Marina Penciu: dal cuore di Roma al Nato Defence College

Marina PenciuLa mia giornata inizia in Accademia con un bună dimineața, buongiorno in romeno, alla mia coinquilina. Attraverso tutta Villa Borghese e cerco di parlare un po’ in italiano con chi incontro, anche solo poche parole. Arrivata al Nato Defence College, mi immergo in un ambiente cosmopolita, dove tutti parliamo inglese, ma ci salutiamo nelle varie lingue: buongiorno, hallo, bonjour”.

Così inizia la giornata di Marina Penciu, giovane ricercatrice dottoranda romena, ospite in qualità di borsista presso l’Accademia di Romania.

Doina Marina Penciu

“Mi chiamo Doina Marina Penciu. Doina è un nome speciale per la cultura romena, una parola parte del patrimonio Unesco, che si rifà a un canto lirico e solenne, fondamentale nella nostra tradizione. Il nome è stato scelto da mia madre, così in famiglia mi chiamano Doina, ma con gli amici preferisco Marina, un nome poco usato da noi. È stato buffo perché quando il mio fidanzato ha conosciuto i miei genitori, loro mi chiamavano Doina e lui Marina”.

Marina PenciuMarina è ritornata a Roma quest’anno. “Roma era la mia città preferita prima ancora di arrivare. Ci sono già stata nel 2016 per tre mesi con una borsa di studio diversa, ma anche come turista con il mio fidanzato e i miei amici”. Ogni mattina attraversa la capitale per andare da Valle Giulia, la valle delle accademie di molti paesi europei e non solo, fino al Nato Defence College, vicino la cittadella militare della Cecchignola: un’ora e mezza prendendo due metropolitane e un autobus dopo aver attraversato Villa Borghese. Una lunga traversata per poi immergersi nella ricerca e lo studio di testi per ultimare il suo progetto di tesi di dottorato “Questo è il mio ultimo anno. La mia ricerca è incentrata sul ruolo dell’assemblea parlamentare della NATO nel processo di integrazione dei paesi ex-comunisti dell’Europa centrale e orientale. La biblioteca del collegio e l’archivio del Centro Studi Americani, ricco di documenti declassificati, ossia quei documenti svincolati dal segreto di stato e non più top-secret, sono i luoghi più interessanti per la mia ricerca”.

Marina e la sua ricerca: da Bucarest a Roma

Marina, classe 1990, è nata un anno dopo la caduta del muro di Berlino “non ho vissuto il comunismo se non attraverso le storie dei miei genitori. Io ho quattro fratelli maschi, tutti più grandi di me, e mio padre mi raccontava sempre di quanto fosse difficile durante il comunismo trovare anche i prodotti per il vivere quotidiano.  La situazione è poi migliorata, anche se ancora ci sono disomogeneità fra l’Est e l’Ovest analogamente a quanto accade tra il Nord e Sud dell’Italia. Si avverte ancora l’effetto della transizione”.

La mia città di origine è Tecuci, ha circa 40 mila abitanti, è nel distretto di Galați della Moldavia a 230 km a est da Bucarest”. Nel 2008 Marina si trasferisce nella capitale per frequentare la facoltà di Storia e specializzarsi poi in “Relazioni internazionali e studi europei”. “Sono stata fortunata, perché ho iniziato l’università dopo l’ingresso della Romania nella Comunità Europea (1 gennaio 2007) e questo ha dato al mio percorso accademico, incentrato proprio sulle relazioni internazionali, delle opportunità in più con la possibilità di poter studiare liberamente in Europa”. Per mantenersi agli studi e continuare ad approfondire il suo campo di interesse, Marina ha lavorato prima presso il Museo Nazionale di Storia, poi per l’ONG, Policy Center for Roma and Minorities: PCRM. Dopo la laurea e la specializzazione inizia il dottorato di ricerca in Storia Contemporanea incentrato sull’espansione della NATO nell’Europa Centrale e Orientale. La borsa di studio, intitolata all’archeologo Vasile Pârvan, uno dei padri dell’Accademia di Romania, è arrivata come un’importante conquista per poter ultimare il suo dottorato. “Quando ho visto l’annuncio di questa borsa di studio ho deciso di partecipare”. In soli 3 mesi Marina ha imparato a parlare un italiano senza inflessioni e con un ricco vocabolario di termini: “confesso che mi ha aiutato molto ascoltare la Radio italiana”. Per accedere alla selezione della borsa occorreva un livello B2, che ha ampiamente superato.

Marina e il futuro

La determinazione e il senso di responsabilità sono caratteristiche forti dell’indole di Marina che vuole ultimare al più presto il suo dottorato, cogliendo al massimo le potenzialità del vivere a Roma “alterno i giorni al Collegio con la ricerca testi presso due altre importanti biblioteche preziose per i miei studi: quella dell’Istituto Affari Internazionali e la Biblioteca della Storia moderna e contemporanea”.
E il futuro?Mi piacerebbe rimanere a Roma, ma penso sempre una cosa alla volta. Per ora nel weekend ne assaporo la bellezza e le pasticcerie. Adoro i dolci con la ricotta: ho scoperto una cannoleria, si chiama proprio così, non lontana da San Giovanni in Laterano.  E poi Roma ha una luce speciale, per me è tutta bella”.

Silvia Costantini
(21 febbraio 2018)

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