Il Brasile non delude, battuti Congo e maltempo

 

Curiosa coincidenza tra fine della partita e della pioggia
Si è disputata domenica 22 maggio alle 17 allo stadio della Spes Artiglio, nei pressi della stazione Tiburtina, la sfida tra Brasile e Repubblica Democratica del Congo, valida per la prima giornata del girone C del Mundialido 2011. La formazione sudamericana si impone per 1-0 portandosi in testa al girone, grazie al pareggio tra Camerun e Spagna per 1-1.

A dispetto di nome e palmares, è il Congo a fare la partita. Sotto una pioggia scrosciante gli africani, decisamente più fisici, riescono ad impensierire più volte la retroguardia carioca, con scambi in velocità tra le punte. Ma di vere occasioni da gol non se ne contano. Con il passare dei minuti è però il Brasile a prendere in mano la gara e allo scadere del primo tempo i verde-oro si portano in vantaggio al termine di una bella azione corale.

Nella ripresa è sempre il Congo a gestire la palla, ma forse per il grande sforzo del primo tempo cala di intensità, lasciando campo ai brasiliani, sempre pericolosi sulla fascia sinistra e spreconi in due occasioni davanti alla porta. Finisce sull’1-0 la seconda sfida – in ordine temporale – di quello che si prospetta come il girone più interessante ed equilibrato del torneo, visto anche il valore di Camerun, terzo nell’ultima edizione, e dei ragazzi Erasmus della Spagna.

Se la pioggia ha probabilmente condizionato l’andamento della gara, non ha di certo avuto lo stesso effetto sul morale dei tifosi, pronti a ripararsi nel bar alle spalle della tribuna e consumare numerose bottiglie di birra nostrana.

Notevole il sodalizio venutosi a creare tra tifoserie africane, favorito dal calendario che ha visto il Camerun precedere la gara del Congo e il Senegal protagonista della gara successiva – vinta 4-0 sull’Italia. Il risultato negativo non ha avuto ripercussioni sull’aria di festa, con un tifoso che scherzando dice di tifare contro la sua squadra perché “non convocato”. Al riparo sotto un ombrellone non mancano lezioni storico-geografiche ad italiani in cerca di capire quale dei due Congo sia sceso in campo: “l’ex Zaire, ora chiamato, Repubblica Democratica, ma solo di nome. Da noi quel vocabolo nemmeno esiste”. Altri invece lamentano le dimensioni ridotte del terreno di gioco, che di fatto sembra più un campo da calciotto.

Nessuna traccia invece di tifosi brasiliani, con la squadra che ha comunque avuto il sostegno di supporters occasionali, principalmente italiani, attratti dalla magia calcistica che quel nome riesce sempre ad evocare.

Gabriele Santoro(24 maggio 2011)