Tutta la bellezza di Roma, e non solo, negli acquerelli di Ala Zarvanytska

 

Tutto è meraviglioso sotto questo cielo; ogni rovina è un quadro”, così lo scrittore ucraino Nikolaj Gogol’ definiva Roma, città dove visse dal 1837 al 1846, e così la giovane pittrice Ala Zarvanytska racconta quella che è diventata ormai la sua patria attraverso gli acquerelli.

La grandiosità di una metropoli come Roma offre ispirazioni infinite che i pittori e gli architetti come me riconoscono. È indiscutibilmente una città piena di fascino e qualsiasi angolo tu prenda può diventare un bel quadro,” spiega la giovane donna che si è trasferita a Roma per amore più di vent’anni fa.

Classe 1976, Ala, è nata nella piccola città di Ternopil, in Ucraina, e si è laureata in architettura presso l’Accademia delle Belle Arti di Kiev. È proprio lì che ha scoperto la sua passione per l’acquerello. “All’inizio era un hobby, poi, quando mi sono trasferita a vivere a Praga è diventato un vero e proprio lavoro che svolgevo insieme ai miei progetti come architetto.” 

Il suo mestiere, non solo l’ha portata in giro per diverse città europee ma le ha permesso anche di conoscere suo marito, anche lui architetto ma di origine italiana. Insieme hanno deciso di spostarsi definitivamente a vivere a Roma, città che amavano entrambi. Conoscere una nuova cultura, imparare una nuova lingua o fare nuove amicizie non sono stati un problema per Ala che grazie all’appoggio di suo marito non ha avuto difficoltà a integrarsi in Italia. “Ho iniziato subito a lavorare insieme a lui in uno studio di architetti e nel frattempo portavo avanti la mia passione per gli acquerelli. Con il tempo sono riuscita ad organizzare le prime mostre a Roma e ho cominciato a fare lezioni private, di gruppo e didattica per bambini. Purtroppo però, da circa un anno e mezzo e a causa di una malattia, mio marito non c’è più e il mestiere come architetto l’ho abbandonato per concentrarmi soltanto sui miei dipinti e nelle nostre due figlie.”

Munita sempre di carta, pennello e dei suoi colori, Ala cammina per le strade di Roma alla ricerca dello scorcio e del vicolo perfetto per i suoi dipinti. “Questa città è un museo all’area aperta. Ogni volta che sono in giro e vedo qualcosa che attira la mia attenzione per la sua bellezza mi fermo, faccio un primo schizzo a matita e anche qualche foto. È molto importante realizzarlo sul posto perché è lì che si definisce la luce, l’esposizione del soggetto e i suoi colori in base alla stagione dell’anno. Poi lo porto nel mio piccolo studio a Piazza Bologna dove comincio il vero lavoro con gli acquerelli.”

Nelle opere di Ala, è possibile ammirare soprattutto paesaggi urbanistici e diversi famosi monumenti di Roma e di altre città europee, ma anche scorci meno noti della capitale e dettagli di piante e sculture. E anche se per il momento i suoi dipinti è possibile acquistarli soltanto nelle cartolerie e nelle librerie di Roma convertiti in cartoline, segnalibri, calendari e quaderni, l’obiettivo di Ala è farli conoscere anche fuori dall’Italia, “tra i miei prossimi progetti c’è l’Irlanda”, confida. 

Ma gli acquerelli di Ala non solo hanno riempito di colore i negozi romani, anche la sua vita. “Purtroppo gli ultimi anni sono stati molto difficili per me, tuttavia, attraverso i miei disegni riesco a esprimermi meglio e a manifestare la mia sofferenza. Dipingere per me non significa soltanto un contributo economico ma anche emotivo. Infatti, è grazie al mio lavoro e a questa mia passione che ho recuperato il sorriso ed è insieme alle mie figlie che ogni giorno mi rendo conto che, nonostante tutte le difficoltà, la vita è la cosa più bella che ci sia.”

Cristina Diaz
28/02/2018

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