensioni in una società di anziani dove i giovani, ma anche i lavoratori tra il 40 e i 60 anni, cercano opportunità lavorative all’estero.
I dati illustrati da Paolo Rozera, direttore generale ad interim del Consiglio Direttivo dell’Unicef Italia, confermano che l’Italia rimane un paese soggetto  flussi migratori: “dal 2008 sono aumentati i ricongiungimenti familiari. Si stimano 80.000 minori che dopo la maggiore età diventeranno cittadini italiani. La maggioranza degli stranieri  ottengono prima un permesso di soggiorno per un lungo periodo, poi la cittadinanza, e il loro numero è di gran lunga maggiore del numero dei clandestini.”
La strada per contrastare l’allarmismo, che erroneamente viene alimentato nei confronti dei migranti, è ragionare su soluzioni efficaci con interventi ampi, sinergie e piani a lungo termine che vedano la collaborazione tra le associazioni di volontariato e le istituzioni per fornire percorsi d’inserimento lavorativo.. A tal proposito “il Ministero del Lavoro ha messo in atto dei piani per aiutare i migranti nel trovare un alloggio, un lavoro, ma anche per integrarsi nella scuola e nella società”, spiega Tatiana Esposito Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione.
Si tratta di 2.500 tirocini lavorativi già attivi e 18mila minori stranieri non accompagnati che saranno sostenuti tenendo conto delle loro delicate problematiche.
In conclusione: il rapporto ha dimostrato come gli studi scientifici e gli interventi pratici, possono migliorare l’accoglienza e l’integrazione dei migranti contrastando la percezione che le migrazioni siano un’emergenza da contenere ed arginare.

Marzia Castiglione Humani

(14, dicembre 2017)

Leggi anche:

ROMA, CITTÀ MULTICULTURALE: LE BUONE PRATICHE

RAPPORTO IDOS: RIFLESSIONI SU CRITICITÀ E BUONI ESEMPI DELL’ACCOGLIENZA NEL LAZIO

NO, GLI IMMIGRATI NON CI RUBANO IL LAVORO