Festa del Cinema di Roma: un viaggio tra violenza e tenerezza

Locandina Festa del Cinema di Roma 2018. Fonte immagine: Fondazione Cinema per Roma Facebook

L’altrove dimenticato, in cui la tenerezza si fa strada tra le violenze dell’ordinarietà. È questo il tema ricorrente dei film presentati alla Festa del Cinema di Roma, in programma dal 18 al al 28 ottobre 2018. La Polonia si interroga sugli orrori quotidiani del passato e del presente, con Ether di Krzysztof   Zanussi, storia di un medico dell’esercito austro-ungarico che somministra etere alle sue ignare vittime, e con Back Home di Magdalena Łazarkiewicz: ancora violenza, ma vista dalla parte di una donna che, dopo essere stata rapita e costretta a prostituirsi, deve combattere contro l’intolleranza della sua comunità.

E se la Polonia sembra fare i conti con il senso della violenza, il Sud America si sofferma sui confini, geografici, sociali e umani, come nel caso di Sangre Blanca: due ragazzi, Martina e Manuel trasportano droga dalla Bolivia all’Argentina, ma quando Manuel muore, Martina si troverà costretta a riallacciare i rapporti con suo padre, attraversando confini ben più dolorosi. Il brasiliano Correndo Atrás ci porta tra le strade caotiche di Rio de Janeiro in cui la sopravvivenza è l’unico scopo della vita: un venditore ambulante, un ragazzo dotato di un talento innato per il pallone e un’idea folle; bastano questi elementi a fare del film di Jeferson De, una commedia dolce e amara sulla vita e sulle sue infinite e terrificanti possibilità. Bayoneta di Kyzza Terrazas ci porta in Finlandia dove un ex pugile messicano finisce per sfuggire al suo passato: e proprio lì, dall’altra parte del mondo, troverà la forza e la voglia di ricominciare con la boxe e di riconciliarsi con i dolori della sua vita. Ancora Messico, ma questa volta a parlare sono le donne e le loro sofferenze silenziose: La Negrada si inoltra tra la popolazione nera di Oaxaca in cui gli uomini vivono con più di una compagna. Tra dolori e scelte sbagliate, Magdalena, costretta a condividere il suo uomo con un’altra donna, troverà il coraggio di cambiare vita e di riscattarsi dalla sofferenza. Ma il Messico è un Paese dalle mille contraddizioni, come ci insegna Las niñas bien, storia di una coppia borghese, costretta a fare i conti con la crisi economica e sociale. O come Titixe, racconto epico di una famiglia di agricoltori in cerca delle sue radici.

Immagine tratta dal film If Beale Street Could Talk di Barry Jenkins. Fonte immagine: Fondazione Cinema per Roma Facebook

Anche gli Stati Uniti si interrogano sul senso profondo della violenza e lo fanno con tre film sulle questioni razziali: If Beale Street Could Talk di Barry Jenkins si inoltra tra le strade di Harlem degli anni ’70, in cui i sogni dei giovani vengono spezzati dall’intolleranza e dalla brutalità. The Hate U Give si fa largo tra i banchi dei prestigiosi college americani, dove il divario tra ricchi e poveri è sempre più forte: dal caso editoriale una storia forte sulle questioni razziali. Green Book  invece si addentra nel profondo Sud degli Stati Uniti, quello più razzista e chiuso degli anni ’60,   in un viaggio on the road tra i pregiudizi di un Paese.

Elisa Carrara

(17ottobre2018)

 

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