La chiesa battista aggrega romani e immigrati

Chiesa battista
Chiesa battista

Una delle prime chiese battiste a Roma si affaccia al numero 35 di piazza S. Lorenzo in Lucina. Nel piccolo timpano sotto il balcone è scolpito un libro aperto alla lettera di S. Paolo ai romani. Sotto si legge soltanto: “Chiesa cristiana” contornata dalle lettera alfa e omega. Fondata nel 1878 dal pastore americano G. B. Taylor è testimoniaza di un movimento internazionale arrivato in città attraverso la breccia di Porta Pia. Missionari e piccoli gruppi di fedeli mossero da Europa e Stati Uniti, fiduciosi nel risveglio religioso che sarebbe seguito al crollo del dominio papalino.

Sabato 2 per festeggiare 135 anni dal primo culto a Roma la chiesa battista ha offerto una visita guidata ai luoghi delle comunità protagoniste di quel sogno. Corinna Landi, studiosa di archeologia cristiana, racconta con passione una genalogia di ardenti visonari che in quegli anni arrivarono nel cuore di una città impoverita e impaurita. “Se il crollo del papato apriva i romani alla libertà di coscienza, la fine delle protezioni ecclesiatiche lasciava un vuoto assistenziale. Per questo – dice – da subito la predicazione evangelica si accompagnò a opere di emancipazione popolare: asili, scuole, Iaboratori per dare lavoro alle donne”.

La fiaschetteria Beltramme di via della Croce 39 è un abiente lungo e stretto: La guida fa osservare che non c’era posto per una vasca battesimale: “qui nel 1870 i battisti celebravano l’agape, quando ancora non avevano chiese proprie ma per il battesimo di immersione si servivano delle fontane pubbliche”. Il culto domenicale è alle 11 in lingua inglese.

Nella chiesa di via del Teatro Valle, i visitatori sono accolti dalla Piccola orchestra Naba diretta da Emanuele Aprile composta da giovani musicisti provenienti da Reggio Calabria, Conversano, Campobasso, Napoli, Milano e dalle chiese battiste di Trastevere e Centocelle.

Corinna Landi fa notare la decorazione liberty di Enrico Paschetto con immagini che richiamano le catacombe dei primi cristiani, il pane sulla tavola, il tralcio di vite, il pavone, la lampada, la colomba, il roveto ardente. Assenti le figure umane per mantenere il messaggio teologico su un piano spirituale. Originale la soluzione per il crocifisso dipinto sull’abside, semplice legno con l’aggiunta ali che alludono a un volo in cielo. Alle pareti due scritte essenziali entrambi firmate sempolicemente Gesù. “Io sono la via, la verità e la vita, nessuno viene al padre se non per mezzo di me” e “beati gli affamati e assetati di giustizia perchè saranno saziati”. http://chiesa-battista-t-valle27.jimdo.com/

Oggi l’Unione battista – costituitasi nel 1956 – raggruppa circa 120 chiese sparse su tutto il territorio nazionale per un totale di 5000 membri effettivi ed una popolazione di circa 15 mila persone, per il 40% immigrati. Il pastore Herbet Anders di Roma mi conferma la presenza di famiglie ucraine, africane, filippine e del sud est asiatico.

Dal 1967 La chiesa battista fa parte del FCEI (Federazione chiese evangeliche in Italia) insieme a valdesi, metodisti, luterani ed esercito della salvezza. Il movimento giovanile ha svolto in questi giorni il 19° congresso mettendo a tema le dinamiche interculturali portate nelle chiese dalla crescente presenza di immigrati di prima e sconda generazione.

Paola Piva(7 novembre 2013)

Da anni a Roma la FCEI in via Firenze 38 gestisce un serviizo rifugiati e migranti.   http://www.fedevangelica.it/servizi/srm01.phpil portale dell’UCEBi, Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italiahttp://www.ucebi.it/home.htmlLeggi anche: MygranTour. Il giro del mondo in un giorno Pasqua ortodossa: purificare il corpo e lo spirito Migrazioni: accoglienza e integrazione a Sant’Egidio Sant’Andrea del Vignola: una chiesa per la comunità copta