Programma di Refugee Week 2026 presentato al Senato

Refugee Week Italia 2026, il festival internazionale dedicato alle persone rifugiate e richiedenti asilo è stato presentato il 10 giugno al Senato della Repubblica. L’iniziativa si terrà dal 15 al 21 giugno e coinvolgerà oltre 25 città italiane con eventi diffusi. La presentazione si è tenuta nella Sala dell’Istituto Santa Maria in Aquiro, su iniziativa del senatore Ivan Scalfarotto. All’incontro hanno partecipato rappresentanti di UNHCR Italia, Second Tree, Jesuit Refugee Service, Università di Verona e BAM – Biblioteca degli Alberi Milano.

Le istituzioni e il tema della migrazione

Nel suo intervento iniziale, il senatore Scalfarotto ha ricordato il legame tra Italia e migrazione, sottolineando come molti italiani abbiano vissuto l’esperienza dell’emigrazione. Ha inoltre richiamato l’importanza della Convenzione di Ginevra del 1951, che quest’anno compie 75 anni.

Un festival diffuso in tutta Italia

Giovanni Fontana, presidente di Second Tree e coordinatore della Refugee Week Italia, ha spiegato che il festival è ormai un’iniziativa diffusa sul territorio, con circa 78 eventi distribuiti in quasi 30 città. Fontana ha sottolineato che l’obiettivo del progetto è raccontare le migrazioni in modo più completo, non limitandosi alla sola narrazione della vulnerabilità. Le persone rifugiate vengono spesso descritte solo come vittime, mentre il festival vuole mettere in evidenza anche talenti, competenze e contributi.

Il ruolo della cultura

Francesca Colombo, direttrice culturale di BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, ha evidenziato il ruolo della cultura come strumento di incontro e partecipazione. Musica, teatro, danza e arti performative possono contribuire a creare dialogo tra persone di background diversi e valorizzare la diversità come risorsa.

La testimonianza di Apollo Pach

Tra gli interventi, ha raccontato la sua esperienza Apollo Pach, ricercatore dell’Università di Verona. Nato in Sud Sudan e cresciuto come rifugiato in Kenya, è arrivato in Italia nel 2023 grazie al programma UNICORE. Durante il suo percorso di studi ha affrontato difficoltà economiche, lavorando anche come rider mentre frequentava il master. Con il supporto dell’università è riuscito a completare il percorso accademico e oggi prosegue la sua carriera di ricerca.

Il tema del coraggio

Angelo Pittaluga del Jesuit Refugee Service ha presentato il tema scelto per questa edizione della Refugee Week: il coraggio. Attraverso alcune storie raccolte nel suo lavoro, ha raccontato esperienze di persone rifugiate che continuano a costruire il proprio futuro nonostante le difficoltà. Secondo Pittaluga, è importante che la Refugee Week diventi uno spazio di ascolto delle voci dirette delle persone rifugiate.

I dati globali e la complessità del fenomeno

Filippo Ungaro, portavoce di UNHCR Italia, ha ricordato che oggi nel mondo oltre 120 milioni di persone sono costrette a fuggire da guerre, persecuzioni e violazioni dei diritti umani. Ha sottolineato la necessità di affrontare il tema delle migrazioni con strumenti adeguati e senza semplificazioni, ricordando che si tratta di un fenomeno complesso che richiede risposte articolate.  La Refugee Week si svolgerà anche a Roma con iniziative culturali e momenti di incontro aperti al pubblico, insieme agli altri eventi distribuiti nelle diverse città italiane. L’obiettivo della settimana è favorire il dialogo tra persone rifugiate e comunità locali attraverso cultura, testimonianze e partecipazione, creando spazi di conoscenza e confronto.

Maryam Barak (11 Giugno 2026)

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