Casa Margherita centro per MSNA: qui l’arte diventa integrazione

Casa Margherita

“La nostra filosofia è che i ragazzi agiscano in autonomia, cerchiamo di non sostituirci a loro nella gestione degli spazi”. Lavinia, coordinatrice di Casa Margherita, racconta la vita quotidiana, le sfide e i successi del centro di accoglienza per MSNA gestito dalla Cooperativa La Pergola.
“Sono dodici ragazzi energici dai quindici ai diciassette anni, tutti di nazionalità egiziana tranne uno del Gambia che è anche l’unico che ha fatto richiesta di asilo politico, gli altri sono tutti MSNA che finiranno nel calderone dei cosiddetti migranti economici.”

Il viaggio verso l’Italia

“I ragazzi che arrivano qua per il 90% non scappano da guerre, povertà e miseria, ma sono definiti “migranti economici”. Loro scelgono di venire in Italia immaginando un Eldorado che non esiste e che li spinge fortemente a partire, perché su Facebook vedono le foto dei più grandi e degli amici che già hanno fatto il viaggio. Questo viaggio assume il ruolo di una sorta di rito di iniziazione, un moderno Enea o Giasone che attraversa il mare rischiando la vita. Partono tutti da soli”.

Ad attenderli ci sono parenti, anche se spesso sono legati molto alla lontana, che costituiscono una vera rete preziosa, soprattutto per gli egiziani, per l’inserimento nel contesto sociale. Il rischio però, raggiunta la maggiore età e di conseguenza usciti da una struttura di accoglienza, è sempre lo stesso: il lavoro nero. Da qui la scelta in Casa Margherita di dare fondamentale importanza a formazione professionale e autonomia.

Casa Margherita: quotidianità

“Sveglia difficile perché come tutti gli adolescenti non vogliono alzarsi e fare le pulizie, però poi le fanno”, sorride Lavinia. La mattina alle 9.30 si dividono fra scuola e corsi di formazione, grazie a un servizio navetta, e rientrano verso le 13. Pranzano e a rotazione aiutano nelle varie mansioni in casa. Casa Margherita è un centro di accoglienza 24h, quindi con la costante presenza di un operatore. Nel pomeriggio hanno i laboratori e le altre attività: lunedì teatro, martedì calcio, mercoledì laboratorio di educazione civica, giovedì calcio, venerdì laboratorio di manipolazione artistica, sabato e domenica liberi. Le giornate sono organizzate come in un college.

Casa Margherita: formazione

Casa Margherita“Devo dire con orgoglio che la Cooperativa La Pergola da anni è tra le migliori per l’investimento formativo e soprattutto per il lavoro”, sottolinea Lavinia. La casa è parte di una struttura madre di Cisterna di Latina, attiva dal 2011 e che accoglie cinquanta MSNA. “All’interno della struttura madre di Cisterna è stato acquistato un forno professionale, dove vengono tenuti i corsi di panificazione e pizzeria della Regione Lazio, quindi certificati. I ragazzi quindi escono con un diploma e una professione. Un altro corso è quello di “giardini e terrazzi” in protocollo di intesa con l’Istituto agrario S. Benedetto di Latina che ci fornisce degli insegnanti qualificati e rilascia una certificazione spendibilissima tanto che nell’anno 2014-15 siamo stati premiati a livello nazionale per l’80% di occupazione dopo la maggiore età. Da quest’anno abbiamo avviato un corso di barman e in collaborazione con Legambiente Latina e un corso di mellificazione che di chiama “Buoni come il miele”, grazie a un nostro collega Alessandro che è un apicoltore”.

Quindi grande investimento nella formazione, ma non solo, anche nelle attività laboratoriali finalizzate a valorizzare le inclinazioni artistiche dei ragazzi, che sono sempre e comunque adolescenti con le difficoltà tipiche di un’età di transizione, momento nel quale si cercano strade di inserimento nel contesto sociale.

Casa Margherita: il progetto “Arte Migrante” e non solo

“Arte Migrante” è il progetto seguito direttamente da Lavinia che fra l’altro si occupa di teatro sociale e teatro dell’oppresso ed è responsabile del gruppo artistico. “I ragazzi diventano attori e musicisti e tutto questo è anche una spinta emancipativa. Il laboratorio di musica e teatro li aiuta a farsi capire, soprattutto nel primo periodo quando ancora non padroneggiano la lingua italiana. Non solo ma è anche un riappropriarsi della propria identità attraverso la mimica, la recitazione che permette loro di esprimersi pienamente al di là di una lingua, che non essendo la propria, appiattisce le loro espressioni naturali e inclinazioni”. La realizzazione di un video “Jouer et Danser” e il suonare insieme al maestro Franco Piersanti al Festival delle letterature al Massenzio, sono solo alcune delle conquiste raggiunte grazie al progetto.

Casa Margherita“Quest’anno, insieme a Emergency, abbiamo realizzato  il progetto “Arte migrante in barca a vela veleggiando con Alisea” frutto del lavoro sia del laboratorio di musica sia di teatro: i risultati finali sono stati presentati all’interno del festival culturale “Lievito” di Latina”.
L’importanza dell’inserimento dei ragazzi nel contesto sociale ha spinto ad andare oltre “quest’anno ci siamo lanciati in un progetto di alternanza scuola lavoro “IntegrArte” con il liceo artistico di Latina, durante il quale hanno imparato l’arte del fumetto.  Le storie dei ragazzi a fumetti sono state presentate al Maggio Sermonetano.
Inoltre da diversi anni la Cooperativa La Pergola collabora con il dipartimento di scienze dell’educazione di Roma 3, che offre la possibilità ai ragazzi di seguire due volte l’anno, a novembre e maggio, delle lezioni spettacolo.

Dopo Casa Margherita: possibilità e paure, direzione futuro

Per chi ha una rete qui in Italia il dopo è il lavoro nella ristorazione, soprattutto come pizzaioli, o in autolavaggi, frutterie. Per i ragazzi che provengono dal Gambia e dal Mali è più difficile “perché hanno una rete meno forte e una caratteristica fisica che ultimamente qui in Italia è un’aggravante: sono molto neri”.

Il clima di diffidenza e odio crescente purtroppo non aiuta: “gli autisti della Cotral a volte non si fermano e aumentano le frasi pesanti che gli rivolgono ogni giorno”. La cassetta delle lettere di Casa Margherita, deformata, è una delle cicatrici di questa tensione: “c’è una fetta grande della popolazione e delle associazioni che ci sostiene, ma Casa Pound è ingombrante come presenza. Questa casa è stata aperta a settembre 2017 ma in realtà la casa era pronta a gennaio 2017: Casa Pound ha occupato la strada interrompendo la messa in sicurezza dei lavori dicendo che qui avrebbero aperto un CAS con 300 “africani nerissimi”. La gente ha creduto alle dicerie e ci sono state proteste, finché parlando con i residenti si è spiegata la verità. La sprangata è dono di Casa Pound della prima notte qui”.
Diffidenza e odio si vincono con la conoscenza e la formazione, così Casa Margherita va avanti ed è già in cantiere un nuovo spettacolo dal titolo “Il mio nemico” su ispirazione dell’omonima canzone di Daniele Silvestri.

Nuovi talenti sono pronti a calcare le scene: Ash, cantante rapper e ballerino, è uno di loro.
(continua)

Silvia Costantini
(11 settembre 2018)

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