Spunti per un’Italia plurale

“Lezioni di umanità, spunti per un’Italia plurale” è il titolo dell’incontro che si terrà venerdì 25 marzo alle ore 18:00 presso la Libreria Rinascita di via Savoia 30. Interverranno Francesca Barzini, giornalista Rai e blogger del Fatto Quotidiano, Tahar Lamri, scrittore algerino autore de “I sessanta nomi dell’amore”, Angelo Loy, regista e co-autore del documentario “Una storia italiana –  la realtà della scuola elementare Pisacane di Roma”, e Thomas Myladoor, ristoratore indiano creatore della fondazione Mother and child, di cui presenterà i progetti nella regione del Kerala, nel sud-ovest dell’India. Inoltre saranno presentate anche le attività del portale di informazione sul multiculturalismo in Italia e nel mondo Frontierenews, diretto da Joshua Evangelista.

Frontierenews Mathew Myladoor, ufficio stampa e addetto alle news, racconta come la nascita del sito sia stata quasi casuale, decisa da cinque amici – oltre a Mathew e Joshua, Francesco Caselli responsabile sulle notizie estere, Valerio Evangelista, normative e ricette di frontiera, e Luca Ortello, vignette e cinema – dopo una discussione su temi di attualità: “volevamo creare un luogo di ritrovo che trattasse il tema della multiculturalità da più punti di vista. Il portale è organizzato in più sezioni a seconda delle tematiche, con una particolare attenzione a interviste di spessore che possano dare un contributo alla causa.” Ultima solo in ordine di tempo quella a Yassine Baradai, media manager di Islamic Relief Italia.

Mathew ha origini indiane ed ha vissuto sulla propria pelle le problematiche dell’integrazione delle seconde generazioni. “Basandomi anche sui racconti di mio padre, in Italia dagli anni ’70, posso dire che le cose stanno cambiando, ma molto lentamente. Indipendentemente da destra e sinistra, le politiche sociali non sono mai state adeguate alle necessità di integrazione e l’Italia è rimasta indietro alla chiamata melting pot che ha visto invece buona parte dell’Occidente rispondere positivamente. Gli immigrati vengono spesso usati come capro espiatorio e sono trattati dai media come estranei dal punto di vista socio-culturale. Anche se io ho avuto il privilegio di crescere in un ambiente aperto al dialogo tra italiani e G2. Io mi sento italiano e ben integrato. La cosa fondamentale del multiculturalismo è ricordare le proprie tradizioni e sapersi adattare, anche se non è semplice, alla realtà del nuovo paese.”

Gabriele Santoro
(23 marzo 2011)