Mundialido: la Romania approda in finale!

foto (5)Quella che si è giocata mercoledì sera tra Romania e Congo non è stata una semplice partita di calcio. Si sono affrontati due popoli diversi, due stili di gioco diversi. Una squadra improntata sulla tecnica e sul possesso palla contro un’altra che fa del gioco aereo e della fisicità le sue armi migliori. Alla fine ha vinto la squadra migliore aiutata anche dalla lunga esperienza in questo torneo. Ma andiamo con ordine.  Dopo aver superato rispettivamente il Giappone e il Peru nei quarti di finale, la Romania e il Congo si presentano sul campo dell’Atletico 2000 pronte a darsi battaglia. Il clima prima della partita è teso, entrambe le squadre conoscono l’importanza del match e questo si nota dalle urla d’incoraggiamento che entrambi gli allenatori lanciano verso i propri giocatori: ” Siamo pronti per la gara e vogliamo arrivare in finale – spiega Fournier Yvon tecnico del Congo-  per farlo abbiamo studiato un modo per interrompere il gioco rumeno. Speriamo di riuscirci”. Non è dello stesso avviso Sandu foto (4)Beca, allenatore della Romania:” Vogliono fermarci? Vedremo. Sono cinque anni di fila che arriviamo in semifinale e oggi vogliamo conquistare la seconda finale consecutiva” Dopo aver terminato la fase di riscaldamento e aver ascoltato gli inni nazionali il match ha avuto inizio.

La partita

Pronti via il Congo passa in vantaggio. E’ solo il 3 minuto di gioco quando Lubaki stoppa il pallone in area e dopo un veloce dribbling incrocia di sinistro spiazzando il portiere rumeno. A sorpresa gli africani trovano il goal ma da quel momento la partita si incattivisce con poco gioco e molti falli. Le quadre sono molto corte e di spazio per concludere ce n’è ben poco. Solo al 15′ la Romania riesce a tirare per la prima prima volta grazie alla conclusione del capitano Gorga, controllata dall’estremo difensore congolese. Il match sembra congelato quando il centravanti rumeno Steamat approfitta di un lancio lungo e, dopo un bel controllo di testa, entra in area e trafigge Matingou 1-1 e palla al centro. Dopo la realizzazione la Romania sembra essersi sbloccata. Gli uomini di Beca sono più sciolti e controllano il gioco con estrema razionalità, caratteristica che li aveva contraddistinti fino in semifinale. Il Congo invece paga l’inesperienza ma riesce a tenere fino alla fine del primo tempo. Durante l’intervallo sono molte le lingue che si sentono parlare. Dal francese al rumeno, passando per l’italiano e il romano.

La panchina del Congo esulta dopo il momentaneo vantaggio
La panchina del Congo esulta dopo il momentaneo vantaggio

Nel secondo tempo il copione rimane quello della prima frazione. La Romania controlla il gioco mentre il Congo cerca le ripartenze in contropiede. Ed è proprio su una di queste che Saadi si procura una punizione dal limite. La battuta finisce sul fondo rimbalzando sul retro della rete e dando a tutti l’illusione del goal tanto da far esultare tutta la panchina africana. Sul ribaltamento di fronte però è la Romania a trovare il vantaggio. La difesa congolese, si fa trovare ancora impreparata e Steamat si trova a tu per tu con Matingou. Fin troppo facile batterlo per il 2 a 1. Da qui in poi il Congo si riversa in avanti alla disperata ricerca del pareggio ma la difesa rumena non sbaglia nulla e gli africani pagano uno schieramento troppo squilibrato. Così i detentori del titolo trovano il 3 a 1 sempre grazie a Steamat con uno splendido tiro a girare che bacia il palo batte Mantigou  e infine il 4 a 1 finale con una cannonata da fuori di Sotrocan.

Mister Beca a colloquio con i suoi giocatori
Mister Beca a colloquio con i suoi giocatori

Al triplice fischio, il pubblico rumeno sugli spalti è in delirio, ma sia i giocatori che l’allenatore non esultano particolarmente: “Ci manca ancora una partita, poi esulteremo. Oggi siamo partiti male perchè non ci siamo riscaldati a sufficienza. Merito al Congo perchè hanno fatto un torneo esemplare fino ad oggi”. Sulla finale non si sbilancia Beca:” Non preferisco una incontrare una delle due. In fondo se sono arrivate fino alle semifinali vuol dire che sono entrambe forti”. Come in ogni partita c’è però la campana degli sconfitti. Stanchi, delusi ma orgogliosi. Così si potrebbero definire i giocatori del Congo che a fine partita sono andati a raccogliere gli applausi dei propri sostenitori:”Siete stati grandi lo stesso” urla una donna, “ci rifaremo il prossimo anno” sentenzia un bambino con gli occhi ancora lucidi per il risultato finale. “Lo sport è anche questo- sottolinea un giocatore congolese- sofferenza e tristezza, ma sa regalare tantissime emozioni, e noi siamo contenti così”.

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Gabriele Santoro

(26-maggio-2013)