Trafficanti:un business redditizio sulla pelle degli esseri umani

Trafficanti e migranti in viaggio attraverso la Libia(foto ozy.com)
Trafficanti e migranti in viaggio attraverso la Libia(foto ozy.com)

Nell’inverno del 2016 sono arrivati nella UE in media tremila migranti al giorno, tra questi è aumentato il numero di famiglie e di minori non accompagnati. Il più grande esodo dopo la Seconda guerra mondiale è diventato un business da oltre un miliardo di euro l’anno, denaro che confluisce verso una costellazione di piccoli gruppi criminali e di jihadisti. In Libia, nelle zone controllate dall’Isis, i trafficanti pagano a quest’ultimo il 50% dei propri guadagni in cambio della possibilità di navigare.

Come si è sviluppato questo business?

Ce lo spiega Loretta Napoleoni nel libro Mercanti di uomini. Il traffico di ostaggi e migranti che finanzia il jihadismo, da poco pubblicato da Rizzoli. Dando per scontato che guerre, regimi dittatoriali e povertà sono le cause degli spostamenti degli uomini, il libro prende in esame la gestione di tali spostamenti da parte di reti illegali che, dopo essersi finanziate con i sequestri, sono passate a un nuovo redditizio business, quello dei migranti.

Dopo il Patriot Act del 2001 − la legge statunitense per arginare il flusso internazionale di proventi illeciti e il riciclaggio − il cartello colombiano della droga ha dovuto cercare una rotta alternativa per il trasporto di cocaina in Europa, in accordo con la ‘ndrangheta. La nuova via è quella che attraversa l’Africa occidentale e il Sahel, dove si trovano molti Paesi “falliti”: Niger, Mauritania, Mali, Sud Sudan e altri, in cui lo Stato si è sgretolato e l’unica fonte di reddito sono il contrabbando e la droga. Una rotta conveniente anche per i sequestri di giornalisti, cooperanti e altri professionisti occidentali e successivamente per il racket dell’immigrazione. E’ significativa la trasformazione dell’organizzazione criminale e terroristica di al-Qaeda nel Maghreb islamico: fondata nel 2003, con il riscatto di 32 europei rapiti, da Mokhtar Belmokhtar, un ex mujaheddin algerino, è passata dal contrabbando di sigarette al trasporto di cocaina, poi ai sequestri, infine alla tratta di migranti dall’Africa occidentale all’Europa.

Il viaggio dei migranti: un sadico rituale

Povero o ricco, il migrante non può fare a meno di rivolgersi a un trafficante. Da alcune testimonianze il libro ricostruisce il “viaggio” di uomini, donne, bambini provenienti da Senegal, Ciad, Sudan, Somalia, Eritrea, che, dopo aver pagato, vengono trasportati su camion fino alle coste libiche, ma qui vengono bloccati dalla polizia corrotta e in container di metallo costretti ad attraversare nuovamente il Sahara per essere rinchiusi in gulag a Cufra nella Libia sud-orientale. Dopo qualche settimana, chi resiste a torture, stupri e sete ha due possibilità: o paga un’altra somma per ritornare sulla costa oppure viene venduto ad altri trafficanti anche più volte e resta intrappolato nel Sahara per mesi, a meno che non riesca a trovare altro denaro.

Politiche deboli

Nel 2016 l’Europol ha creato un Centro europeo per la lotta al traffico di migranti (Emsc) con il compito di sostenere, con scambi di informazioni e coordinamento operativo, gli Stati membri nello smantellamento del network criminale, che agisce a livello locale anche nel Vecchio continente aiutando i migranti a superare clandestinamente i confini europei, e che è affiancato da un altro odioso business parallelo che, entro i nostri confini, lucra sulla gestione dell’accoglienza. Ma l’Emsc è solo uno strumento, la cui efficacia dipenderà dalla costruzione di una lungimirante politica comune.

Loretta Napoleoni Mercanti di uomini
Loretta Napoleoni Mercanti di uomini

SCHEDA:

Loretta Napoleoni, Mercanti di uomini. Il traffico di ostaggi e migranti che finanzia il jihadismo, Rizzoli 2017, pagg. 352, € 18,50

Un libro che racconta e documenta il racket criminale sviluppatosi sull’immigrazione

Prologo: Il negoziatore; 1. Sulle rotte del contrabbando; 2. Libia, il circolo vizioso; 3. L’economia della pirateria; 4. Il caso Leopard e le complicità della diaspora somala; 5. Cortine di fumo e giochi di specchi: la guerra civile siriana; 6. Come si paga un riscatto; 7. L’ora cruciale: anatomia di un rapimento; 8. Da cacciatori di notizie a prede dei sequestratori; 9. La mitologia degli ostaggi occidentali; 10. La fine della verità; 11. Una partita a scacchi con la vita degli ostaggi; 12. Un incontro rivelatore; 13. Dai rapimenti alla tratta, un unico business; 14. Da pirati a trafficanti d’uomini; 15. Una storia d’amore tra rifugiati; 16. Il boomerang politico; Epilogo: Le lunghe notti della politica.

Luciana Scarcia
(24 maggio 2017)

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