Rugby, Italia ancora ko al 6 Nazioni

 

Sergio Parisse placcato dalla difesa gallese

 

Terza sconfitta in altrettante gare per l’Italia al 6 Nazioni. Dopo l’Irlanda, ieri sabato 26 febbraio, anche il Galles ha espugnato il Flaminio, con il punteggio di 16-24.

E dire che l’Italia è anche partita bene, con la meta dell’italo-argentino Gonzalo Canale, che porta il punteggio sul 5-3. Il Galles accelera e realizza due mete, cui gli Azzurri rispondono solo con altrettanti calci piazzati di Bergamasco e il primo tempo si chiude 11-21 per gli ospiti.

Nella ripresa l’Italia rientra in corsa con la meta di un altro elemento della folta colonia di italo-argentini, Sergio Parisse, ma il calcio piazzato di Hook a 6’ dalla fine porta il punteggio sul 16-24 finale, un deciso passo avanti rispetto alla figuraccia rimediata in terra inglese. Ora rimangono ancora due partite, con la Francia in casa e, soprattutto, lo scontro diretto in trasferta con l’altra cenerentola del torneo, la Scozia, anch’essa ferma a zero punti. L’obiettivo è evitare il cucchiaio di legno, poco ambito premio che va all’ultima classificata del torneo. Il Galles resta in corsa per la vittoria finale anche se l’Inghilterra è ancora avanti di due punti.

Ma non è solo il risultato sportivo a rendere felici i tifosi gallesi, giunti in massa a Roma, ben contenti di intrattenersi bevendo una o più birre tra gli stand del “terzo tempo Peroni”. “L’organizzazione della partita è molto diversa da come avviene da noi, qui è stato tutto ben gestito, con molti stand e aree di accoglienza”, afferma Sally Jones, una signora giunta con un folto gruppo di amiche e rispettivi consorti. Ed ammette anche che “il Galles è stato fortunato oggi”. Non è la loro prima trasferta, avevano già seguito la nazionale in Scozia. Ci invita a seguire sempre più con passione questo sport che, nonostante sia radicato ormai da tempo nelle culture dei paesi anglosassoni, si sta diffondendo in Italia solo da pochi anni.

 

Sally Jones (al centro con la sciarpa viola) e il suo gruppo

Sulla stessa linea d’onda un gruppo di ragazzi, età compresa tra i 24 e i 28 anni: “il rugby è imprescindibile dalla nostra cultura. Lo seguiamo tutti perché lo  pratichiamo nelle scuole fin da ragazzini, è uno sport di gruppo, che crea coesione”. Ma notano che anche la tifoseria italiana è molto calorosa, alla stregua del pubblico gallese. Affermano, infatti, con sincerità come “la nazionale Italiana sia cresciuta molto negli ultimi anni, e con essa anche il suo pubblico”. È la prima trasferta alla quale decidono di partecipare, hanno pagato il biglietto 55 euro cogliendo l’occasione per intraprendere un viaggio turistico a Roma.

Diversa l’opzione scelta da  Richard e Michelle Wilson, coppia sulla quarantina che ha acquistato un pacchetto comprensivo di viaggio, pernottamento e biglietto per la partita. Michelle  indossa un cerchietto a forma di girasole che le incornicia il volto e sorridente spiega: “il rugby è una religione , lo si respira nell’aria”. Richard nota: “in Italia, a differenza di qualche anno fa, non è più una moda seguire il rugby, i tifosi azzurri stanno maturando molto sotto il profilo della competenza  tecnica”.

Luisa Leoncavallo e Gabriele Santoro
(27 febbraio 2011)