Dal 12.03: le attività di Sport Senza Frontiere durante COVID-19

L’emergenza coronavirus ha in pochi giorni stravolto le nostre abitudini di vita. Le misure restrittive messe in campo per fronteggiare la pandemia hanno comportato anche la sospensione o la rimodulazione di molti servizi fondamentali di assistenza. Per questo la ONLUS Sport Senza Frontiere, nella persona del suo presidente Alessandro Tappa, ha lanciato un comunicato in cui espone le azioni di sostegno portate avanti per non lasciare soli i propri utenti:

Oggi lo Sport è fermo, ma noi di Sport Senza Frontiere non possiamo fermarci.
In questo momento emergenziale abbiamo elaborato azioni straordinarie a sostegno dei bambini beneficiari del nostro progetto che aiutiamo attraverso lo sport e delle loro famiglie. Ora tutti loro, più che mai, hanno bisogno di noi.
Ecco quindi le attività che in questi giorni abbiamo messo a punto e che stiamo già applicando:

1) Le famiglie che seguiamo appartengono alle fasce più vulnerabili della popolazione e molte di loro, in questo momento, hanno ulteriori difficoltà di accesso al Sistema Sanitario Nazionale nonché alle norme straordinarie di sostegno varate dal Governo; con i nostri operatori lavoriamo per informarli e assisterli in questo difficile momento.

2) Diffondiamo e spieghiamo alle famiglie le norme di prevenzione del contagio disposte dal Ministero della Salute fornendo anche ai bambini video e tutorial che li aiutano a capire cosa sta accadendo e come comportarsi.

3) Stiamo intensificando il counseling psicologico, rafforzandolo soprattutto per i casi più critici, sempre nel rispetto delle norme del decreto legge.

4) Con la collaborazione dei tecnici e degli allenatori della nostra rete solidale di ASD, realizziamo piccoli video di esercizi da fare a casa per mantenere attivi i nostri bambini facendoli anche divertire.

5) Aiutiamo i nostri bambini con i compiti scolastici e in collaborazione con CISCO Italia forniamo ai nostri educatori, insegnanti volontari e alle famiglie beneficiarie degli strumenti digitali per delle lezioni di gruppo in remoto

6) In collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata Facoltà di medicina e chirurgia, dipartimento Bio-medicina e prevenzione con la quale è in essere un protocollo relativo allo screening sanitario dei beneficiari inseriti nei nostri programmi, stiamo diffondendo ai bambini e alle famiglie le linee guida per una sana alimentazione particolarmente attenta a rafforzare il sistema immunitario.

7) In collaborazione con l’Università Cattolica di Milano – Dipartimento di Alta Psicologia, continuiamo a lavorare sulla valutazione di impatto del progetto con gli indici di valutazione che si avvalgono di due strumenti: interviste e questionari ai beneficiari, ora solo via telefono.

In questo momento in cui #restiamoacasa non dobbiamo rischiare di chiuderci ad occuparci solo del nostro “piccolo orticello”. Non dimentichiamoci di chi lotta da sempre contro l’emarginazione e che ora rischia ancora di più l’isolamento. La solidarietà non può fermarsi, perché chi aveva bisogno di noi prima, ha ora ancora più bisogno del nostro sostegno.
Se #restiamouniti, come lo sport ci insegna, le difficoltà si superano meglio.

La storia di Sport Senza Frontiere

Il primo nucleo del progetto nasce all’interno dell’Athlion Roma Pentathlon Moderno una società sportiva che da 25 anni opera nel settore sportivo ed educativo che fu fondata dall’attuale presidente della Onlus.
Nel dicembre 2009 la S.S.D. Athlion Roma Pentathlon Moderno organizza in collaborazione con Contrasto, Reuters e la Comunità di Sant’Egidio il primo evento di raccolta fondi tramite l’organizzazione di una mostra fotografica sullo sport e la successiva vendita all’asta delle foto.
Con i proventi dell’asta infatti prende avvio il “Progetto Sport Senza Frontiere”, un’iniziativa per l’integrazione sociale e il diritto allo sport, rivolto ai minori in condizioni di disagio residenti nella periferia nord di Roma.
Da questo momento in poi inizia la storia di Sport Senza Frontiere che nel 2011 diventa ONLUS. Da quell’anno, con passione e competenza, aiuta minori in difficoltà utilizzando lo Sport come strumento di inclusione sociale operando in diversi quartieri a rischio di Napoli, Roma, Milano, Torino, Bergamo e Trento. Al momento sono circa 400 i bambini e i ragazzi seguiti.