CRI: Finisce l’esperienza di accoglienza a Via del Frantoio

 

La struttura della Croce Rossa a Tiburtino Terzo III per l'accoglienza dei migranti in transito
Dopo la chiusura del Centro della Croce Rossa di Via Ramazzini, anche l’andirivieni del Presidio Umanitario di Via del Frantoio gestito da CRI Roma a Tiburtino III si fermerà il prossimo 30 giugno. Alla fine del mese scadrà la convenzione con la quale il Comune di Roma ha assegnato la gestione del Centro alla Cri e sono stati programmati  lavori di ristrutturazione. “La struttura necessita di lavori di manutenzione e Croce Rossa aveva già provveduto a sistemare i bagni e l’impianto elettrico tempo fa, ma adesso ha bisogno di ulteriori interventi che saranno gestiti dal Municipio IV per avviare poi le procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento della gestione”, spiega Giorgio de Acutis, responsabile del centro Croce Rossa di via del Frantoio.

La struttura è nata nel 2015 quando l’Italia era attraversata da un flusso di migranti significativo. Inizialmente ospitava sopratutto loro, poi è diventato un centro di ricollocamenti europeo per gli stranieri presenti sul territorio romano e fuori dal circuito formale dell’accoglienza e, dalla fine del 2017, è stata trasformata in struttura di accoglienza sperimentale per persone fragili e senza dimora inviate dalla Sala Operativa Sociale del Comune.

Abbiamo deciso di chiamarla presidio umanitario proprio per questo motivo, perché è aperta a tutti e non a una categoria precisa di persone. Inoltre, diamo ad ognuno il tempo necessario per rendersi autonomo in base all’esigenza di ciascuno. È un’accoglienza calibrata sulla persona e non sulla struttura,” continua de Acutis.

Via del Frantoio, è l’unica alternativa alla strada per i migranti che arrivano a Roma senza nessun programma di accoglienza e in questi tre anni ha offerto i suoi servizi di vitto e alloggio, corsi di cultura e lingua italiana, orientamento servizi sociosanitari e assistenza legale finanziati dalla Croce rossa e Roma capitale a circa 2000 persone, in maggioranza stranieri.

Attualmente ci sono cinquanta persone all’interno del presidio compresa una famiglia di italiani in emergenza abitativa, due donne senza dimora e diversi migranti provenienti dal Mali, Albania, Eritrea, Somalia, per fortuna abbiamo la certezza che tutti loro andranno ricollocati in centri di accoglienza di Roma, quindi da questo punto di vista siamo tranquilli perché nessuno rimarrà per strada.”

Il Presidio umanitario di Via del Frantoio è stato sempre aperto al quartiere Tiburtino III, un territorio dove vivono anche cittadini con molte difficoltà, e nel quale, CRI Roma è attiva da due anni con progetti nelle scuole che continueranno a svolgersi dopo la chiusura del centro.

Pochi giorni fa avevamo finalmente ottenuto dal Comune anche l’autorizzazione a mettere una postazione del 118 h24 a via del Frantoio che purtroppo però, con la chiusura, non sarà più possibile installare. Abbiamo un grande rammarico perché è una struttura di accoglienza orientata al territorio e unica di questo tipo in Italia, anche se sappiamo che in questi anni ha creato ostilità ma anche tanta solidarietà tra i vicini e ha messo il Tiburtino III al centro delle cronache. Adesso il nostro augurio è che questo quartiere non venga dimenticato dopo il 30 giugno, quando sparirà il centro di accoglienza, perché i problemi del Tiburtino restano.

Cristina Diaz
(28/06/2018)

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