“Curare lo spirito” nel rispetto delle varie fedi e culture

Uno spazio in ospedale dedicato alla meditazione e alla preghiera per le diverse confessioni religiose

 

 Scade il 10 ottobre prossimo l’iscrizione al concorso di idee , “Curare lo Spirito”, pubblicato dalla Asl Roma 1 in partnership con il Tavolo interreligioso di Roma, che si rivolge agli architetti e agli ingegneri dell’Unione Europea, anche junior, regolarmente iscritti ai rispettivi albi professionali.

L’iniziativa si pone nella scia di una particolare attenzione che la ASL Roma 1 dedica all’umanizzazione delle cure in ospedale, e alla partecipazione delle associazioni di volontariato e delle confessioni religiose nel migliorare l’accoglienza e il rispetto dei diritti delle persone. Il bando riguarda l’ideazione di uno spazio modulare non consacrato di circa 35 mq, da utilizzare come luogo di meditazione e preghiera, che rispetti le varie culture e fedi e sia accessibile ai diversamente abili.

Uno spazio dedicato alla preghiera

Dovranno essere evitati – si legge nel bando – elementi iconografici e presentate proposte innovative sia nell’uso dei materiali e arredi, che nelle componenti artistiche e figurative. Il concorso prevede un riconoscimento economico ai primi due classificati, a cui la ASL Roma 1 si riserva di affidare l’incarico di elaborare il progetto esecutivo nelle sue strutture ospedaliere (Santo Spirito e S. Filippo Neri). Per monitorare il concorso sono stati inoltre istituiti due comitati: un Comitato D’Onore, a cui partecipano rappresentanti del mondo della cultura, della sanità e delle confessioni religiose, e un Comitato Scientifico con l’obiettivo di sostenere il progetto e diffonderlo nelle sedi più opportune. A circa un mese dalla scadenza del bando, abbiamo intervistato il direttore generale della Asl Roma1, Angelo Tanese, la presidente emerita del tavolo interreligioso, Paola Gabbrielli, e il presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, Flavio Mangione .

 È la prima volta che in un ospedale italiano viene pensato uno spazio di meditazione e preghiera da dedicare a confessioni diverse da quella cattolica. È sicuramente un passo in avanti sulla strada dell’integrazione culturale. Non pensa, però, che potrà provocare anche qualche reazione negativa dagli stessi che si schierano contro il “proliferare” delle moschee?

“La libertà di religione è un Diritto Umano previsto nella Carta Universale dei Diritti Umani e nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea in nome della dignità e del rispetto della persona – risponde Paola Gabbrielli – da molti anni nei Paesi Europei e da alcuni anni anche in Italia, sono presenti alcune “sale di meditazione e preghiera” negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, negli ospedali dove credenti di religioni differenti dalla cattolica, stranieri e italiani, possono agire questo loro diritto in modo dignitoso. Sono in genere piccole stanze tutte bianche con qualche panca o sedia e, nel migliore dei casi, qualche tappetino. Tutte molto tristi e spoglie, non potendo usare immagini o decorazioni che vadano bene per tutte le religioni. Danno l’impressione di una concessione forzata, più che di una volontà di serena accoglienza”.

Il logo del Concorso di idee

 Ritiene che la vostra iniziativa sarà sufficiente a cambiare tutto questo?

 “La novità del Bando sta nel chiedere agli architetti di usare le proprie competenze, la propria creatività e le nuove tecnologie per ideare una sala di meditazione multireligiosa che non sia “neutra”, ma che possa trasformarsi in tempio buddhista, sinagoga, moschea, ashram, chiesa protestante, ecc., secondo il credo della persona che vi entra per meditare e pregare.

Un piccolo locale dentro le strutture sanitarie, dove esistono le Cappelle cattoliche, per dare un segnale concreto che il nostro Paese è strutturalmente multiculturale e plurireligioso e che, soprattutto nei luoghi di dolore e malattia si deve ricercare ogni mezzo lecito per aiutare la persona malata, senza discriminazioni”.

Quali sono le confessioni religiose che ne potrebbero usufruire?

“Il Tavolo Interreligioso di Roma è costituito dagli Esponenti delle fedi buddista, ebraica, induista, islamica, ortodossa e protestante, ma non si può escludere – conclude la presidente – che a queste se ne possano aggiungere altre”.

Un monaco buddista in un mercato cinese

Al di là delle buone intenzioni, però, un concorso di idee non basta a risolvere il problema dell’effettiva realizzazione del progetto prescelto. Ci vuole un finanziamento ad hoc. Da qui la prima domanda al direttore generale della Asl, Angelo Tanese.

 Quanti sono i fondi a disposizione della Asl per rendere esecutivo il progetto vincitore?

“Al momento sono stati messi a disposizione unicamente i fondi per premiare l’idea selezionata dalla Commissione. In particolare, il concorso prevede che ai primi due lavori in graduatoria andrà un riconoscimento economico di 3.000 €, inoltre al primo classificato la ASL Roma 1 si riserva di affidare, previo reperimento delle risorse per la realizzazione, l’incarico di elaborare il progetto esecutivo che attuerà le idee proposte nel modulo spaziale del concorso. Avremo una idea più precisa del budget da mettere a disposizione – conclude Tanese – solo dopo la valutazione dell’opera preliminare, sia per la realizzazione che per le seguenti fasi di progettazione”.

Quante proposte avete ricevuto finora? E tra i partecipanti ci sono anche architetti musulmani?

“Al momento non abbiamo ricevuto molte proposte ma manca ancora un mese al termine ultimo per la consegna fissato – come si evince dal bando – per la data del 10 ottobre 2018.

C’è però molto interesse a giudicare dal numero di richieste di delucidazioni pervenute su aspetti tecnici quali la progettazione artistica della porta di ingresso e dell’illuminazione. Dalle proposte non sarà comunque possibile evincere l’orientamento religioso degli architetti”.

 

La cappella dell’ospedale Santo Spirito

 Dove si prevede di realizzare gli spazi all’interno dei due ospedali?

Per l’Ospedale Santo Spirito la localizzazione è stata già definita a livello preliminare, siamo in attesa di comprendere le caratteristiche tecniche della proposta dell’idea vincitrice per collocarla al meglio. Per l’ospedale San Filippo Neri la collocazione invece non è stata ancora scelta. La struttura è attualmente sottoposta a importanti interventi di ristrutturazione che necessitano un continuo lavoro di trasferimenti temporanei delle attività. Confidiamo che per il completamento della procedura avremo una localizzazione definitiva.  Sicuramente, mi preme sottolinearlo, verrà individuato uno spazio facilmente accessibile ed riconoscibile, come già oggi avviene in ogni ospedale per nostra tradizione con la Cappella. La ASL Roma 1 vuole essere una azienda sensibile e attenta agli aspetti legati all’accoglienza e al benessere psicofisico, che deriva dal prendersi cura delle persone anche nei loro bisogni spirituali”.

Dalle buone intenzioni di Asl e tavolo interreligioso prende le distanze per il momento il presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, Flavio Mangione che, pure, fa parte del comitato d’onore : “l’attuale politica dell’Ordine di Roma – ci risponde – come del CNA è quella di non favorire se non eliminare i concorsi di idee perchè troppo spesso si basano sullo sfruttamento gratuito delle competenze dei professionisti che vi partecipano. Una delle condizioni per rendere quanto meno accettabile un concorso di idee è quella che abbia la copertura finanziaria per la realizzazione esecutiva del progetto”.

Francesca Cusumano

13 settembre 2018

 

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