
Le foto sono di Daniele Napolitano
Osama Ayyoub è il coach della palestra di pugilato dove decine di ragazzi e ragazze si allenano a Gaza. Oggi, la palestra non c’è più ma Osama continua ad allenare tutti i giorni sotto una tenda. “Non ha mai smesso di allenare i ragazzi e le ragazze a Gaza” dice Giulio Bartolini, fra i responsabili della Palestra Popolare Valerio Verbano al Tufello, la prima Palestra Popolare di Roma insieme a quella del Quarticciolo ad aderire al progetto del CISS “Boxe contro l’assedio”, un progetto con cui diverse strutture stanno entrando in contatto.
Come nasce il progetto Boxe contro l’Assedio
Oltre alle palestre di Roma fa parte del progetto “Boxe contro l’assedio” anche la Palestra Popolare di Palermo. Nel 2018 Giancarlo Bentivegna va a Gaza, conosce il coach Osama e i ragazzi che si allenano con lui. Nel 2022 l’ultima trasferta a Gaza è di Fabrizio della Palestra Popolare del Quarticciolo. Nel gennaio ’26, Giulio va a Ramallah, in Cisgiordnaia, dove i ragazzi si allenano nella palestra El Barrio.
Boxe contro l’Assedio per costruire iniseme un percorso
L’obiettivo di Boxe contro l’Assedio non è quello di andare ad insegnare agli allenatori palestinesi ma “di costruire insieme un percorso” dice Giulio, “a seconda di quelle che sono le esigenze dei ragazzi; bisognava formare gli allenatori che non potevano uscire dalla striscia”. Una palestra c’era già, l’edificio è stato sistemato con i fondi raccolti, messo in sicurezza e fornite le attrezzature. Nel 2019 segue la seconda missione.
Il progetto Gaza Boxing Women
All’inizio erano solo ragazzi. Dal 2018, molte ragazze cominciano ad allenarsi. È successo che “il coach Osama allenava le figlie nel giardino di casa, piano piano si uniscono altre ragazze, che volevano allenarsi. Anche lì, come accade in Italia, le giovani vogliono rompere lo stereotipo del pugilato come sport prettamente maschile. Sono gli anni in cui il gruppo femminile diventa importante, quasi 40 ragazze. Nel 2020 nasce il progetto Gaza Boxing Women. Ad oggi, purtroppo, alcune delle ragazze che per prime hanno intrapreso questo percorso, mancano all’appello, così come Alì Abdel Shafi, Presidente della Federazione Pugilistica Palestinese.
La Palestra Popolare e l’Irish friends of Palestine
Le palestre popolari di Roma cominciano a guardare alla Palestina ben prima del 2018. Nel 2012, la Palestra Popolare Valerio Verbano entra in contatto con l’associazione Irish Friends of Palestine che opera principalmente a Belfast. L’Irlanda, del resto, ha sempre avuto un’attenzione particolare per ciò che accadeva in Palestina, già nel 2001 c’era stata la Campagna di Solidarietà dell’Irlanda per la Palestina – Ireland Palestine Solidarity Campaign –. “Ci siamo chiesti cosa potessimo fare per gli abitanti di Gaza” racconta Giulio, “la boxe è venuta dopo, all’inizio raccoglievamo fondi per i pannelli solari perché Israele fornisce energia elettrica agli abitanti della striscia solo per 4 ore al giorno e non sai mai quando ci sarà la corrente”.
Boxe contro l’Assedio a Gaza, le varie missioni
L’ultima missione a Gaza viene organizzata nel 2022, poi tutto si blocca. “Non c’era alcuna sentore che accadesse quello che è successo” continua Giulio, “Gaza era un posto meraviglioso, era sì una prigione, ma c’era vita, negozi, ristoranti sul mare, università, ospedali. Il tutto non era privo di una serie di criticità: l’impossibilità di uscire, il check point, i militari dell’IDF armati, ma i ragazzi e le ragazze erano vogliosi di vivere e di riscatto, per noi è stata una festa continua” spiega Giulio “nel ’22, c’erano circa 100 fra ragazzi e ragazze che frequentavano la palestra; da allora, non c’è stato un giorno in cui Osama abbia fermato le attività”.
Boxe contro l’assedio e lo Shamrock and Olive Tree Boxing Project
Il progetto “Boxe contro l’assedio” non si ferma. “Mandavamo alimenti, vestiti, aiuti ad Osama e ai suoi ragazzi e ragazze, è stata realizzata una tenda nuova per allenarsi, la questione primaria però, che per noi era quella di andare, si è interrotta”.
“Dopo il ’23, eravamo in stand by” dice Giulio, “così, entriamo in contatto con la palestra St. Paul a Belfast che portava avanti lo Shamrock and Olive Tree Boxing Project, in Cisgiordania, speculare a “Boxe contro l’assedio”. La palestra El Barrio di Ramallah è la palestra dove si allena Wassem Abu Sal, il primo pugile palestinese che si sia qualificato per le Olimpiadi di Parigi.
“Abbiamo unito le forze” prosegue Giulio, “a maggio‘25 ci siamo incontrati a Roma ed abbiamo organizzato un bilaterale; ad agosto ’25 a Belfast c’è stato l’incontro di pugilato fra palestinesi e irlandesi”. Nel gennaio 2026, Giulio va a Ramallah, entra come turista. “La situazione era ancora sopportabile” racconta “appena siamo tornati è scoppiato il caos, gli attacchi dei coloni, i raid aerei”.
Boxe contro l’assedio, il trilaterale a Roma
È sempre lo Stato di Israele a decidere chi entra, ma anche chi può uscire dalla Cisgiordania, “Quelli che sono riusciti a venire in Irlanda avevano tutti il doppio passaporto, solo sei sono riusciti ad arrivare a Belfast. Oggi, abbiamo saputo che hanno ottenuto tutti il visto per venire a Roma, da Aida e da Ramallah. Complessivamente dovrebbero arrivare: da Belfast 6 pugili, una decina da Ramallah, poi ci sono italiani; in totale ci saranno 12 match. Nel gruppo ci sono anche due ragazze da Ramallah e una da Aida”.
Resistere è la parola d’ordine dei ragazzi de El Barrio
Del resto, anche a Ramallah la situazione sta peggiorando, eppure “Loro si allenano lo stesso, la cosa che più salta all’occhio è la forza di volontà che hanno, non esiste la parola resa o l’idea di mollare, loro resistono nonostante tutto. Nader, il coach di El Barrio, “ha detto che non pensa, che lavora e basta, lui è un avvocato e ora fa l’ allenatore per dare una speranza a questi ragazzi. Non è importante il match, quello che conta è che i ragazzi possano uscire dal loro paese e raccontare cosa è la Palestina e poi tornare nella loro terra”.
Boxe contro l’Assedio, il 23 maggio a Roma
Il triangolare di boxe organizzato da “Boxe contro l’assedio” sarà il 23 maggio al Parco Nomentano. Inizierà alle 15 con un dibattito fra gli ospiti, dalle 17 alle 20 si terranno 12 o 13 match a cui seguirà un concerto. Oggi sappiamo che il primo ospite del concerto è Piero Pelù. Ci sarà il pienone, l’ingresso è gratuito e saranno pertanto gradite le offerte che le persone vorranno fare, lo spazio per ospitare tutti c’è.
Livia Gorini
(11 Maggio 2026)
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