VII Rapporto dell’Osservatorio romano sulle migazioni


La presentazione del rapporto nella Sala delle carte geografiche

Il Rapporto presentato il 16 dicembre, nato da un progetto di ricerca della Caritas condotto con la Provincia e la Camera di commercio di Roma, è il punto di partenza del dibattito sulla presenza degli stranieri nella regione.

Le cifre dell’indagine sono riassunte da Ginevra Demaio, capo redattore dell’Osservatorio romano sulle migrazioni: dal 2008 la presenza di immigrati nel Lazio è incrementata del 10,6%, portando la regione, con le sue 497.940 persone provenienti da 186 paesi, a detenere l’11,8% della popolazione straniera residente in Italia, al secondo posto dopo la Lombardia. La provincia di Roma polarizza l’81,5% della presenza straniera nel Lazio; rispetto al 2000 aumenta però la tendenza ad insediarsi nelle province minori. Nel comune di Roma il II municipio è il settimo per presenza di stranieri residenti, che si attesta a 16.694 unità, con un incremento del 4% rispetto al 2009. Nel comune di Roma, in controtendenza rispetto all’Italia, l’occupazione tra gli immigrati è aumentata del 18,7%, sebbene in posti di lavoro a bassa qualificazione.

Gli imprenditori stranieri nella provincia di Roma aumentano (+7,5%), a dimostrazione che, nota Lorenzo Tagliavanti – Vice presidente della camera di commercio di Roma – gli stranieri nella fascia “strategica” tra i 22 ed i 40 anni hanno, in un momento di declino economico del nostro paese, una maggiore propensione al rischio d’impresa rispetto agli italiani. Il 51% degli occupati nel nostro comune sono donne, che prestano servizio come colf e badanti, diventando, come sottolinea lo stesso Tagliavanti, un pezzo importante del welfare del nostro paese. Secondo il consigliere aggiunto del comune di Roma Tatyana Kuzyk, l’affidamento degli anziani e dei bambini alle lavoratrici straniere è espressione di fiducia negli immigrati, ai quali la società consegna i suoi beni più preziosi. Aumentano anche le unioni a carattere misto – il 21,3% dei matrimoni celebrati a Roma nel 2009 – dei “laboratori interculturali” afferma Kuzyk, specialmente nell’educazione dei figli.

Le seconde generazioni. E’ bene notare che dei 572.720 minori stranieri nati in Italia, 55.452 risiedono nella nostra regione e rappresentano l’11,1% degli stranieri iscritti all’anagrafe nel Lazio. Claudio Cecchini, Assessore alle politche sociali della provincia di Roma, ricorda la centralità della riforma della cittadinanza e del voto, auspicando che gli immigrati possano incidere maggiormente nel condizionare i processi decisionali delle istituzioni.La conoscenza dell’italiano è diventata obbligatoria per acquisire la carta di soggiorno di lungo periodo CE. Il consigliere aggiunto del comune di Roma Madisson Godoy, ritiene che potrebbe favorire l’integrazione degli immigrati sia con il nostro paese sia con i loro figli nati in Italia. Se però i corsi d’insegnamento non tenessero conto delle esigenze dei lavoratori – orari, difficoltà di spostamento, scarsità di strutture – l’accesso alla lingua potrebbe diventare un ulteriore ostacolo – se non un onere – per l’inserimento.


Davide Bonaffini
(17 dicembre 2010)