Paraguaiani

Nella chiesa di S.Valentino ai Parioli, in viale XVII Olimpiade la domenica pomeriggio dalle 15 alla sera si riunisce un gruppo di paraguaiani. Un sacerdote paraguayano celebra la messa in spagnolo alle 16; giovedì sportello sociale, ascolto spirituale, assistenza per documenti, ecc.

Don Fabio Bartoli, parroco di S. Valentino, ci racconti com’è cominciato il rapporto coi paraguaiani? “Dieci anni fa mi scrisse un amico a cui si era rivolto un vescovo di Asunciòn che cercava un alloggio economico per un giovane sacerdote che voleva studiare a Roma. Per caso, avevo due posti letto, li ho offerti e da allora è cresciuta l’amicizia, prima con due poi con tanti altri preti-studenti che si sono alternati a casa mia. Sono loro che hanno tessuto i rapporti con i paraguaiani a Roma e hanno animato la piccola comunità”.

Quant’è piccola questa comunità? “A Roma ci saranno 500 paraguaiani, qui la domenica si ritrovano stabilmente in 30-40. Sono molti di più l’8 dicembre, quando festeggiamo la madonna Caacupé patrona nazionale. Facciamo la settimana di mango: poesia, musica, libri, cibo. Allora la comunità si allarga, si scambia notizie sul paese lontano e sulle opportunità qui in Italia. Raccogliamo fondi per l’associazione Mango onlus nata nel 2005 per sostenere famiglie povere: adozioni a distanza, costruzione di un parco giochi nella scuola di Pacheco e di abitazioni per le famiglie, ecc. Sono piccole azioni, una goccia nel mare di quel paese martoriato”.

In Italia sappiamo poco del Paraguay. Lei ci è andato? “Più volte, stimolato da questa rete di amici. Il Parguay è stato segregato da una dittatura implacabile. Due anni fa è diventato presidente un vescovo, Lugo, che sta tentando di costruire un tessuto sociale e morale nuovo, contro corrente. Su 5.702.000 paraguaiani secondo l’ UNESCO circa 1.000.000 soffre di denutrizione quasi totale; solo 2 bambini su 5 frequentano la scuola. C’è una cosa positiva che mi ha molto colpito: le razze sono così mescolate che lì non è possibile il razzismo; si può discriminare una persona perché povera, ignorante ma non per la con formazione fisica….”

incontro e messa v. Belgio 32

per informazioni Padre Antonio Romero Jarà    a_romerojara@hotmail.com

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