La GNAM apre i carteggi di Irene Brin

Irene Brin alla Galleria dell'Obelisco da www.officinadelleimmagini.net

“Immaginate una bambina che nei primi del novecento dice al padre: da grande voglio fare la giornalista”; con questa frase Claudia Fusani descrive la determinazione fuori dagli schemi di Irene Brin, scrittrice, giornalista, mercante d’arte e viaggiatrice nata nel 1911 e morta nel 1969.

“Giornalista di costume, da un dettaglio ricostruiva l’atmosfera di un’epoca”. Figlia di un’ebrea di Vienna e di un generale dell’esercito Irene Brin a soli dieci anni parlava cinque lingue. Raggiunto l’obiettivo del giornalismo diventa inviata in Jugoslavia per raggiungere il marito in guerra. Da questo viaggio nasce Olga a Belgrado libro che delicato attraversa un paese distrutto. Ritornata a Roma fonda, insieme al marito Gaspero del Corso, la Galleria l’Obelisco. Inoltre disegnava per la moda. Non a caso il testo che racconta Irene si intitola Mille Mariù. Vita di Irene Brin.

Rotto il sigillo dei carteggi L’autrice della biografia Claudia Fusani ha avuto accesso ai carteggi custoditi presso l’archivio della Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Quando si presentò per vederli la prima volta non riuscì a resistere. Poteva immortalare solo pochi fogli. “Ho fotografato praticamente tutto il materiale” confessa. Dai carteggi escono fuori sia i particolari della vita non semplice della Galleria l’Obelisco sia la vita personale e di coppia di Irene. Claudia Fusani ha divorato la lettura di quelle carte, ne ha analizzato ogni aspetto e ricostruito eventi, sentimenti e intenzioni.

“Quella di Irene è una storia dimenticata. Come spesso accade a molte grandi donne” sottolinea Concita de Gregori durante la presentazione del testo avvenuta alla GNAM venerdì 20 aprile. “La sottrazione di autorevolezza di personaggi importanti come Irene Brin è volontaria. Per motivi indicibili”. Si scopre così che il ritorno di interesse è dovuto ad un nipote che si sta battendo per riportarla in superficie. “La Brin e la Cerdena seppur in modo diverso dovrebbero essere ricordate come lo sono Indro Montanelli ed Eugenio Scalfari, pilastri speculari della vita politica e sociale del nostro paese”. Concita de Gregori approfitta di questo appuntamento per mettere in luce che “in Italia le discriminazioni sono all’ordine del giorno. Se sei brava emergi ma rimani nell’angolo”.

Claudia Fusani ha conquistato una conoscenza tale di Irene Brin che ogni singolo spunto diventa un fiume di racconti e collegamenti. La mole del libro rinforza il sospetto che ci siano molti dettagli interessanti nella vita di una donna che raccontando una passeggiata solitaria era capace di descrivere storie personali e sociali.

M. Daniela Basile(2 maggio 2012)