Calcio … e pugni. Nell’agonismo l’intercultura è in salita

 

Il pugno del 3 bulgaro che ha dato il via alla rissa

Domenica 2 giugno. Bulgaria – Rep. Democratica del Congo. Questa di domenica è una partita assolutamente dispari, una partita che per altro latentemente diventa un po’ alla volta sempre più tesa. Sino alla rissa sul finire dei due tempi.

2 a 9 per il Congo, il che significa Bulgaria espulsa dal girone (C nella fattispecie) e Congo che dovrà giocarsi la qualificazione con il Bangladesh, col quale però in caso di patta è in vantaggio di goal.

Una precisazione: 2 a 9 per … i … Congo perché, a differenza di quel che è indicato sulla carta, almeno due giocatori sono della Repubblica del Congo, l’ex Congo francese cioè, che al di là del nome pressoché identico è un altro stato (immediatamente ad ovest) rispetto alla Rep Democratica del Congo, l’ex Congo Belga, che invece è presente con buona parte della formazione.

La distinzione è importante dal punto di vista sociale visto che quando a fine partita avvicinerò i ragazzi anche per avere un’opinione politica sulla drammatica situazione della Rep. Democratica (o … “democratica” come John  Mpaliza ogni volta mi ricorda) uno di  loro mi dice “la situazione nel nostro di Paese non è così drammatica come da loro” (Si veda: gli stupri di massa come strategia bellicale recenti elezioni “gattopardesche” truccate )

Goal del 10 bulgaro, al 20' del 1° tempo

Sono comunità e diaspore con storie spesso parecchio diverse alle spalle e diversa  è stata in guerra fredda l’egemonia subìta.

Congo in sordina e un capitano che non guida. Il Congo è quantomeno superiore fisicamente, anche se questa superiorità almeno nel primo tempo non la darà troppo a vedere. Le ragioni sono varie: la Bulgaria nel primo tempo effettivamente si sforza,
quindi un po’ gioca e un po’ pressa; il Congo dalla sua è inconcludente, spreca azioni (un paio almeno da goal) ed ha un capitano trequartista (Patrick, il numero 8 ) che fa proprio solo in parte il suo mestiere. Segna effettivamente il primo goal al 10’, ma per il resto colleziona fuori gioco e ai falli (pur subiti intendiamoci) spesso reagisce con teatrale eccesso (per altro anche strumentalmente poco funzionale). Non genera collante nella squadra (che pure attorno a lui un po’ gioca), è più interessato a contraddire le decisioni arbitrali (… sembra più con acrimonia personale che non a rappresentanza di qualche dichiarata necessità di gruppo), che  ad ottimizzare quel che avviene in campo (e qualcosa in più poteva avvenire). Oltretutto in questo primo tempo che il Congo corre di più ce ne accorgiamo ancora poco.

L'ottimo scatto del 9 congolese con realizzazione (21' del 1° tempo). Come ben visibile dal primo fotogramma ... il fuorigioco che alcuni reclamavano non c'è

Il tifo bulgaro in buona parte l’ha preso per un pic nic un po’ disturbato dal calcio: buona parte di loro ascolta musica e pasteggia lontano dal campo. I supporters del Congo commentano ogni singola azione e permetteno di iniziare a conoscere un po’ di nomi di giocatori anche senza liste di formazioni alla mano. I nomi … carattere e caratteristiche.

2° tempo: il goal servito al Congo dai bulgari

Comunque: goal su punizione centrale proprio al limite dell’area al 20’ del 10 bulgaro: una mezza palombella appena sotto la traversa che supera sulla destra la barriera.  Neanche troppo difficile da prendere, ma la palla si adagia senza forza tra un portiere congolese che piccolo di statura è forse oscurato dalla sua stessa barriera e l’uomo che pure era a copertura del palo destro. Il portiere quasi fermo, il difensore la manca per un pelo con la testa.

Il Congo va in rete ancora due volte in questo tempo: quasi subito dopo la punizione bulgara, con un ottimo tempismo del 9 che brucia centrocampo ed area (e – si veda la foto – … non c’è il fuori gioco a cui alcuni gridavano),  poi ancora al 30’ con l’ala sinistra, il 16, che  costringe il portiere all’uscita e lo supera andando a segno aggirandolo, sapiente, calmo, con un piatto destro.  Al 37’ la Bulgaria.

Fine primo tempo :  2 a 3 per il Congo.

Dalla panchina del Congo nell’intervallo le parole, serrate e nervose, viaggiano per tutto  il campo in quel caratteristico francese del continente nero: l’insoddisfazione c’è.

Stasi, strategia e nervosismi a confronto nell'intervallo

2° tempo. Bulgaria: pile, nervi (ed etica) esauriti. Il Congo si mostra. Più reattività muscolare, più pressing, più squadra (ma dopo quindici minuti il capitano congolese 8 opta per la panchina … e da fuori non sembra una scelta sbagliata), più ossigeno nel cervello. Più tutto per il Congo.

Rigore del 7 congolese. 20' del 2° tempo

La Bulgaria dopo dieci minuti circa inizia a vagare senza un preciso perché per le varie zone del campo: il resto onestamente è alla creatività dei ragazzi neri: 6 goal, meritati o “còlti”, comunque spesso divertenti. Molto meno divertente – e tribale – la reazione del numero 3 bulgaro al trentesimo minuto.

Comunque l’assenza di fiato e allenamento sembra essere all’origine di molto dell’offuscamento mentale delle maglie rosse balcaniche.

Al 2’ goal annullato al senior del Congo, Michel Wodja. 39 anni, della Repubblica “Democratica”, disponibile alla chiacchiera nel dopo partita, attivo nel sociale, due lauree tra studi patri e quelli qui: “sono l’anziano ma do una mano anch’io sul prato finché posso” mi dirà dopo. Peccato comunque: un tacco in area che era una finezza.

Questo secondo tempo mostrerà meglio il dribbling anche dei singoli congolesi, spesso anche “benserviti” dai loro stessi avversari.

Al 4’ (eh sì questo tempo è vivo da subito) punizione lunga sulla destra del centrocampo: l’ 11 del Congo davanti alla porta raccoglie il cross appena appena di petto, schiacciandolo a terra facile per il portiere avversario.  Azione finita si direbbe: ma quando il portiere passa al compagno bulgaro questo, senza alcun pressing, prova a ridargliela: ma la palla è lontana metri dal suo obiettivo e va nell’unico punto dove ci sono solo maglie blu congolesi. Quelli ancora in area cioè: l’ 11 africano ringrazia, dribbla il portiere. Goal

Al 10’ Cristopher, il 10 del Congo, giocatore giovane, vispo e propositivo (che poi purtroppo si farà coinvolgere nella rissa), va  in rete. Spreca un’occasione goal di lì a poco e un’altra al quindicesimo: però in tutto quel che fa si spende e le sue azioni goal almeno al 50% le crea proprio lui.

Festeggia Christopher, il 10 del Congo al 10' del secondo tempo

Poi al 20’ viene atterrato irregolarmente in area un attaccante. Rigore. Riuscito: alto, “dolce”, alla destra del portiere spiazzato. Tiro gestito al dettaglio dal 7 del Congo.

Al 22’ è proprio … il 22, difensore immenso – e bonaccione di spirito – che affonda in tutta la seconda metà campo da solo, dibbla, smarca, segna. Dietro il tifo gli fa il coro: non deve segnare spesso e gli amici si scaldano perché va a segno anche lui.

Al 26’ un assist al 18 lo lascia libero da solo davanti al portiere. Goal

Una rissa che è il fallimento dell’intercultura e dello sport come partecipazione. Quattro minuti dopo, al 30’, la Bulgaria è in uno dei suoi pochi momenti di attacco. Non è un’azione importante o comunque non lo è ancora, si è solo liberato un po’ di spazio sulla fascia destra, ma forse nel poco che è riuscita a fare la Bulgaria in questo tempo le pare molto. Si è anche lontani dall’area: un passaggio dal centro verso la fascia per l’appunto, il 3 bulgaro insegue la palla; Christopher il 10 nero è vari metri indietro ma corre il doppio dell’avversario: lo anticipa con un’azione non delicata ma che sembra restare comunque sulla palla. Dietro il 3 bulgaro scivola e si accartoccia irregolarmente sulla palla, forse il 10 congolese da dietro lo colpisce alla spalla con il piede,  forse no. Se c’è fallo non è visibile e comunque si è ancora all’interno delle normali dinamiche di gioco.

Il 3 bulgaro prende per i pantaloni l’avversario e del tutto di sorpresa lo colpisce con un serio pugno alla testa.  Il 10 d’istinto reagisce colpendo a sua volta. Poi in due-tre bulgari sul ragazzo nero, in specie il 9. Tifo congolese che prova a scavalcare la cancellata per andare contro ai bulgari, altri in maglia blu che vanno verso il parapiglia. L’arbitro fischia: espulsione dritta per il 3 bulgaro. Poi per il 10 congolese che è fuori di sé e che impiegherà 5-6 minuti buoni per accettare di uscire dal campo. Il 9 bulgaro è sanguinante dalla tempia, viene espulso anche lui, ma o per incomprensione o altro non uscirà e l’arbitro se ne accorgerà solo vari minuti dopo, mentre la protesta della tifoseria congolese cerca di farsi sentire. Nel frattempo la Bulgaria era andata in goal: … goal annullato ovviamente perché l’espulso giocava, con tanto di sangue.

Manca poco oramai, una manciata di minuti a cui viene aggiunto qualcosa di recupero. Nove contro dieci. Clima completamente mutato, rancore tra le parti, minacce (anche all’arbitro) sul “dopo partita”. Il peggio del peggio che trasuda. Non da parte di tutti c’è da dire, anche se ancora una volta il capitano congolese dalla panchina e nei dialoghi con l’arbitro fa tutto tranne che ammorbidire la tensione.  Tensione comunque, almeno questo, non accolta esplicitamente dalla maggioranza delle due squadre.

Fischiata la fine il 10 capitano bulgaro e un giocatore congolese cercano di "dare l'esempio" che poi troverà ascolto parziale nel dopo partita

Comunque la Bulgaria ormai non gioca più: due giocatori blu completamente soli nella metà campo avversaria, giocherellano, dialogano di palla, è quasi un optional, il 18 va in rete davanti a un portiere dimenticato dalla sua squadra. Tre colpi di fischietto, 2 a 9. Fine

Marco Corazziari
7 giugno 2012