Pregare con il sorriso: la comunità filippina di Santa Croce

Poco prima delle 12, Yolie, un’energica signora filippina, accoglie con un sorriso i fedeli appena arrivati e aiuta il sacerdote ad allestire l’altare per la celebrazione. Pian piano la cappella laterale della chiesa di Santa Croce, in via Guido Reni, si riempie di filippini provenienti da tutte le zone di Roma, alcuni da Latina. La messa segue un ritmo vivace: a momenti di meditazione e raccoglimento si alternano canti gioiosi accompagnati dalla melodia della chitarra. Uno dei chitarristi è molto attento all’intonazione dei fedeli, e spesso scandisce il tempo muovendo le mani come un vero e proprio direttore d’orchestra. Il motivo di questa premura è da ricercare nello stretto legame che unisce la comunità alla parrocchia Santa Croce: la domenica delle Palme, il giorno di Pasqua e l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, filippini e italiani si mescolano nella chiesa, dove, accanto alla lettura in italiano dei testi sacri, si accompagnano canti in filippino. La celebrazione si conclude con la benedizione di tutti gli uomini presenti.

La comunità è formata da circa 40 persone; fino a dieci anni fa erano appena 7. Racconta Yolie: “Grazie all’aiuto di Padre Abel, stimmatino, abbiamo appeso volantini in tutta la zona, e attraverso il passaparola, abbiamo cercato di coinvolgere tutti i filippini del quartiere: la prima domenica di ottobre del 1999 nasce questa comunità.  La notizia si è così diffusa che partecipano alla messa anche famiglie che abitano a sud di Roma”. Ogni anno, ad ottobre, si festeggia nell’oratorio questo anniversario con musiche e danze filippine preparate dai ragazzi. Pochi bambini partecipano alla messa. Spiega Yolie: “Molte coppie, non potendo pagare l’affitto di un intero appartamento, preferiscono affidarli ai nonni e agli zii nelle Filippine, inviando loro soldi per il mantenimento e l’istruzione. Ogni due anni, per uno o due mesi, ritornano nel loro Paese e ricostruiscono la famiglia. In occasioni speciali sono invece i nostri parenti che raggiungono l’Italia per prendere parte alle cerimonie. L’8 maggio sarà celebrato un matrimonio. Vieni anche tu!”

Dopo la messa viene allestito un banchetto con pietanze di tutti i tipi: il riso bianco accompagnato da spezzatino di maiale speziato, lenticchie, germogli di soia, frutta e dolci fatti in casa. È una tavola semplice, con piatti e tovaglioli di carta: il cibo, come in tutte le culture, diventa veicolo di aggregazione e scambio. Per creare altri momenti di socializzazione la comunità filippina organizza almeno un viaggio all’anno nei luoghi di culto più frequentati d’Italia: Assisi, S. Giovanni Rotondo, Padova.

Onda Rossa. Yolie, insieme ad altre donne, conduce tutte le domeniche dalle ore 8:30 alle ore 9:30, su Radio Onda Rossa, Bato bato,un programma in lingua filippina rivolto principalmente alle donne del loro Paese.

Valentina Basso
(24 marzo 2011)