Kelvin e William: amicizia e diversità, gli ingredienti principali di “In cammino…Catering migrante”

In cammino catering migrante

Kelvin è nato in Nigeria trent’anni fa ma da poco più di un anno abita a Roma, città che lo ha accolto “a braccia aperte” e dove è arrivato dopo un lungo viaggio attraverso l’Africa e il Mediterraneo. Ha uno sguardo timido, occhi scuri e un sorriso dolce e malinconico, si dichiara un grande tifoso del Barcellona e un amante della pittura. Il suo italiano è ancora traballante, ma con l’aiuto di William, il suo nuovo amico e collega insieme al quale fa parte del progetto “in cammino…Catering migrante”, ci racconta la sua storia.

Mi sono laureato da poco in economia e commercio nel mio paese ma la guerra e i conflitti interni mi hanno costretto a fuggire e lasciare la mia famiglia in Nigeria. Il mio viaggio è iniziato in Libia dove ho lavorato tre mesi in un’azienda raccogliendo pomodori sotto lo stretto controllo di uomini armati. Durante quel periodo non ho mai ricevuto nessuno stipendio da loro ma quando l’azienda ha chiuso mi hanno pagato un posto all’interno di un barcone diretto in Italia, con me c’erano altre 175 persone.”

Kelvin In cammino catering migrante

Così Kelvin è arrivato prima in Sicilia e poi a Roma, al centro di accoglienza di Torre Maura dove ha iniziato a seguire un corso d’italiano e a fare amicizia con altri suoi connazionali. Una realtà ben diversa da quella vissuta dal suo collega e amico William che dieci anni fa è arrivato dalla Colombia in Italia con un volo diretto a Roma e una laurea in amministrazione aziendale e alberghiera in tasca. “Quando sono atterrato in Italia è arrivata la delusione perché la mia laurea non era riconosciuta qui. Purtroppo non ci sono accordi tra la Colombia e l’Italia e avrei dovuto iniziare a studiare di nuovo, ma non potevo permettermelo, così ho dovuto iniziare subito a cercare lavoro in altri settori.”

William, decide quindi di cominciare a frequentare ogni domenica volontariamente la Parrocchia di Santa Lucia dove si propone come cuoco sudamericano, una delle sue passioni. “È un posto dove spesso gli stranieri vanno non solo per cucinare o mangiare ma anche per cercare lavoro. Infatti, è proprio lì che ho conosciuto Gaia Mormina, ideatrice e curatrice del progetto di inclusione “In Cammino… Catering migrante”, che mi ha parlato del corso”.

Un corso che gli ha permesso di imparare a cucinare tanti piatti tipici di altri paesi del mondo e dove la sua Bandeja Paisa è diventato un must tra le sue ricette. “È un piatto che ho imparato a cucinare in Colombia, anche nel mio paese avevo lavorato come cuoco anche se in realtà il lavoro dei miei sogni sarebbe fare l’avvocato, come mio padre.”

Quando parla del suo primo lavoro in Italia William si mette a ridere. “Mi hanno chiamato per fare il barista in una pizzeria e anche se era un lavoro che non avevo mai fatto non potevo rifiutarlo perché mi servivano i soldi. Ogni notte prima di dormire guardavo i tutorial su YouTube per imparare il mestiere. Poi con il tempo i proprietari del locale mi hanno insegnato anche a preparare la pizza.”

“E la fa molto buona!”, aggiunge Kelvin che come ricetta invece ci propone il Nigerian Fried Rice, un piatto molto ricco e gustoso che ha come ingredienti principali la carne, le uova, il riso, le carote, i fagioli e i piselli. “Mia madre mi ha insegnato a prepararlo da piccolo e da allora non ho mai smesso di cucinarlo perché mi porta dei bei ricordi. La cucina insieme alla pittura sono due grandi passioni che coltivo da quando ero un bambino,” spiega mentre apre il suo zaino e chiede, “ho qui i miei acquarelli, vuoi vederli?”.

Ritratti di donne a matita, paesaggi colorati e perfino una caricatura di Papa Francesco sono alcuni dei dipinti che Kelvin mostra con orgoglio. “Dipingere mi rilassa tanto e in un futuro mi piacerebbe fare un corso per migliorare la tecnica, anche se comunque il mio sogno rimane quello di aprire un mio ristorante in Nigeria e fare il cuoco, soprattutto adesso che grazie al corso di cucina che sto seguendo sono migliorato tantissimo ai fornelli.”

Un’opinione condivisa anche dal suo collega e amico William secondo il quale Colombia e Nigeria non erano mai stata così vicine e grazie al progetto “In Cammino… Catering migrante” entrambi hanno avuto l’opportunità di crescere e mettere le loro qualità a disposizione di altre comunità.

Cristina Diaz
(12 settembre 2018)

Ricetta della Bandeja Paisa

  • 3 tazze di fagioli o di grandi dimensioni
  • 800 g di carne macinata
  • 500 g di pancetta
  • 6 uova
  • banane da cuocere dolci
  • 4 grosse cipolle
  • 4 pomodori
  • Cilantro (coriandolo)
  • Olio
  • 3 tazze di farina di mais cotto
  • sale

Preparazione

Mettere a bagno i fagioli in acqua per coprire la notte prima della cottura. Cuocere i fagioli nella stessa acqua con metà dell’olio. Quando sono morbidi, aggiungere il sale. Nel frattempo, soffriggere la carne macinata in olio a fuoco medio alto, aggiungere la metà la cipolla e il pomodoro e mescolare bene. Tagliate la pancetta a pezzetti e la carne di maiale. Mescolare in una padella e cuocere per 10 minuti. Quando i fagioli sono teneri, aggiungere lo stufato rimasto e cuocere per 10 minuti. Poi in una padella, mettere l’olio per friggere le banane o tostones dolci e uova. Servite in vassoi con riso, avocado e arepas.

Ricetta del Nigerian Fried Chicken

  • Riso 400 gr
  • Carne di manzo o pollo 400 gr
  • Pomodori 4
  • Zucchine 2
  • Carote 2
  • Olio 4 cucchiai da tavola
  • Sale q.b.

Preparazione

Lessate del riso bianco e mettetelo da parte. In un’altra casseruola soffriggere la carne a cubetti, la verdura, le cipolle e le spezie. Prendere una casseruola ed aggiungere un po’ di olio. Unite una tazza circa di riso ed un po’ di condimento. Mescolare il tutto e ripetere l’operazione fino a che il riso fritto non sia pronto.

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