Centro Astalli 3 ottobre: un albero per non dimenticare

Celebriamo operatori, volontari, cittadini che non vogliono vivere in una società chiusa e impaurita, e hanno il coraggio di aprire le porte

Questo corpo assetato e stanco forse non arriverà fino all’acqua del mare. Non so ancora quale sogno mi riserverà il destino, ma promettimi, Dio, che non lascerai finisca la primavera. Giardiniere, apri la porta del giardino; io non sono un ladro di fiori, io stesso mi sono fatto rosa, non vado in cerca di un fiore qualsiasi” .

Franck e sua figlia Michelle

Franck Tayodjo, rifugiato proveniente dal Camerun, ha gli occhi lucidi quando termina di leggere la poesia scelta nel taccuino di Zaher Rezai  un bambino afghano, trovato morto a Mestre l’11 dicembre del 2008, schiacciato dal Tir sotto cui si era nascosto per fuggire dal suo paese e arrivare in Europa.

Il 3 ottobre è la giornata nazionale della Memoria e dell’Accoglienza  che ricorda la strage del 2013, quando morirono affogati 368 migranti eritrei nel naufragio davanti all’isola di Lampedusa . Una giornata secondo gli operatori del Centro Astalli – “vuole ricordare lo sterminio silenzioso e spesso invisibile che si consuma nel Canale di Sicilia e sulle rotte di terra percorse da popoli in fuga da persecuzioni , deportazioni, prigionia, guerre e miseria e tutti coloro che ai migranti offrono accoglienza e protezione”.

Un’immagine del giardino di Piazza Bernini durante la cerimonia

Franck Tayodjo, nel suo paese, il Camerun, faceva il giornalista. Ma in Camerun, dove tra qualche giorno si svolgeranno le elezioni – spiega a margine della cerimonia –  non c’è la libertà di scrivere quello che pensi o i fatti a cui assisti. Le cose che scrivi le devi tenere per te, come in un diario segreto perché se le pubblichi, vieni arrestato e magari anche torturato. La gente il 7 ottobre – continua – voterà per il dittatore che è al potere dall’82, Paul Biya,  perché in queste settimane precedenti verranno distribuiti alle famiglie un po’ di sacchi di riso  per tenere tutti tranquilli e comprare quei voti. Le proteste di quanti vorrebbero ribellarsi  ormai non hanno più alcun effetto  sulla politica del governo  – continua  Franck – ma vengono comunque soffocate con la violenza”.  In Italia Franck si è salvato, è stato accolto al centro Astalli di San Saba dove ancora oggi collabora  e ha una figlia Michelle che studia all’università.

Il prof. Fantera con la sua classe del liceo Morgagni

Il centro dei gesuiti ha voluto celebrare in contemporanea la giornata della memoria a Trento, Vicenza, Padova, Palermo, Catania, Grumo Nevano in provincia di Napoli e Roma dove nel giardino di  piazza Bernini a San Saba  è stato piantato un albero “simbolo dell’impegno della comunità a ritagliare uno spazio di cura della memoria e dell’accoglienza nei luoghi dove si abita. Uno spazio che può crescere e diventare nel tempo più bello. Un luogo dove ciascuno nel proprio linguaggio, può formulare un pensiero o una preghiera individuale, ma può anche incontrare chi gli vive vicino”.

Il presidente dell’associazione Centro Astalli, Camillo Ripamonti e monsignor Gianrico Ruzza

Alla cerimonia per ricordare la tragedia del 3 ottobre numerosi  sono stati gli interventi istituzionali: dal presidente dell’Associazione Centro Astalli, Camillo Ripamonti  “padrone di casa”, alla presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi, al capogruppo del pd in giunta, Giulio Pelonzi, a Fabrizio Fantera, figlio di Bruno, dichiarato “giusto tra le nazioni” da Israele nel 2008 per aver salvato la vita della famiglia Moscati nascondendo in casa  padre, madre e due ragazzi dal 17 ottobre 1943 fino alla liberazione del 4 giugno 1944. Fanera che insegna al liceo Morgagni,  ha voluto testimoniare con la sua presenza quanto sia reale l’integrazione del  territorio con la realtà del centro Astalli per i rifugiati . “I bambini della scuola Franchetti  – ha detto – vanno tutti i giorni a giocare nei campi sportivi dove sorge il Centro Astalli che ospita i rifugiati in un’atmosfera di grande serenità”. A conclusione della cerimonia le parole di monsignor Gianrico Ruzza che ha voluto sottolineare ancora una volta il ”dovere dell’accoglienza” che deve contraddistinguere chiunque  si definisca cristiano.

Francesca Cusumano
(3 ottobre 2018)

Leggi anche:

Il ricordo della strage del 3 ottobre è rimasto nella memoria di tutti

Vite in viaggio ricordando il 3 ottobre