Letteratura canaria a L’Argonauta

Alla libreria L’Argonauta giovedì 2 dicembre si è svolta la presentazione di Nacaria scritto da Sabas Martin e di Le spiritiste di Telde di Luis Leon Barreto, entrambi rappresentanti dell’avanguardia letteraria canaria poco conosciuta al grande pubblico italiano.
Presente all’incontro Sabas Martin, che ha descritto le isole Canarie come terre figlie del metissage.

Letteratura Le isole Canarie sono un’unione tra Africa, America centrale e meridionale, essendo da sempre terre di emigranti e di immigrati. La letteratura e il linguaggio degli scrittori canari sono stati così influenzati nel corso dei secoli dall’esperienza del metissage, che tutt’ora si riversa in tutti i prodotti poetici: “ la letteratura di queste isole – ha spiegato Martin – si differenzia da quella del sud della Spagna perchè lontana da modelli realistici e dai soliti clichè, è letteratura poetica, onirica e di incontro tra le culture”.

Le spiritiste di Telde La storia delle influenze culturali delle isole Canarie è ripercorsa nel romanzo di Barreto. Da un fatto di cronaca nera realmente accaduto, ambientato nel 1930, l’autore traccia un percorso a ritroso di 350 anni di storia, che descrive non solo 13 generazioni della famiglia protagonista del romanzo, ma anche l’evoluzione di tutta la società canaria.

Nacaria di Sabas Martin narra, invece, di un sogno utopico dal drammatico epilogo, ambientato nella fine dell’Ottocento. I protagonisti del racconto lasciano una vita fatta di miseria per iniziare a lavorare in una fabbrica di cocciniglia, una tintura naturale, utilizzata nell’industria alimentare e tessile. Dopo la scoperta delle tinte sintetiche, la vita commerciale della zona svanisce e con essa il sogno dei protagonisti di un futuro migliore.
I fatti storici sono tutti realmente accaduti e documentati, ma il linguaggio rimane quello poetico, lirico e barocco tipico della letteratura canaria. In particolar modo il primo capitolo è paragonato dall’autore ad una sinfonia di Bach velocissima, che poi si quieta nei capitoli successivi. Un artificio stilistico che richiede un lettore attento e non superficiale “che prenda le distanze – spiega Martin – da una scrittura arida e piatta a cui la letteratura contemporanea si sta abbandonando per motivi commerciali”.

Melissa Neri
(6 Dicembre 2010)