Cinema nordico a Roma, tutto il meglio del genere noir e crime

Nordic Film Fest Roma“Cinque cinematografie che indagano i lati più oscuri delle nostre società, fornendoci chiavi di lettura inaspettate”: il Nordic Film Fest, edizione numero quattro, quest’anno si occupa di Noir/Crime. Sarà proprio la Danimarca ad aprire la rassegna (il 16 aprile alle 21) con The keeper of lost causes di Mikkel Norgaard, tratto dal bestseller dello scrittore Jussi Adler-Olsen, (tradotto in Italia col titolo La donna in gabbia), e già autore della serie noir Q. ll conosciuto protagonista, l’ispettore Carl Morck, vinto dalla vita per aver perso tutto, trova nella ricerca della verità su una donna scomparsa, il suo qualcosa per cui lottare.

Nella consueta cornice della Casa del Cinema di Roma, da giovedì 16 a domenica 19 aprile 2015, saranno dunque proiettati quattordici film, in anteprima o inediti in Italia, provenienti da Danimarca, Svezia, Finlandia, Norvegia e Islanda, più uno dedicato a Ingrid Bergman, una delle più note attrici che la Svezia ha avuto, a 100 anni dalla sua nascita. Più cortometraggi, documentari e video arte “per un totale di 50 ore di cinema nordico”, in lingua originale con sottotitoli in italiano, a ingresso libero e con la partecipazione di registi, attori e produttori.

“Il cinema danese è in un periodo di grande fioritura”, commenta l’ambasciatore di Danimarca Birger Riis Jorgensen, “grazie al grande lavoro di scuole e istituti di cinema”. Il Paese nell’ultimo anno si è contraddistinto in molte serie noir divenute famose anche in Italia, come The Bridge e The Killing, “e molti attori danesi sono oggi presenti in grandi film, come Jesper Christensen nel ruolo dell’antagonista del nuovo 007 appena girato a Roma”. Il thriller psicologico The hour of the lynx di Soren Kragh-Jacobsen (18 aprile alle 17), tra i primi firmatari di Dogma, su un ragazzo orfano chiuso in un istituto psichiatrico perché ha ucciso. Lui è molto legato alla figura del “nonno che gli disse che parlare con Dio è possibile, ma solo in un determinato momento della giornata, la 25esima ora, l’ora della lince…” Un film che indaga “il mistero dei delitti ordinati da un ente superiore, che chiama dall’aldilà promettendo salvezza”.

Tra le novità di quest’anno la partecipazione del Writers Guild Italia, neo sindacato degli scrittori di cinema, tv e web, che organizzerà due masterclass sul genere crime e noir con la partecipazione di sceneggiatori dai paesi nordici; e “l’espansione” del festival verso altre città italiane: il 24 e 25 aprile il NordicFF sarà a Bologna in formato sintesi, poi viaggerà a Milano dal 2 al 5 giugno, di nuovo a Roma in una “summer edition”, sull’Isola del Cinema, quando ogni giovedì di luglio in programmazione ci sarà un film nordico; infine dal 30 settembre al 3 ottobre sarà presente durante il Terra di Siena Fest.

“Noi finlandesi siamo quelli che stanno un po’ più fuori dal genere”, dice l’ambasciatore Petri Tuomi-Nikula. Solo un film, The Disciple (17 aprile alle 17) di Ulrika Bengts, vincitore al Festival del Cinema di Roma, può rientrare nel “nero”: la storia del giovane Karl che nel 1939 viene mandato su un’isola del Mar Baltico a fare l’assistente del guardiano del faro, scatenando rivalità in famiglia e facendo esplodere la tirannia dell’uomo. They have escaped di Jukka-Pekka Valkeapaa (18 aprile alle 21) è il miglior film finlandese 2015 (vincitore di quattro Jussi, gli Oscar della Finlandia) e narra la storia di un ragazzo e una ragazza che si incontrano in un centro di custodia per giovani problematici e finiscono per iniziare “una fuga senza fine”. Infine The Grump di Dome Karukoski (19 aprile alle 15) (letteralmente “colui che si offende per tutto”) è un film che, invece, di nero ha lo humour: una commedia che fa incontrare, in una improvvisa coesistenza, la testardaggine di un uomo, anziano e irascibile, con la mentalità aperta e moderna della sua figliastra. Antti Litja è stato premiato con lo Jussi come migliore attore.

Anche la Norvegia presenta i suoi tre film, puntando tutto su un unico regista (e scrittore), Erik Skjoldbjerg, uno dei più importanti del contemporaneo. Ha svolto i suoi studi a Londra e poi ha debuttato nel 1997 con Insomnia, portando alla ribalta una sorta di nouvelle vogue norvegese, lavorando con Al Pacino e Robin Williams nel noto remake americano, e da allora con tanti altri, come Jessica Lange e Christina Ricci in Prozac Nation, un film mai uscito in Italia che tratta la depressione. “Lui ha un grande interesse per i lati oscuri della mente umana”, dice l’ambasciatore norvegese Bjorn Grydeland. In proiezione Pioneer (17 aprile alle 21): Mare del Nord, le autorità intendono costruire un gasdotto a 500 metri di profondità, il sommozzatore Petter è l’unico ad avere la forza di farsi carico di una delle missioni più pericolose al mondo, ma un  tragico incidente rimette in discussione tutto; e Nokas (19 aprile alle 19) basato su fatti realmente accaduti, la rapina più grande nella storia della Norvegia.

La Svezia propone tre grandi successi nazionali e internazionali, di cui due realizzati da registe. Il primo è Reunion, scritto, diretto e interpretato dalla nota artista Anna Odell (venerdì 17 alle 15), premiato in patria come miglior film del 2014 e anche a Venezia: “ai confini tra finzione e realtà l’artista, non invitata a una riunione tra compagni di scuola, realizza un film dove invece accade il contrario, poi si reca dai suoi amici di un tempo per mostrare loro il film al fine di provocare e osservare le loro reazioni che travalicano ogni ipotizzabile limite”. Stockholm stories, primo lungometraggio della regista Karin Fahlén (18 aprile alle 19) che sarà presente alla proiezione: “cinque vite che si intrecciano in alcuni giorni piovosi di novembre”. Infine Gentlemen, già presentato al Torino Film Festival, di Mikael Marcimain (19 aprile alle 21), film nominato a ben 13 Guldbagge Awards (gli Oscar stavolta svedesi) cioè “il maggior numero di nomination nei 51 anni di esistenza del premio” con l’adattamento di un romanzo del 1980 ambientato nella Stoccolma del secondo dopoguerra.

La Svezia inoltre quest’anno omaggia due grandi attrici della storia del suo cinema. Il 19 aprile sarà ricordata Anita Ekberg, recentemente scomparsa, durante la serata finale, mentre la mostra fotografica dedicata a Ingrid Bergman: 100 anni dopo (la sua nascita) sarà esposta dall’8 aprile al 23 maggio. Si divide tra i Sessantadue volti di un’attrice, per quanti sono i film in cui ha recitato, da Intermezzo, Notorius, Io ti salverò e il periodo in cui visse nella vicina cittadina di Santa Marinella negli anni ‘50, quando era compagna del regista Roberto Rossellini, “in una veste da mamma felice”.

Il regista e direttore del Circolo scandinavo Ingo Arnason ricorda la partecipazione al Festival degli artisti in residenza a Roma, a via della Lungara, nella sezione di Visual Filmaking/Video Art. Il Circolo, già partner del Festival, quest’anno compie 155 anni e nei giorni giovedì 16 (alle 15:30) e sabato 18 aprile (dalle 15 alle 19) presenterà la sua selezione di video arte.

Arnason è islandese e presenta la sezione dedicata all’ultimo paese in mostra, l’unico con due film in rassegna, ma di altissimo profilo. Life in a fishbowl di Baldvin Z (Zophonìasson), vincitore di 12 Edda (gli Oscar islandesi), è stato descritto come “il miglior film della storia islandese” dal maggior quotidiano locale. Racconta le storie di tre persone nell’Islanda prima della crisi, una madre single, un ex calciatore e uno scrittore alcolizzato. Of horses and men, opera prima della regista Benedikt Erlingsson è “un esordio brillante, con un’opera originale, divertente, strana, affascinante e sottilmente crudele, candidata islandese agli Oscar come miglior film straniero 2014. Protagonista è l’Islanda più selvaggia, una comunità che vive in una valle desolata, in cui tutti sanno tutto di tutti”.

al Rinaldi
(8 aprile 2015)