IILA presenta i grandi autori sudamericani under40

il poeta cileno Mario Meléndez e la scrittrice messicana Guadalupe Nettel

Quattro scrittori di fama mondiale, accomunati dall’essere sud americani e con un’età inferiore ai quarant’anni: gli argentini Matías Néspolo e Samanta Schweblin, Guadalupe Nettel di origine messicana e il poeta cileno Mario Meléndez. A loro l’Istituto Italo-Latino Americano ha dedicato, venerdì 7 dicembre, un’incontro nella sede di via Paisiello nell’ambito dell’edizione 2012 della fiera nazionale della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi.

Privati dei padri dai regimi “La scoperta della letteratura latino-americana è avvenuta in Europa di recente e con un impeto che, per quanto positivo, ha unificato sotto un unica etichetta tradizioni letterarie di paesi vasti territorialmente e differenti storicamente” sottolinea il critico e scrittore Stefano Gallerani. La letteratura latino americana sembra così poggiare sopra le spalle di pochi padri, “durante gli anni 70 a causa delle difficili condizioni politiche e sociali i miei coetani sud americani non hanno avuto la possibilità di confrontarsi e scontrarsi con i grandi autori delle loro terre. Come avessero solo dei grandi nonni”. “La dittatura in quegli anni ha censurato libri e autori che tutto il mondo ammirava, da Pablo Neruda a Violeta Parra” sottolinea il poeta cileno Mario  Meléndez.

Non solo sud americani ma autori del mondo Ma i giovani autori non sembrano soffrire tale assenza, come sottolinea Guadalupe essi sono inseriti ormai in un mondo globale il confronto con la propria terra avviene su altri fronti e spesso i modelli di riferimento non sono necessariamente legati alle origini geografiche. Diverso è il legame con la storia politica e sociale che invece alimenta tutto il loro prodotto artistico, diventando portavoce di un fermento che solo grazie al cambiamento sociale ha potuto trovare voce, o meglio inchiostro. E ne sono testimonianza i versi pieni di stridenti assonanze e suggestioni ironiche del poeta cileno Mario Mendelez, il più invischiato.

da sinistra: gli scrittori argentini Samanta Schweblin e Matìas Nespolo, il critico italiano Stefano Gallerani, Sylvia Beatriz Irrazábal Duarte segretario culturale dell’IILA, il poeta cileno Mario Meléndez e la scrittrice messicana Guadalupe Nettel

Contaminazione e confronto Tale contaminazione internazionale si rintraccia nell’opera di Matías Néspolo, Sette modi per ammazzare un gatto, che sta approdando di paese in paese, raccogliendo grande riconoscimenti. Racconto ambientato in una Buenos Aires violenta del 2001 dove un libro come Moby Dick rappresenta àncora e stimolo per uno dei giovani protagonisti che fa slalom tra le dure leggi del barrio. Il testo originale di Sette modi per ammazzare un gatto è scritto in lunfardo, lo spagnolo parlato nelle zone di Buenos Aires e Montevideo, che connota il gergo dei giovani emarginati della capitale.

“Molti di noi vive all’estero” spiega Matías Néspolo che attualmente vive a Barcellona. “Tale fenomeno coinvolge tutti gli scrittori in generale e non solo quelli sud americani, imprimendo una svolta alla letteratura del Paese d’origine anche grazie al fenomeno della globalizzazione.” Distanza che a volte non è esente dal senso di colpa come sottolinea l’autrice dei romanzi El huésped e El cuerpo en que nací – pubblicati dalla casa editrice Anagrama – Guadalupe Nettel,  che però non dimentica che “la letteratura è oltre la patria.”

Una letteratura libera Questi quattro autori si muovono nella scrittura con una maturità piena, hanno interi capitoli da scrivere su un passato che ancora non è completamente uscito allo scoperto, in un presente che permette di rendere la loro esperienza di sud americani un effetto a sorpresa dietro ogni pagina. Autori che si muovono verso un futuro dove rappresentano l’inedito. Ed è con le parole di Noam Chomsky che il poeta cileno Mario Meléndez definisce al pubblico il concetto di libertà: “concreta possibilità vitale per ogni essere umano di sviluppare appieno tutte le potenzialità, le facoltà, le doti che la natura gli ha donato, volgendole a vantaggio della società.”

M. Daniela Basile
(13 dicembre 2012)