Accoglienza ed integrazione dei migranti, quali prospettive?

cartello sull'accoglienza per rifugiatiIl 30 novembre, presso la camera dei deputati di Montecitorio, si è svolto il seminario L’accoglienza e l’integrazione dei migranti secondo le buone prassi in Italia e negli Usa, organizzato da Integra Onlus.

Lucia Nuzzolini della rete Sprar spiega che in Italia molti progetti di accoglienza sono portati avanti dagli Sprar: “non si mira solo a fornire una prima accoglienza, ma abbiamo attivato 654 progetti in 500 comuni, volti all’inserimento sociale e lavorativo; ciò è possibile grazie ai tirocini lavoro ed ai molti mediatori culturali che collaborano con noi. Questo operato è importante per superare un’ottica di emergenza sia per il migrante che per la comunità che gli accoglie”.

Un discorso a parte va fatto per la delicata questione dei minori non accompagnati: “essi dovrebbero essere accolti in famiglia e non nelle varie strutture, questo darebbe modo al minore di apprendere di più e di vivere in un contesto più normale e porterebbe una riduzione dei soldi pubblici a loro destinati”. A spiegarlo è stato Marco Morganti, amministratore delegato Banca Prossima.

Il giornalista del Tg1 Franco di Mare, racconta la sua esperienza di vent’anni di attività come inviato di guerra: “tutti i rifugiati che ho incontrato, avevano la speranza di ritornare nel proprio paese di origine, alle loro case ed abitudini. Anche la paura è un elemento che accompagna tutte le guerre: molte scelte politiche dell’Italia, dell’Unione Europea e degli Usa sono dettate da questo sentimento.

Spencer Gale, del Worcester Centre, organizzazione no profit del Massachusetts, invita a guardare il fenomeno delle migrazioni con un approccio globale, migliorando il dialogo tra stati accoglienti, inoltre illustra il modello americano: “negli Usa il governo stanzia dei fondi per un numero preciso di migranti che possono essere accolti ed aiutati. Ci sono molte Onlus che si dedicano questo: comunicano tra loro e progettano insieme come operare. I fondi sono distribuiti sia per la prima accoglienza, sia per l’integrazione del migrante sulla base del bilancio delle competenze

L’incontro ha messo in luce ciò che si sta facendo e ciò che si potrebbe migliorare con un maggior dialogo tra paesi diversi e tra organi interni.

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