Benvenuti rifugiati: accoglienza alternativa e diffusa

Mettere a disposizione un posto letto in casa propria creando un nuovo modello di inclusione. È questo lo spirito dell’iniziativa Refugees Welcome Italia – Benvenuti rifugiati che prende spunto dall’idea nata in Germania.

Nel 2014 una coppia di berlinesi aveva lanciato una piattaforma web con lo scopo di unire le persone disposte ad accogliere a casa propria un rifugiato e gli immigrati stessi in cerca del posto letto. Dopo Germania, Austria, Grecia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, o Polonia è arrivata anche la versione italiana del sito su cui le persone possono registrare una stanza libera messa a disposizione per un profugo per un periodo massimo di sei mesi.

Benvenuti rifugiati
Benvenuti rifugiati fa parte del progetto internazionale Refugees welcome, oggi rpesente in vari paesi europei. (Photo credit: Refugees welcome Italia)

Il progetto Benvenuti rifugiati, affermano i suoi fondatori, punta soprattutto alla creazione della rete che coinvolge rifugiati, volontari, e le Associazioni locali. “Quello che desideriamo è un cambiamento a 360° della modalità di accoglienza, vogliamo mettere al centro la persona accolta e la comunità accogliente,“ affermano Germana Lavagna e Matteo Bassoli, fondatori di Refugees Welcome Italia. „La prima non può essere lasciata nel limbo del processo di richiesta senza un supporto amicale, la seconda non può essere spettatrice di una politica di inclusione,” aggiungono. Refugees Welcome oggi è attiva in Lombardia, Piemonte, Toscana, Lazio e Veneto e cerca di espandersi su tutto il territorio nazionale.

Come, quindi, deve proseguire una famiglia o una persona che vuole offrire il posto letto nella propria casa ad un rifugiato? Ecco cosa fare passo dopo passo:

• Prima di tutto bisogna accedere alla piattaforma disponibile su refugees-welcome.it, dove su homepage uno trova subito sia il link per poter registrare la propria casa che le maggiori informazioni sul progetto,• Può registrare la propria casa sia una famiglia, una coppia, ma anche una persona singola, tenendo conto che vengono accettate solo le sistemazioni nei quali si offre alla persona ospitata una stanza propria, offrendole le stesse condizioni degli altri coinquilini,• Durante la registrazione la famiglia, o la singola persona deve fornire alcune informazioni importanti per capire meglio le proprie disponibilità: oltre all’età, città, l’occupazione o il numero di inquilini che vivono nell’appartamento, bisogna indicare anche le lingue parlate, il tempo per cui uno mette a disposizione il posto letto (si parte dal periodo minimo di tre mesi), l’eventuale richiesta del sostegno economico per il finanziamento delle spese, o l´esperienza pregressa con migranti e rifugiati,• Dopo la registrazione la persona o la famiglia viene messa in contatto con un’associazione che nella città indicata lavora con i rifugiati e che aiuta loro a trovare il conquilino idoneo,• Avviene l’incontro conoscitivo tra il rifugiato e la persona (famiglia) che vuole ospitare e nel caso andasse bene, l’ospite si trasferisce,• Il progetto, nel caso fosse richiesto, prevede un sostegno economico delle nuove convivenze che dipenderà anche dalla posizione legale del migrante. In alcuni casi sarà probabilmente possibile un finanziamento pubblico, in altri casi verranno attivate le campagne di micro-crowdfunding e micro-donazioni,• Dopo l’inizio della convivenza ad ogni famiglia e il loro nuovo ospite sarà assegnato un volontario – facilitatore, pronto ad assistere in ogni momento. Le famiglie che ospitano avranno comunque la possibilità di rivolgersi all’associazione che ha mediato l’incontro, che resta, comunque, responsabile e referente del rifugiato sia per tutti gli aspetti legali, che quelli che riguardano il suo inserimento nella società e l’accesso alla formazione.

refugees welcome italia

E cosa succede se col passare del tempo i coinquilini non andassero d’accordo?

Si cercherà di trovare una soluzione insieme, affermano i fondatori del progetto, e in caso non dovesse funzionare, c’è la possibilità di trovare una sistemazione alternativa per l’ospite. Per le future convivenze, però, i fondatori di Benvenuti rifugiati si augurano proprio l’opposto: che le prospettive della persona rifugiata, grazie all’accoglienza familiare, all’apprendimento diretto della lingua italiana,  e alla creazione di reti amicali, migliorino.

Petra Barteková(6 gennaio 2016)