Nata viva, il corto sulla disabilità vince il premio l’Anello debole

Zoe e Lucia

Il 24 e 25 giugno si è tenuta a Fermo la finale del concorso L’anello debole, dove si contendevano i primi premi cortometraggi, cortissimi e docufilm. Per la categoria i corti della realtà in finale sono arrivati molti cortometraggi sulla migrazione, tratti da trasmissione televisive: Ballarò, Piazza Pulita, Le Iene. Per il tema della disabilità c’era invece “Nata viva” di Lucia Pappalardo che racconta in chiave positiva la disabilità.

Il corto delle Iene dalla Siria all’Europa a tutti i costi, raccontava la storia di Hassan, un uomo che si preparava a fare  cinquanta chilometri a nuoto per migrare dalla Turchia alla Grecia alla ricerca di una vita migliore meta finale: l’Italia. Grazie all’aiuto della trasmissione, Hassan ce l’ha fatta ed ora lavora come giardiniere in una villa romana. Oro bianco, lavoro nero era il corto tratto da Ballarò e mostrava la realtà dei lavoratori in nero, persone sfruttate per il lavoro nei campi, ma anche le interviste a molti italiani che ritengono giusto questo lavoro e per loro parlare di sfruttamento e caporalato è un’esagerazione. Con Addio Turchia Piazza Pulita ha documentato le condizioni di degrado, analfabetismo e abbandono in cui vivono la maggior parte dei profughi siriani “residenti” a Istanbul, la più grande industria di traffico di migranti. Chi se lo può permettere fugge da questo paese, che ha poco da offrire a chi scappa dalla guerra e cerca di raggiungere l’Europa del nord.

Infine Nata viva della regista Lucia Pappalardo, che affronta il tema della disabilità. Questo corto è ispirato all’omonimo romanzo autobiografico di Zoe Rondini,  disabile a causa di un’asfissia al momento della nascita, e racconta gli importanti traguardi raggiunti.

La serata delle proiezioni è stata emozionante, a presentarla il direttore artistico del premio Andrea Pellizzari, che sul palco ha avuto accanto Pif,  noto per il programma Le Iene e regista del film La mafia uccide solo d’estate oltre che assistente alla regia ne I cento passi di   Marco Tullio Giordana. Il pubblico era numeroso ed attento. Molte le persone disabili della Comunità di Capodarco e molte venute appositamente con amici e familiari per assistere e partecipare al festival. Dopo la proiezione di Nata viva tanti dal pubblico ci hanno detto che avrebbero votato per noi. Una ragazza in sedia a rotelle accanto a me mi ha detto che avrebbe incrociato le dita per me… e lo ha fatto veramente visto che siamo stati i primi classificati!

Con Lucia abbiamo raccontato della realizzazione del mini-film, dell’impegno di chi ha lavorato per produrlo, del desiderio di rendere ironici alcuni momenti della mia vita e del romanzo Nata viva che vuole essere di formazione.

“La giuria popolare ha stravolto il risultato e modificando il voto della giuria tecnica”, ha commentato il direttore artistico Andrea Pellizzari. Un’emozione da condividere.

Marzia Castiglione Humani (alias Zoe Rondini)

(4 luglio 2016)

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