Rashid* è un bambino di 9 anni che frequenta la terza classe della scuola primaria. Il suo paese d’origine, il Bangladesh, è lontano, non sa individuarlo sulla cartina geografica che Mariangela, la volontaria di Piuculture che lo supporta nella conoscenza della lingua italiana, ha scovato in un angolo del magazzino della scuola, ma meravigliato osserva i tanti paesi colorati, le numerose scritte, l’azzurro di tanta acqua, “che bellezza!” esclama. Mariangela lo invita a descrivere il suo paese, a chiedere se si affacci su quell’acqua che lo incanta, se ci siano montagne, non risponde, non lo sa. È imbarazzato e allora Mariangela gli chiede se è venuto in Italia con l’aereo, si illumina e si muove con le braccia aperte imitando l’aeroplano.
Rashid arriva da un paese lontano
La cosa che l’ha più impressionato è la distanza tra il suo paese e l’Italia. “Tutta questa strada ho fatto con l’aereo?” si chiede spalancando occhioni profondi, meravigliati e alla ricerca di conferme che il suo stupore possa essere considerato favorevolmente.
È in Italia da qualche anno, ha frequentato la scuola dell’infanzia passando poi alla primaria. Il suo papà è immigrato da alcuni anni, sono di nuovo riuntiti grazie con al ricongiungimento familiare che ha creato le premesse per l’avvio di un processo di integrazione che però stenta ad attuarsi. La mamma, casalinga, non parla italiano, il papà lavora ma è fuori tutto il giorno; Rashid è il più grande di due figli ed è il primo ad inserirsi nel “nuovo mondo” lontano dalla cultura delle sue origini e dalla famiglia. Le sfide sono troppe.
Rashid e le difficoltà a scuola
Rashid ha acquisito un lessico basilare atto a soddisfare i bisogni quotidiani nell’ambito scolastico, l’unico che conosca fuori dal cerchio familiare, ma non è in grado di leggere e scrivere autonomamente una seppur breve parola italiana a meno di scandire, ripetendo più volte, una lettera per volta e talvolta utilizzando l’alfabeto illustrato per i fonemi a lui “criptici”.
A Mariangela, amareggiata, un giorno viene spontaneo coinvolgere le ragazze straniere di quarta che frequentano il Lab, parlando delle difficoltà di Rashid nell’apprendimento e delle difficoltà che incontra l’insegnante che intralciano la ricerca per una soluzione alternativa adeguata, efficace e creativa.
La soluzione arriva dal basso
Le giovani si illuminano, si attivano, propongono, producono: la volta successiva si presentano con un elaborato abecedario, ma non solo, frutto di un tracciato che le ragazze hanno appreso negli anni precedenti dalle caratteristiche uniche: fruibilità immediata per un bambino ai primi inizi scolastici, dove regole grammaticali, presenza di parole errate e scorrevolezza dei testi vengono in secondo piano difronte ad un contenuto arricchito con colori e facilitazioni grafiche, denso di spunti d’apprendimento e concepito trasversalmente nelle diverse materie didattiche. Meraviglioso! Non si può che lodare e gioire di tanta spontaneità, passione, generosità, libertà di pensiero e di agito.
Mariangela si è profondamente commossa per questo gesto di solidarietà istintiva tra bambini, una bellissima testimonianza di amore e di fratellanza nell’aiuto a chi si trova in una posizione più svantaggiata. Chapeau!
*nome di fantasia
Maria Angela Gavazzi
(8 giugno 2026)





