Ius soli: non lasciamo soli i ragazzi senza cittadinanza

 

Italiani senza cittadinanza - Foto di giuseppe Marsoner
Foto di Giuseppe Marsoner

Il 23 dicembre nell’aula del Senato sono assenti:

  • 29 senatori Pd su 98,
  • 37 su 43 di FI,
  • 35 su 35 di M5S,
  • 23 su 24 di AP-NCD,
  • 8 su 11 di Lega Nord,
  • 3 su 16 di MPD,
  • 9 su 18 di Autonomie-PSI,
  • 14 su 14 di GAL,
  • 12 su 12 di ALA,
  • 7 su 10 di Fed.della Libertà,
  • 11 su 11 Noi con l’Italia,
  • 13 su 27 Misto

manca il numero legale alla legge sullo Ius Soli.

I giovani #Italianisenzacittadinanza scrivono al Presidente Sergio Mattarella per chiedere il rinvio dello scioglimento delle Camere affinché sia possibile votare la riforma della legge sulla cittadinanza prima dello scadere della legislatura.

Ecco il testo della lettera così come appare sulla pagina facebook di #Italianisenzacittadinanza, consegnata il 27 dicembre, a settant’anni della promulgazione della Costituzione italiana:

“In una giornata così bella e fondamentale per le nostre vite e per la nostra democrazia, è nostro dovere ricordarLe come molte e molti di noi abbiano imparato a conoscerla tra i banchi di scuola, imparandone i valori fondamentali di libertà, uguaglianza, pace, rispetto. Tutti e tutte noi  l’abbiamo letta, riletta e riscoperta in questo anno di mobilitazione a favore della riforma della cittadinanza, ci siamo riconosciuti profondamente nei suoi valori, e in particolare nell’articolo 3, il cui secondo, magnifico comma, concepito dal padre costituente Lelio Basso, che recitando È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese’, prospetta un orizzonte di riduzione delle diversità e di accesso ai diritti fra le varie componenti della Nazione e di progressivo ampliamento dei diritti e della platea degli aventi diritto come inscritto nell’intelaiatura profonda della Repubblica”.

“Caro Presidente concorderà con noi che il 23 dicembre la Repubblica ha fallito nella rimozione di questi ‘ostacoli, mantenendo di fatto una distinzione netta tra cittadini e non, basata su una concezione prettamente elitaria ed economica della cittadinanza”. “Non lasci che questa battaglia, iniziata con le prime mobilitazioni della Rete Nazionale Antirazzista nel 1997, quando molti e molte di noi non erano ancora nati, cada in un nulla di fatto. Talvolta le autorità di un Paese democratico sono chiamate dalla Storia a promuovere leggi che possono apparire divisive ma che in realtà sono necessarie a potenziare gli anticorpi e a creare argini contro la deriva di forze antidemocratiche e destabilizzanti. Non lasciateci soli ancora una volta.

Facciamo un passo indietro: il 20 dicembre in una Roma distratta, tra ingorghi di traffico prenatalizio, Piazza Montecitorio è stata illuminata dalle fiaccole dei ragazzi di “Italiani senza cittadinanza” che non si stancano di far sentire la loro voce affinché la legge sullo Ius Soli venga calendarizzata al Senato prima della fine della legislatura. Da due giorni intanto, il senatore Luigi Manconi è in sciopero della fame.

Grande la delusione quando si è saputo che la legge sullo Ius soli sarà inserita nel calendario del Senato solo una volta approvata la legge di Bilancio. La notizia si diffonde al termine della conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. Luigi Zanda, capogruppo del Pd al Senato, spiega che “per essere approvato lo Ius soli necessita del voto di fiducia che auspico il  governo decida di porre affinchè la legge sullo Ius soli venga approvata. E’ stata una scelta necessaria” posporre alla finanziaria la legge sulla cittadinanza  “L’Italia non può correre il rischio dell’esercizio provvisorio”.  Malgrado la delusione i ragazzi di “Italiani senza cittadinanza”non vogliono smettere di sperare in una sorpresa sotto l’albero.

Foto di Giuseppe Marsoner