Una domenica di festa a piazza Euclide

I bambini durante la messa

È un giorno speciale per la comunità filippina “Euclide Kaibigan”, che ogni domenica partecipa alla messa delle ore 12 nella cappella del Sacro Cuore di Maria, a piazza Euclide. Mary, vestita di organza bianca e rosa, festeggia i suoi 18 anni insieme ai connazionali e saluta con un sorriso chiunque le si avvicini per gli auguri. È lei che legge le Sacre Letture dall’altare. Ci sono molti bambini irrequieti: i genitori, con uno sguardo severo, li esortano al silenzio. Al Padre Nostro i più piccoli si prendono per mano e, insieme al prete, circondano l’altare cantando la preghiera.

Una grande famiglia. La comunità è stata costituita nel 1987 da Padre Calvo, un prete spagnolo, il quale, conoscendo bene la lingua filippina, celebrava la messa per un piccolo numero di filippini che abitavano nelle vicinanze della piazza. Con il passare del tempo il gruppo si è allargato, fino a contare una cinquantina di persone, imparentate fra loro, solite ritrovarsi ogni domenica per pregare, mangiare e stare insieme. Zenie Sandoval, mentre abbraccia il suo bambino, mi racconta che in questa chiesa, vent’anni fa, si è sposata: “Ho conosciuto mio marito proprio qui! Si recava insieme alla sua famiglia per assistere alla messa, così piano piano ci siamo innamorati. Ora abbiamo due figli, e, ogni volta che possiamo, veniamo a pregare e festeggiare insieme agli altri”.

Musiche e danze. Dopo la messa, la comunità si riunisce in una piccola stanza per mangiare e divertirsi. In occasione del compleanno di Mary, le pareti sono state decorate con nastri e palloncini colorati e i tavoli rivestiti di tovaglie rosa confetto. Zenie, insieme ad altre donne, prepara i vassoi pieni di prelibatezze di tutti i tipi: spaghetti di riso con verdure; carne di manzo con latte di cocco, burro di arachidi e fagiolini; macedonia di frutti tropicali con latte condensato. Terminato il pranzo, tutti si siedono in cerchio e ascoltano la musica. Inizia così un lungo rituale in onore di Mary, che, accompagnata dal cugino, cammina lentamente intorno alla stanza, mentre una voce al microfono racconta le vicissitudini della giovane filippina. Alcune signore più anziane si commuovono ascoltando la sua storia: giunta da pochi mesi in Italia insieme alla mamma, ha dovuto affrontare alcune difficoltà. Dopo questo momento di silenzio e raccoglimento, inizia la vera e propria festa: le bambine preparano cesti di rose e candele decorate con ritagli di carta; a turno ogni uomo offre alla ragazza un fiore e la invita a ballare. Terminate le rose, ognuno le porge in dono una candela accesa, dedicandole un augurio.

Attività e preghiera. In questa sala spesso si ritrovano per giocare alla lotteria. Con un piccolo contributo, ciascuno può partecipare all’estrazione. I più fortunati possono vincere telefonini, ferri da stiro ed altri oggetti tecnologici; gli altri si devono accontentare di pacchi di pasta o riso, “i premi di consolazione”, come li definisce, sorridendo, Zenie. Con il ricavato della lotteria inviano donazioni ai parenti delle Filippine o alle vittime del terremoto e della guerra. Nei mesi estivi, invece, si organizzano tornei di basket e pallavolo. “Giochiamo tutti insieme, anche noi adulti. L’importante è partecipare e svagarsi un po’!”. Dorie Mendoza mi spiega in cosa consiste il monito-monita, una simpatica iniziativa che organizzano da alcuni anni nel giorno di Santo Stefano, in cui lo scambio dei doni avviene per sorteggio. Qualche giorno prima infatti ogni uomo estrae a sorte un bigliettino con il nome di una donna e viceversa. Nessuno deve sapere da chi riceverà il regalo, così ciascuno, prima di offrire il pacchetto alla persona designata, comunica ai presenti alcuni indizi sul destinatario, cercando di stuzzicare la loro curiosità. Ciò che emerge da questi racconti è un approccio nei confronti della religione che esprime gioia e voglia di stare insieme. Zenie mi ricorda infatti che ogni terza domenica del mese, il gruppo, dopo pranzo, partecipa con il prete alle letture della Bibbia, cantando e pregando. Per maggio, il mese di Maria, ogni settimana reciteranno il rosario, ma l’ultima domenica ci sarà una grande festa: verrà allestita una processione in cui le bambine saranno vestite con abiti eleganti e ornate di fiori.

Valentina Basso
(13 aprile 2011)