Crescendo insieme al Centro Islamico

Azizi Darif, impiegato del Centro Islamico

E’ arrivato a Roma come decoratore, nel 1991 quando era in pieno fermento il cantiere della Grande Moschea, oggi è il factotum del Centro islamico culturale: risponde al centralino, accoglie gli ospiti, conduce le scolaresche nelle visite guidate, all’occorrenza traduce in francese, inglese e arabo. Aziz Darif è cresciuto con la moschea, una vita intimamente intrecciata con la storia ventennale di questa grande istituzione. Inoltre è presidente della Consulta cittadina delle comunità straniere. Quando racconta di sé, Aziz si  stupisce per primo del cammino compiuto: “Una meraviglia” e gli occhi si accendono.

Studiava a Fes, in Marocco, per laurearsi in Lingua e letteratura francese e mancava un anno alla laurea (ndr. quadriennale) e giocava a calcio con un gruppo a cui prendeva parte ogni tanto un imprenditore edile, con una ditta  specializzata nelle decorazioni tipiche del Maghreb: mosaici, stucchi, legni, ottoni, vetri. “Era l’agosto del 1991 e mi era andato male un esame. Sapevo che lui aveva cantieri sparsi nel mondo, così gli chiesi se mi portava con sé per un’esperienza, magari in un paese dove parlavano francese o inglese. Al momento disse che aveva posto solo in Italia… Va bene anche Roma, risposi”.

Aziz imparò velocemente l’italiano. “Ero fresco di studi, divenni un riferimento per le maestranze analfabete, facevo da ponte con il direttore dei lavori Vittorio Gigliotti. Quando in cantiere arrivava un visitatore arabo, un ambasciatore saudita, aiutavo a tradurre”. Nel 1995 il centro venne inaugurato e il direttore Kettani, assume Aziz come usciere. Nel tempo le sue competenze aumentarono. “La moschea è una vera ricchezza per chi sa aprirsi agli altri. Si incontrano persone di tutte le provenienze, i ragazzi delle scuole, fedeli di tutte le nazionalità, posso imparare qualcosa ogni giorno. All’inizio ero un po’ sulle difensive con i ragazzi delle scuole. Quando facevo vedere la posizione della preghiera mi ridevano alle spalle e ci restavo male. Ma ho imparato a mettermi nei loro panni, capire il loro stupore… il confronto mi modifica dentro, cresco con loro. Quindici giorni fa è arrivata la scuola del mio figlio maggiore: una gioia”.

Oggi si può dire che Aziz conosca gli islamici di tutta Roma, anche quelli che pregano nel piccole moschee sparse in città e vengono al Centro Islamico solo nelle grandi festività.

Contatti: mail darifaz@hotmail.com