America in pista

Richard Bryan (il primo a sinistra)

Ben 10 piste su 24 vengono occupate ogni mercoledì sera dai rappresentanti dell’ambasciata americana al Centro Brunswick Bowling di Roma, in via dell’Acqua Acetosa 10. Si tratta di un torneo settimanale che si svolge da  settembre a maggio e coinvolge diverse fasce di partecipanti a seconda del giorno della settimana.

Il team dell’ambasciata viene a giocare a Bowling in questo centro da ormai 6 anni, ragione per cui sono  molto affiatati tra loro, legati non soltanto dal vincolo lavorativo. Lo dimostra il fatto che tra le piste si respira un clima di familiarità e di lealtà reciproca. Non v’è, difatti, una competizione sfrenata in questo torneo, bensì molta tranquillità nel giocare e un desiderio di concedersi completamente allo svago.

Nato a New York, il bowling è un gioco abbastanza semplice, consiste nel far cadere il maggior numero di birilli, su un totale di 10, con una boccia che, entro certi limiti, è possibile personalizzare nel peso. Apparentemente rozzo, il gioco si è evoluto fino a diventare uno sport a tutti gli effetti, alla stregua degli altri, anzi, con in più una  peculiarità, quella di essere caratterizzato da un’ambivalenza che lo rende allo stesso tempo sia uno sport di squadra che individuale. “Qui contano sia la bravura e  la tecnica del singolo, ma anche e soprattutto la spinta motivazionale portata avanti dal gruppo”. Questo è quello che afferma Richard Bryan,  proveniente dal nord est degli Stati Uniti e appassionato di questo sport fin da piccolo. “Fu grazie ai miei genitori che incominciai a giocare a bowling, avevo appena 7 anni, e da quel momento non ho più smesso”.

Richard vive in Italia con la famiglia ormai da 15 anni. Ogni mercoledì  si riunisce al Brunswick con i colleghi/compagni di squadra, ma soprattutto amici per giocare il suo torneo e trascorrere una serata diversa all’insegna del divertimento e della sana competizione. “E’ un’occasione per passare del tempo insieme e rilassarsi, coltivando anche la propria passione”. Ma le squadre non sono formate esclusivamente da americani, può capitare che ci siano anche giocatori italiani e svedesi. In tal caso, c’è assoluta omogeneità e non vi sono patriottismi di alcun genere: nonostante il bowling sia uno sport tipicamente americano, ciò non sembra intimidire svedesi o  italiani, né tantomeno i  filippini, i quali partecipano anch’essi ad un torneo, ma sono soliti riunirsi di lunedì.

Come Richard, quasi ogni giocatore è munito di proprie scarpette da bowling e qualcuno possiede anche una boccia personalizzata “il team dell’ambasciata americana, così come tutte le altre squadre, gode di alcune convenzioni e  promozioni offerte dal centro” spiega  Richard “non è uno sport per ricchi: le bocce possono costare da 20 a 200 euro ”. Ma il loro livello di gioco, afferma Richard è del tutto amatoriale, “i veri professionisti si trovano alle ultime piste”.

E’ interessante notare come nel bowling il target dei giocatori vari per sesso ed età: non solo uomini,  ma anche donne e adolescenti possono essere parte integrante, se non fondante, di una stessa squadra.

Luisa Leoncavallo
(24 marzo 2011)