Rifugiati creano Arte dalla spazzatura

2014-12-06 15.39.02Dice lo scrittore Erri de Luca che con i lavori di scArt i “vuoti a perdere diventano pieni a rendere”. La fondazione onlus, infatti, mette a disposizione le mani esperte di nove rifugiati politici africani provenienti da Guinei, Ghana, Somalia e Burkina Faso per creare “fiori dal fango” ovvero oggetti per la casa modellati dalla spazzatura.

Lo show-room dei prodotti, accolto il 6 e 7 dicembre in via Mercuri 8, nei pressi di piazza Cavour (previo appuntamento telefonico con Marichia 3357067879 si potranno fare acquisti in questa sede fino al 19 dicembre) diventerà l’occasione per inaugurare una mostra “L’Arte dei Rifugiati. Un contributo di REFUGEE ScART alla città eterna” il 17 dicembre al museo Billotti, Aranciera di villa Borghese.

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Con la raccolta di tre tonnellate di rifiuti in giro per Roma, Nepal e Vietnam (di cui dieci solo nella nostra città) oltre a riciclare materiali di scarto si producono oggetti di consumo colorati ed allegri: segnalibri, borse, collane, centrotavola, scatole, contenitori e persino bicchieri, ottenuti da bottiglie dell’acqua.

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Il progetto di ecologia ed accoglienza solidale nasce dalla fondazione Spiral, già attiva in progetti di assistenza in Nepal e Vietnam nel ’97 per assistenza sulle malformazioni cardiache e diventa nel 2011 un laboratorio stabile a Roma. Qui per i rifugiati politici “dal bisogno e dal loro spirito nasce l’idea di realizzare qualcosa di propria inventiva” – spiega Marichia Simcik Arese, direttore esecutivo della fondazione. “Lo scarto diventa così una risorsa per aiutare e ridare dignità a queste persone. I nostri prodotti sono 100% riciclati da spazzatura raccattata per Roma, Vietnam e Nepal”.

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Camara Seku, artigiano e coordinatore del laboratorio e Marichia

Il riservato Assad, somalo giunto in Italia nel ’91, impara una tecnica cartaria con cui assembla una scatola contenitore decorata con strisce di buste della spesa. Il progetto è un’occasione, nelle sue parole, per “arrangiarsi, andare avanti”, oltre che un modo costruttivo di liberare la città dai suoi scarti consumistici. Insieme a lui lavorano altri conterranei nel laboratorio a piazza caduti della Montagnola 39, dove tutti i giorni settimanali dalle 9 alle 17 è possibile fare acquisti. “Abbiamo anche ricevuto – racconta – delle commissioni dal ministero dell’interno in passato”. “Era previsto – continua Marichia – un incontro in Campidoglio con l’assessore all’ambiente, alle periferie ed esponenti di Emergency e del centro Astalli per discutere del nostro faticoso progetto come un modello da replicare, ma senza allargarsi troppo. Purtroppo è stato rimandato” dati i recenti fatti di cronaca.

(Davide Bonaffini)

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